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Il male del Nord

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Temo che il tracollo sarà marcato prima dai forconi che dai sondaggi.

Se si esaminanano i dati delle regionali si vede che la LN tiene meridionalizzandosi ( rispetto alle ultime europee )

 

In Lombardia la LEGA e' passata da 1.221.087 voti a delle ultime EUROPEE a 1.117.227 delle regionali perdendo un elettore su 12 : in provincia di Sondrio ne ha persi 1 su 4 , 1 su 6 a Brescia ( effetto "trota" ?) e Mantova.

In Piemonte ha perso 1 elettore su 6 ed in Liguria 1 su 10.

In Veneto nonostante il traino di un ministro popolarissimo candidato alla presidenza aumenta di 22000 su 2,3 milioni di voti validi.

Infine nel quadrilatero rosso ( Emilia - Toscana - Marche ed Umbria ) realizza un aumento ( sempre rispetto alle ultime EUROPEE ) di 16000 voti su 4,8 milioni di voti validi.

E' vero che c'è stata l'astensione ma un partito con il vento in  poppa dovrebbe risentirne meno degli altri

Quanto al radicamento sul territorio le  stesse elezioni rapportate ad alcune comunali svoltesi in contemporanea lo smentiscono :

 

ho elaborato i dati dei 12 comuni lombardi con piu' di 30 sezioni elettorali in cui si è votato per il comune paragonando i dati delle Comunali ha quelli delle regionali , ebbene :

Lega reg 48374 voti com 41174 voti -14,9%

PdL reg 81609 voti com 70221 voti -14,0%

PD reg 61054 voti com 58354 voti -4,5%

Credevo che un partito radicato sul territorio avesse performances migliori negli enti più piccoli e più vicini all'elettore ( comune ) : credevo male, forse.

I due dati parrebbero suggerire che più li conosci più li eviti!

Per quanto riguarda i partiti "buffoni" sempre citati da Alberto Lusiani avevo deciso per l'astensione : mi sono bastate le performances sincronizzate della Mussolini e di Dario Galli ( presidente leghista della provincia di Varese ) stamattina ad Omnibus per farmi cambiare di nuovo idea.

I due vedono le competizioni elettorali come un derby Milan-Inter.