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Il male del Nord

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Come ho detto prima, credo che a questo punto nulla ti possa far cambiare idea sui politici della Lega Nord. Io posso solo dire che non ho mai sentito da parte loro dire alcunché di organico e sensato sul federalismo, qualcosa che andasse al di là degli slogan. Ho scrutinato attentamente stampa e internet, ma non sono mai riuscito a trovare nulla di veramente articolato.

Ti credo sulla parola, io non ho fatto ricerche ma devo dire che in mano non ho nulla di provenienza diretta LN. Ma per fare un confronto potresti per favore elencare che cosa di organico e sensato dicono sul federalismo PDL, PD, IDV, UDC, FLI e neocomunisti?  Non ho controllato i programmi delle ultime elezioni, ma anni fa erano tutti a parole federalisti anche nei programmi elettorali scritti, con la sola eccezione dei neocomunisti (e non escludo che perfino i neocomunisti occasionalmente abbiano millantato qualcosa).

L'unica persona vicina alla Lega che ho sentito fare almeno analisi decenti è il presidente Copaff Luca Antonini. Ma poi al momento di fare proposte e di dar battaglia non l'ho mai visto far faville.

L.Antonini l'ho sentito relazionare in Parlamento, dice cose valide e sensate, e ha fatto un buon lavoro di verifica dello stato attuale delle amministrazioni locali e di proposta, certamente sulle regole di bilancio unificate e le sanzioni agli amministratori ha contribuito in maniera valida a proporre norme utili.

Questo e' qualche brano su come L.Antonini considera le norme sul federalismo alla fine di gennaio di quest'anno:

ilsussidiario.net/News/Politica/2011/1/27

“Il federalismo fiscale non si occupa solo di fiscalità ma guarda anche alla spesa. Per la prima volta nella storia d’Italia questa volta si avrà per gli enti locali una spesa standardizzata, cioè una spesa basata sui ‘fabbisogni standard’ dei comuni. Sinora si è andati avanti in Italia con una ‘spesa storica’, cioè con una discrezionalità che ha portato anche ad alcuni dissesti e, di fatto, a un non controllo della spesa pubblica. Che cosa significa una spesa standardizzata? Significa che si stanno elaborando ‘parametri standard’ per le spese di settore che affrontano i Comuni: assistenza sociale, trasporti, polizia locale, istruzione, cultura. C’è un calendario per arrivare a questa spesa standardizzata. Entro quest’anno, cioè il 2011, si arriverà alla standardizzazione di un terzo. Entro il 2012, si standardizzerà un altro terzo.
 
Entro il 2013 il percorso sarà concluso. Mi sembra che questo sia un punto piuttosto dimenticato e trascurato dai media. Si tenga presente che l’ammontare dei fabbisogni standard di ciascuna delle funzioni fondamentali saranno a disposizione di tutti i cittadini, saranno affissi nei comuni, perché deve essere pubblicato obbligatoriamente sul sito del comune. A questo punto io mi chiedo quale sindaco avrà il coraggio di aumentare l’addizionale Irpef quando la sua spesa supera quella prevista dai fabbisogni standard calcolato per il suo comune. In questo caso, se lo facesse, avrebbe una rivolta della popolazione.
 
Oggi se aumenta un’imposta comunale nessuno dei cittadini è in grado di controllare in modo effettivo ed efficace se quelle risorse in più che chiede servino veramente o no. Insomma questa rivoluzione viene operata sul lato della e spesa, razionalizzandola in modo radicale. Io credo che il federalismo fiscale porterà a una minore pressione fiscale, cioè a un abbassamento delle tasse”.

Personalmente gli voglio dare fiducia, salvo poi controllare i numeri.  Questo non toglie che le critiche di S.Brusco siano condivisibili nel merito, ed e' anche vero che nelle norme approvate non c'e' vero federalismo e tutto l'impianto rimane statal-centralista.

Per la precisione, oltre ai neo e vetero comunisti anche l'UDC non ha mai fatto finta di essere federalista.

Per quanto riguarda l'elaborazione teorica dei vari partiti, quando inizia a documentarmi (ossia alla fine del 2008, quando si iniziò a parlar seriamente di una riforma federale) trovai questo documento del Nens, il centro studi di Visco e Bersani. Non ho trovato niente di comparabile e della stessa autorevolezza per gli altri partiti. Nel dibattito parlamentare il PD si è accodato agli amministratori locali che reclamavano più risorse, o perlomeno che non venissero sottratte risorse esistenti. Atteggiamento credo comprensibile, anche se deludente, vista la piega da gioco a somma zero che aveva preso il dibattito. Sul versante destro (anche se non son sicuro sia l'etichetta giusta) la cosa migliore che è stata prodotta credo sia questo libro di Falasca e Lottieri.  Falasca adesso è in FLI, ma sostanzialmente credo che le sue proposte sul federalismo non le ascolti nessuno.

Però fammi aggiungere che la mancanza di elaborazione teorica da parte della Lega è più preoccupante che per gli altri partiti. Questo è il suo issue, la sua ragione di essere. Se non ragionano sul federalismo, su che ragionano?

Sui fabbisogni standard, aspettiamo e vediamo. Io non ho alcuna fiducia che funzionino, ma magari i politici italiani mi sorprenderanno.

Oggi se aumenta un’imposta comunale nessuno dei cittadini è in grado di controllare in modo effettivo ed efficace se quelle risorse in più che chiede servino veramente o no. Insomma questa rivoluzione viene operata sul lato della e spesa, razionalizzandola in modo radicale. Io credo che il federalismo fiscale porterà a una minore pressione fiscale, cioè a un abbassamento delle tasse”.

Alberto, mi spiace, ma non ci credo.

La questione non è stabilire che il pullmino per i vecchietti non può costare più di 1000 euro l'anno di tagliandi + benzina calcolata sui km quadri di territorio comunale (costo standard inventato a caso, ovviamente).

Il problema è quanto si ammala l'autista e quante ore devi pagare al suo sostituto.

Scommettiamo che questo genere di cose non è standardizzato? E che il sostituto vive e vota nel comune con tutta la famiglia?

Quando le tasse vengono fatte pagare ai non residenti possessori di seconde case e alle imprese, l'incentivo netto è di "far ammalare" il più possibile l'autista (lo spazzino, l'assistente sociale...).

Non c'è una sola remota possibilità, neanche se vivessimo nel mondo fiabesco dei politici che hanno una missione, che un genere di tassazione come quella testè approvata possa far scendere le tasse.

Alberto, mi spiace, ma non ci credo.

La questione non è stabilire che il pullmino per i vecchietti non può costare più di 1000 euro l'anno di tagliandi + benzina calcolata sui km quadri di territorio comunale (costo standard inventato a caso, ovviamente).

Il problema è quanto si ammala l'autista e quante ore devi pagare al suo sostituto.

Giuseppe, dipende da cosa significano concretamente questi costi standard. cosa che io non so.

In un contesto di decentramento (non federalismo) serio si potrebbe dire: per i nidi comunali il costo standard per e' x_1/utente, il costo standard per le scuole materne  e' x_2/utente e cosi' via.  CI saranno eventi accidentali, ma facendo la media su tutto un anno e tutte le attivita' non ci dovrebbero essere fluttuazioni capaci di stravolgere la spesa. Per eventi catastrofici ci si puo' assicurare, o l'ente locale fa una richiesta motivata di assistenza eccezionale.

Se si fa un decentramento iper regolamentato e stupido che magari vuole fissare il numero degli scuolabus, il costo unitario di esercizio degbli scuolabus, il costo della benzina, il costo degli autisti, allora sorgono i problemi di cui parli.

Ovviamente meglio sarebbe un decentramento ancora piu' esteso che dice: "hai queste responsabilita', il costo complessivo pro-capite delle migliori pratiche - sommando tutte le tue responsabilita' - e' questo e questo ti arriva da Roma, poi sei libero di organizzarti come vuoi", e meglio ancora sarebbe (qsto sarebbe il vero federalismo): "hai queste responsabilita', puoi tassare come preferisci queste basi imponibili, ora organizzati come vuoi".

Nel contesto culturale italiano, le ultime due possibilita' secondo me sono precluse, semplicemente l'italiano medio non ce la fa nemmeno a ipotizzarle, senza contare poi la disonesta' interessata di chi riterrebbe di perderci.  Rimangono le prime due opzioni, se ha ragione L.Antonini vuol dire che quanto legiferato si avvicina di piu' ad un decentramento modesto ma positivo, se hai ragione tu quanto legiferato si avvicina di piu' ad un decentramento stupido e possibilmente perfino peggiore del centralismo stupido ora vigente.

Scusa, sono stato troppo criptico.

Intendevo dire che il problema dell'Italia non è tanto il costo delle cose che l'ente pubblico compra, anche se le famose TAC palermitane a 134.000 euro in confronto a quelle lombarde a 9.000 (o qualcosa del genere che avevo letto tempo fa...) sono scandalore e costano pure tanto.

Il problema è l'uso dell'ente pubblico come datore di lavoro.

Il lavoro è coperto da contratti nazionali e da migliaia di leggi che non possono (purtroppo, ovviamente...) essere stravolte e che quindi non verranno toccate dal federalismo.

L'esempio che facevo di malattie e di autisti significava: se nel comune X, provvisto di molte seconde case o di molte imprese, si lascia intendere che va bene "ammalarsi" a lungo perché ci sono i soldi per prendere dei sostituti, l'aumento di costo non sarà impossibile se non dimostrando che gli autisti non sono veramente ammalati...cosa che tutti sanno essere impossibile...sa, il colpo di frusta...

Oggi come oggi, c'è almeno la spesa storica: se gli autisti del comune iniziano tutti a stare a casa per colpi di frusta, la gente del comune va a piedi perché non ci sono i soldi per pagare dei sostituti.

Con questa geniale legge che riapre agli aumenti delle addizionali Irpef e istituisce una nuova favolosa tassa sugli immobili dei non residenti e sui turisti, si aprono delle grandiose possibilità di infornate di precari a iosa.

A chi è venuto in mente di consentire AUMENTI di tasse al posto di devoluzioni?

Ok, a Tremonti per interposto Calderoli.

Poi sono d'accordo con te che sono gli unici a PARLARNE. Solo che ne parlano e basta. Davvero.

Gli altri partiti sono onesti e ci pigliano a mazzate sul muso. I leghisti ci dicono "poverini, tutti vi pigliano a mazzate" e intanto ci sfilano silenziosamente il portafoglio.

L'unico modo è accorciare PER DAVVERO la "catena di comando". Passiamo da 60 milioni a 5 o 6.

Niente Padania, che sarebbe comunque un elefantino grande quasi quanto la Spagna o la Polonia. Stati di dimensioni regionali, stile Finlandia, Danimarca, Repubblica Ceca, Svizzera.

 

L'esempio che facevo di malattie e di autisti significava: se nel comune X, provvisto di molte seconde case o di molte imprese, si lascia intendere che va bene "ammalarsi" a lungo perché ci sono i soldi per prendere dei sostituti, 

però poi le imprese smobilitano e i privati si vendono le seconde case e addio base imponibile. Anche perché la seconda casa ha molte alternative possibili, gli affitti stagionali, gli alberghi, i camping...

 

Oggi come oggi, c'è almeno la spesa storica: se gli autisti del comune iniziano tutti a stare a casa per colpi di frusta, la gente del comune va a piedi perché non ci sono i soldi per pagare dei sostituti.

Con questa geniale legge che riapre agli aumenti delle addizionali Irpef e istituisce una nuova favolosa tassa sugli immobili dei non residenti e sui turisti, si aprono delle grandiose possibilità di infornate di precari a iosa.

 

l'addizionale IRPEF non è poi enorme, la tassa sugli immobili amalgama tasse e tariffe già esistenti, ICI, tassa sui rifuti, imposta di registro... insomma che i comuni possano fare grandiose infornate di precari con queste risorse mi sembra dubbio.