Titolo

Il male del Nord

4 commenti (espandi tutti)

Occorre smetterla con questa balla truculenta che tutti ripetono compreso Alberto Lusiani: questa riforma "federalista" NON è. Non c'è neanche il mitico "qualcosa", non c'è nulla. Si stava meglio prima. È una riforma REGRESSIVA!

I decreti (gli ultimi li devo ancora leggere) non hanno quasi nulla a che fare col federalismo come lo intengo io, cioe' una divisione dei poteri sullo stile degli Stati Usa o cantoni svizzeri, ma contengono tuttavia alcuni elementi positivi come le regole comuni di bilancio per gli enti locali e forti sanzioni contro gli amministratori locali che provocano dissesti finanziari. C'era soprattutto all'inizio il principio utile e corretto di finanziare i servizi erogati in base a costi standard, che spero non si sia perso completamente nelle contrattazioni. Sulla pressione fiscale complessiva a livello di parole le norme approvate prescrivono che non aumenti, obiettivo che si potra' controllare quanto la legge sara' attiva.

e regole comuni di bilancio per gli enti locali e forti sanzioni contro gli amministratori locali che provocano dissesti finanziari.

tutto questo poteva essere fatto senza scomodare il federalismo , che come ammetti , non c'è.

Hai idea allora perchè continuino a parlare di federalismo , forse per ingannare i più sprovveduti che li votano?

E' tutto un rincorrere l'elettore-utile idiota con nominalismi di facciata. Ve lo ricordate quando si parlava della "devolution" ad ogni piè sospinto? Adesso ci si lava la bocca col federalismo, e poi, parturiunt montes, resta qualche modesta norma di elementare buon governo, come quella sui bilanci degli enti locali, che quasi scompare dentro ad altre così confuse e (per fortuna) a operatività così lontana che nemmeno Tremonti è capace di dire quanto costeranno. Il che significa certamente che costeranno molto.

Ma che si capisca poco è colpa anche dell'elettore poco informato, naturalmente, tuttavia è grave la ragione di questa opacità: la mancanza di una idea guida di come debba essere ridefinito con razionalità il sistema dei poteri centrale e periferici. Non c'è l'idea guida e non c'è quindi nemmeno l'approfondimento.

I decreti approvati riguardano:

- fabbisogno standard per i Comuni;

- fiscalità municipale;

- Roma capitale;

- federalismo demaniale.

Di questi si è gia parlato qui e altrove. In due parole: qualcosa di positivo solo nel decreto sui fabbisogni standard.

Per gli altri - quelli cioè su costi standard (Regioni), sanzioni e premi e armonizzazione -, essi sono ancora in fase di discussione. Dai testi disponibili quello che si evince è:

- i costi standard vengono introdotti, ma nella formula di ripartizione dei fondi entrano sia al numeratore che al denominatore, cancellandosi. I fondi saranno ripartiti secondo altri criteri;

- ok sanzioni e premi ma... le sanzioni per i cattivi amministratori prevedono l'ineleggibilità. Mettiamo anche che sia corretto: cosa di federalista ha tutto ciò? Il centro decide che un amministratore è incapace e si sostituisce alla volontà degli elettori (locali) per non correre il rischio che questi rieleggano l'amministratore. Ripeto: può essere anche corretto, ma di che cosa stiamo parlando?

- la pressione fiscale sarà immutata per legge. Anche qui: mettiamo che sia vero. Ma sarà necessariamente immutata quella totale, non certo quella di ogni singolo contribuente! Quindi bisogna capire chi ci perde e chi ci guadagna, anche a pressione fiscale costante. Ad esempio, l'IMU sposta, in ogni città, un po' di pressione fiscale dalle famiglie alle imprese.