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Il male del Nord

16 commenti (espandi tutti)

Ad esempio: l'Italia non è MAI esistita prima dell'unificazione tanto che Metternich parlava apertamente di espressione geografica.

Ahi serva Italia, di dolore ostello,
nave senza nocchiere in gran tempesta,
non donna di provincie, ma bordello.

Dante Alighieri scriveva all'inizio del 1300, e già allora il concetto di Italia era assolutamente chiaro, tanto che il poeta non sente affatto la necessità di spiegarla. Invece la Padania se la è proprio inventata Gianfranco Miglio: prima di lui nessuno l'aveva mai sentita nominare.

Per altri dettagli sul concetto di Italia vedi qui:http://italia.onwww.net/italia/brevestorianomeitalia.htm

Quanto a Metternich, lui parlava cosí per via del mestiere che faceva: oggi diremmo che aveva un conflitto di interessi.

sono più simili un Veneto ed un Lombardo, che un westfaliano ed un bavarese.

A parte che un Westfaliano e un Bavarese fra di loro si capiscono, mentre un Genovese e un Bergamasco no, nè il Westfaliano nè il Bavarese si sognerebbero di irridere l'inno nazionale tedesco o di insultare la bandiera. Eppure a differenza della Padania, Baviera e Westfalia sono realmente esistite storicamente e culturalmente.

Tanto per avere un idea di quanto siano in malafede i leghisti basta pensare che Marco Reguzzoni ha fatto approvare una legge per la tutela del "made in Italy", mica del "made in Padania": http://it.wikipedia.org/wiki/Legge_Reguzzoni

 

Nei fatti non è mai esistita e soprattutto non sono mai esistiti gli italiani, esisteva l'idea. Dante parlava di un'idea esattamente come Miglio parlava della Padania.

Lo stesso Cavour voleva unificare solo la "padania", anche se non la chiamava così.

Quanto ci si sentisse italiani, fuori dai circoli intellettuali, lo si può chiedere ai Veneti che vinsero la battaglia di Lissa per gli austriaci o ai briganti meridionali.

Poi si posson fare tutti i sofismi che vuoi, ma non cambia nulla: se la maggioranza degli abitanti di un posto vogliono fondare una nazione... la fondano che ci piaccia o meno, che tu ne abbia mai sentito parlare o meno. Il 20% degli abitanti del nord Italia pensa che vorrebbe essere padano (la percentuale sale se non si considerano gli immigrati), se al Nord il 100% volesse fondere il paese dei Puffi, così sarebbe.

PS

Premesso che se Genovesi e Bergamaschi non si capiscono questo va a favore dei ragionamenti leghisti e non contro, comunque:

un westfaliano ed un bavarese non si capiscono, esattamente come un genovese ed un milanese. Inoltre, a differenza degli italiani, i tedeschi sono divisi anche dalla religione e, non a caso, la Germania è una repubblica federale.

Sign. Corrado Ruggeri, Lei dice che il 20% degli abitanti del Nord vorrebbe fare la Padania, ma scusi da dove la prende questa statistica?

giuliana allen

A me sembra una sottostima. Qui:

http://affaritaliani.libero.it/static/upl/aff/affari-italiani-rel-14.pdf

un sondaggio che misura quanto i Nordisti siano *egoisti*.

 

No valerio, un sondaggio che misura quanto nessuno (fuorché la Lega nella sua maniera folle) si sia reso conto che esiste una questione settentrionale ... e son trent'anni che esiste.

Meglio riconoscere i fatti: il Nord si è stancato di pagare per tutti.

Continuando a negarlo regalate il paese a Bossi, Borghezio e Calderoli. Contenti voi, contenti tutti.

Magna sta minestra o salta da sta finestra.

Forse sono stato frainteso. Su questo argomento io condivido le sue idee, anche perché non sono idee sue, ma fatti. Avevo messo gli asterischi *.* per sottolineare il carattere sarcastico del mio intervento. La prossima volta sarò più esplicito.

No valerio, un sondaggio che misura quanto nessuno (fuorché la Lega nella sua maniera folle) si sia reso conto che esiste una questione settentrionale ... e son trent'anni che esiste.

La questione esiste almeno dall'unita' d'Italia.  Bossi l'ha solo comunicata in maniera efficace a livello di massa. A parte quello che si puo' leggere negli atti parlamentari del Regno d'Italia, basta leggere cosa scriveva F.Turati nel 1895 (gia' scritto su nFA, ma repetita iuvant):

Critica sociale, 1 dicembre 1895, p. 353

Finanza feudale

[...]il presente governo non e' governo italiano, ma del mezzodi' contro il settentrione [... le decisioni del governo di Roma sono] una nuova dichiarazione di guerra della baronia feudale sicula e napoletana ai proprietari terrieri del Lombardo- Veneto [...] un nuovo passo - e qual passo - verso l'assoggettamento dell'Italia civile, operosa, industriale, moderna, dell'Italia europea, all'Italia meridionale baronale, africana, borbonica; e' la coltura estensiva, quasi nomadica, e' il latifondo parassita, depauperatore, miasmatico, che vuol vivere a spalle dell'agricoltura progressiva, dei nuovi metodi culturali che incominciarono a introdursi nelle zone agricole progredite e ai quali la perequazione dell'imposta avrebbe consentito slancio maggiore.

Chi nega che esista un problema settentrionale in Italia, o sostiene che l'ha inventato la Lega Nord lo fa solo per ignoranza e/o disonesto interesse personale. Spesso si aggiunge l'obnubilamento ideologico. La "Padania" come concetto esisteva anche prima del 1900, solo che veniva chiamata "Stato di Milano" o come fa Turati "Lombardo Veneto". Molto piu' recentemente Gianni Brera ha usato il termine Padania e questo e' stato raccolto da Bossi.

E daje, ci rissiamo tosi... Discussioni infruttuose in arrivo. Non serve a niente scommodare i ns (vs) antenati per dar maggior peso alle minchiate odierne. La serenessima si occupava della problematica settentrionale per caso? Finche ci siamo, andiamo fino ai romani (questi si che si facevano la cresta sulle popolazioni del nord...).

Facciamo abbastanza pena, e scusate la franchezza... però fattemi il piacere. La lega, tra uomini sbagliati (nella sola provincia di vicenza, le beghe leghiste interne stanno raggiungendo livelli isterici, tra papone della riviera berica, evasore arzignanese, attila berico, produttore chimico in odore di false fatturazioni, e spionnaggio industriale ai suoi danni, e chi più ne ha...) oltre allo smaco dell'elezione del segretario provinciale, l'evizione dal partito di un esponente in ascesa. Non ci vorrà nessuna laurea in scienze politiche per mettere in evidenza le contradizioni ideologiche (siamo sicuri che ci sia un fondamentale ideologico?) .

Sembra che la parabola completa del partito abbia (già) raggiunto il suo declino, nonostante stia dispiegando il suo dispositivo con la massima forza nelle istituzioni nordiche e sembra ottenere i massimi consensi presso la popolazione locale.

Quanto tempo ancora riuscirà a nascondere la scemenza della suo rigetto per l'Unità d'Italia, facendo una risibile confusione tra legitima voglia di Federalismo e assurdo odio per il senso dello stato Unito? Chi ha detto che il federalismo debba significare per forza sfascio del paese? Ve la imaginate la Padania, che so, a Bruxelles? o meglio, a l'Onu? Io dico scemenza, certo è offensivo. Ma quanti di questi geni hanno esultato la sera di luglio 2006*? Ale, faciamo un bel arrotondamento: 100%?

  Allora, cos'è la storia del rigetto del paese Italia? Quando bisogna assumersi un pò di idee pesanti (tipo far uscire il paese dalla sua situazione) e portare il paese verso orizzonti più chiari, si vede che nessuno arriva (a parte il trota, a sbaffare il piatto preparatogli dal suo papino, altro che roma ladrona e parentopoli...).

O vediamo di sentire e vedere attuati dei progetti degni di questo nome. Sennò, lasciate stare i discorsi sulle paternità eventuali da sx a dx sulle leggi ad personam.

La legge sul falso in bilancio è una scemenza tutta italiana: se non è un reato tanto importante da beccarsi poco o niente per una truffa del genere, secondo voi, quante cause perse da investitori stranieri truffati da bilanci taroccati ci vorrano prima di non vedere più arrivare investimenti stranieri a sostegno dello sviluppo della ns economia? Ditemi voi perchè è cosi fondamentale che il denaro sia protetto da regole eque che non siano solo a favore degli investitori italici: non ce la faremo mai senza questi schei stranieri, impiegheremo un tempo eccessivo per tornare a livelli accettabili.

 

* luglio 2006: italia campione del mondo di calcio

 

Leggendo i numeri del sondaggio - pur se è ovvio che debbano essere presi con le pinze, la tendenza è molto chiara - il relativo commento finale appare voler addolcire impropriamente la realtà: si sostiene, infatti, che la secessione del Nord sia un'opzione improbabile perché condivisa solo da un terzo degli italiani, pur se più popolare nel settentrione, ma la percentuale dei favorevoli tocca il 61% al Nord. E questo significa che la separazione avverrebbe, in caso di scelta lasciata ai territori direttamente interessati - se vogliamo essere fautori dell'autodeterminazione, quella conterebbe - giacché lì raccoglie un consenso molto forte.

Credo di conoscere abbastanza Corrado da rispondere al posto suo: è un numero sparato a caso in base al consenso della lega: ai fini del discorso non è importante.

Il punto è che se una minoranza robusta (diciamo il 20%, se è il 15 o il 25 cambia poco) vuole l' indipendenza di puffolandia basta ed avanza per mettere la questione sll' ordine del giorno, magari fare qualche concessione culturale/educativa ma nulla di più. Se questa diventa maggioranza abbondante l' alternativa è tra secessione e repressione militare.Anzi, esiste una terza via "altoatesina": un mix di concessioni e repressione, particolarmente adatto quando non esiste una maggioranza troppo netta (secondo wiki, in AA i germanofoni sono circa il 70%, ma a Bolzano solo il 30%)

Credo di conoscere abbastanza Corrado da rispondere al posto suo: è un numero sparato a caso in base al consenso della lega: ai fini del discorso non è importante.

Ti querelerei (sparare numeri a caso? Io?), se non fosse che hai ragione :-)

E' un numero basato sul consenso della Lega nel Nord, calcolato in un commento precedente da Alberto Lusiani, ed ai fini del ragionamento era ininfluente.

Per Giuliana:

ti hanno risposto Valerio e Alberto mostrando come la percentuale di chi vorrebbe la "Padania", tra gli abitanti del nord, sia ancora più elevata superiore all'elettorato leghista. Per questo non percepirla come una percentuale di "razzisti anti-sud" (una parte sicuramente lo è), ma come espressione di quella questione settentrionale di cui parecchio si è discusso qui su nfA.

Lei dice che il 20% degli abitanti del Nord vorrebbe fare la Padania, ma scusi da dove la prende questa statistica?

Sulla materia circola molta retorica e disinformazione da parte dei fautori dell'unita' nazionale. Questi sono alcuni fatti puntuali e controllabili.

Sondaggio nel Nord-Ovest nel 1997, quando la Lega Nord proponeva la secessione della Padania (il Nord-Est e' ancora piu' favorevole):

corriere.it/1997/febbraio/14

Un sondaggio: al Nord per la secessione il 25 %

Un sondaggio: al Nord per la secessione il 25 % MILANO - Nel Nord -
Ovest un cittadino su quattro vuole l'indipendenza
, ma la maggioranza
resta italiana. E' questo il risultato di un sondaggio condotto
dall'Istituto Cirm e pubblicato sull'ultimo numero del settimanale il
"Borghese". A livello nazionale il 13 % degli interpellati ha
dichiarato di volere la secessione della Padania, ma in Lombardia,
Piemonte e Liguria la media si alza fino al 25 % , uno su quattro
appunto.

sondaggio del 1998 per il solo Veneto

corriere.it/1998/gennaio/21

SONDAGGIO DI POSTER, L' ISTITUTO DIRETTO DA ILVO DIAMANTI
" Il 40 per cento dei veneti e' d' accordo con la secessione "

----------------------------------------------------------------- SONDAGGIO
DI POSTER, L'ISTITUTO DIRETTO DA ILVO DIAMANTI "Il 40 per cento dei veneti 
e' d'accordo con la secessione" VICENZA - La secessione, a Nordest, non e' 
piu' un tabu'. [...]

Il secondo sondaggio e' stato compiuto da un istituto di sondaggi notoriamente schierato a sinistra e quindi contrario alla LN e alla secessione (in un Paese serio non ci sarebbe bisogno di aggiungerlo, ma in Italia aggiunge informazione farlo).

Esiste un sondaggio del 2010 fatto da un istituto serio (SWG) ma con metodi secondo me discutibili (questionario su web, con alcuni controlli) secondo cui il 61% dei residenti nel Nord e' favorevole alla secesssione della Padania.

A parte che un Westfaliano e un Bavarese fra di loro si capiscono

Non credo si capiscano più di un bergamasco e di un genovese. I Westfaliani parlano un dialetto basso Tedesco, mentre in Baviera l'Austro-bavarese che è una varietà dell'alto Tedesco. E quando a Caorle i Bavaresi parlano fra di loro, non capisco nulla di quello che dicono. Forse chi è di madrelingua tedesca ne capisce di più, ma si tratta di due linguaggi abbastanza diversi.

Un paragone:

Dialetto Austro-bavarese (Baviera)

http://bar.wikipedia.org/wiki/Wikipedia

Dialetto basso sassone (westfalia)

http://nds-nl.wikipedia.org/wiki/Wikipedie

Valerio lavoro con le due regioni e ti posso confermare** che se parlano in dialetto non si capiscono ed i bavaresi son fieri di questo quasi fosse un merito loro !?

PS

**A loro dire ovviamente perchè, quando parlano in dialetto, sicuramente sono io quello che non capisce :-(

Molto divertente, per chi pratichi un  po' di tedesco. Non sapevo, confesso, che wikipedia avesse voci anche nei dialetti tedeschi, finora mi ero limitato al veneto, per sentimentale attaccamento alle mie radici...

Comunque i dialetti sono dialetti, questo occorre ricordarlo, e la lingua nazionale (che deriva quasi sempre da una innegabile supremazia storico-letteraria, è così in Germania e così è in Italia) è la lingua nazionale. Non facciamo casini. Il dialetto è un rito familiare, linguistico-identitario. Io lo apprezzo molto, specialmente quando chi lo parla lo alterna sapientemente alla lingua nazionale (come si fa in Veneto, per es., anche nella politica, consiglio una seduta del CC di Venezia) come dichiarazione di una duplice identità. Ma non può - non deve - essere una furbata per negare una delle due identità, quella regionale e quella dialettale.

Cerchiamo anche di non fare casini fra identità linguistica ed identità nazionale.

Il fatto che esista una "lingua nazionale" non implica necessariamente che coloro che parlano la stessa lingua debbano far parte di una stessa nazione, né che coloro che fanno parte di una stessa nazione debbano saper parlare una stessa lingua.