Titolo

Il male del Nord

10 commenti (espandi tutti)

A parte saltuarie manifestazioni, non vi è traccia di alcun movimento di massa che dal Nord abbia denunciato la corruzione del potere.

Di cosa stai parlando??? Alla fine degli anni '80 e inizio degli anni '90 proprio a Nord

Alberto, stai scadendo nel ridicolo e mi intristisce.

Il testo del paragrafo di Brighella da cui tu citi è il seguente:

In questi anni di governo nazionale, il Nord leghista ha colpevolmente e ripetutamente votato leggi che contribuiscono gravemente allo sfascio del sistema della legalità: [...] A parte saltuarie manifestazioni, non vi è traccia di alcun movimento di massa che dal Nord abbia denunciato la corruzione del potere. Ma lo sdegno per la corruzione, sdegno che al Nord accompagnò l’ascesa leghista di inizio anni ’90, in realtà cos’era? Una richiesta forte e consapevole di moralità nella politica, o solo l’inutile urlo di un’infertile frustrazione di massa che diceva "voemo anca niantri i schei robai"?

Il significato è chiaro: parla del comportamento leghista dal 2001 in poi (e dell'opinione pubblica leghista/nordista durante lo stesso periodo) contrapponendola agli eventi dei primi anni '90!

Fai come quelli de Il Giornale, citi un pezzo in maniera intenzionalmente distorta e poi critichi quello che l'autore non dice per poter difendere (nella tua mente) la tua indifendibile parte politica.

Davvero pensi valga la pena macchiare così la propria reputazione di ricercatore obiettivo ed acuto? Davvero ne vale la pena per difendere quattro ladri, ignoranti, venduti e razzisti?

Michele, sappiamo tutti che i ladri non sono 4 ma 16 o 1.600 o 1.600.000. Uno può dire (e insistere a dire): almeno sono i nostri ladri. Dov'è l'alternativa?

Banale: non li voti e ti organizzi contro entrambe le bande.

Ma per poterlo fare occorre che le elites italiane (anzitutto quelle) riescano a superare culturalmente il loro atteggiamento da "guelfi e ghibellini", "guerra santa", "noi e loro", "conti da regolare" e via dicendo, che invece le anima e muove. Insomma, occorre riuscire a superare la condizione di sottosviluppo socio-culturale in cui la borghesia italiana (quella del Sud, soprattutto, ma quella del Nord quasi ugualmente oramai) vive e di cui non si rende conto beandosi di una supposta "superiorità" culturale che viene percepita solo dagli italiani che vivono immersi nella subcultura italiana.

Da questa subcultura tutta ideologica e basata sull'appartenenza a gruppi nemici (fondamentalmente quattro, dall'estrema sinistra all'estrema destra esse sono: "social-comunisti", "catto-comunisti", "clerico-fascisti" e "fascio-qualunquisti") viene la logica del meno peggio. Questa logica impedisce di votare tatticamente, cosa che invece l'elettorato dei paesi civili fa.

In Spagna una fetta di elettorato del PSOE ha punito il proprio partito una volta e lo farà di nuovo, idem per quello del PP. Negli USA il meccanismo di punishment dell'establishment del proprio partito (votando per l'altro o astenendosi) è radicato e, di fatto, è la chiave che fa vincere o perdere le elezioni. In Germania le oscillazioni elettorali sono oramai così ampie da testimoniare un paese politicamente laicizzato. In Italia le due bande nemiche sono, come ha mostrato varie volte Sandro Brusco, quantitativamente stabili e si vince quasi solo per cambi della legge elettorale, alleanze ben riuscite, piccole variazioni elettorali.

La logica del meno peggio in Italia la si adotta da almeno 40 anni, forse 50 (il celebre "turiamoci il nado e votiamo DC" di Montanelli è del 1976 credo, ma egli stesso lo attribuisce a Gaetano Salvemini nel 1948!) ed avete davanti ogni giorno la condizione a cui vi ha portato.

In un paese in cui tutti si riempiono la bocca di patriottismo mi sembra mancarne la sua forma più elementare: rifiutare il proprio voto a politici corrotti, incompetenti e menzogneri.

Quello che dici sui gruppi nemici, l'ho capito ormai da tempo, e sempre meglio, grazie anche a NfA. Quello che stento a superare è la percezione "leghista" di una contrapposizione economica Nord-Sud. In questo senso, e me ne scuso con gli amici meridionali, parlavo (tatticamente?) di nostri ladri.

La contrapposizione c'è, è nei fatti, nei dati, nella struttura del paese e, anzitutto, nel ruolo dello stato. Ed è una chiara contrapposizione d'interessi fra due gruppi: uno che comprende la maggioranza del nord e la minoranza del sud ed uno ad esso simmetrico. E poi ci sono parecchi indifferenti a cui non fa grande differenza la cosa.

Sia chiaro, però, che quando dico la maggioranza del nord non intendo l'80% ma forse il 60% di chi ci vive e lavora, e quando parlo di minoranza del sud ho in mente un buon 30% forse più di chi ci vive e lavora. E la contrapposizione NON è definita per linee ideologiche ma piuttosto professionali,d i età e di profilo socio-economico.

Avero ignorato quella fetta di centro-sud che da un disegno federalista e di riduzione/efficientizzazione (si dice? :-)) dello stato ci avrebbe guadagnato, e sarebbe ben stata felice di cooperarvi, è una, fra le tante, colpe politiche della banda che dirige la Lega. Infatti, è una delle due o tre ragioni fondamentali per cui non hanno mai vinto per davvero ma solo ricattato e, alla fine, son finiti a raccattare delle briciole tirate dal tavolo dal signor Tremonti. E l'han chiamato "federalismo comunale", banda di pagliacci.

Aver ignorato quella fetta di centro-sud che da un disegno federalista e di riduzione/efficientizzazione (si dice? :-)) dello stato ci avrebbe guadagnato, e sarebbe ben stata felice di cooperarvi, è una, fra le tante, colpe politiche della banda che dirige la Lega.

Ma non e' vero che la LN abbia ignorato il Sud. La LN si e' frequentemente, quasi sempre, presentata nel Sud Italia sia da sola (azione tecnicamente non facile nella Repubblica delle banane, dovresti provarci di persona) sia associandosi a politici locali come Lombardo. A Lampedusa credo la LN sia il secondo partito.  Se vuoi puoi affermare che la LN non ha coinvolto il pezzo di Sud potenzialmente interessato nel modo che piace a te, ma non puoi affermare che la LN ha ignorato tout court il potenziale consenso a Sud.

associandosi a lombardo ... e' vero, mi ricordo anche fruscio e la coltivazione del bergamotto ...

Alberto, lisentumi: teikanspirin endsuetitaut

In un paese in cui tutti si riempiono la bocca di patriottismo mi sembra mancarne la sua forma più elementare: rifiutare il proprio voto a politici corrotti, incompetenti e menzogneri.

 

Infatti - l'astensionismoè in crescita costante. Ma non incide, almeno per ora sui comportamenti della classe politica

Mi faccio un cut&paste e mi conservo il tuo commento nella directory dove sto mettendo articoli e commenti che saranno l'eredità per mio figlio (spero di essere cmq ancora vivo quando avrà l'età giusta per leggerli e votare :) )... penso che il valore di questa eredità  sia enormemente superiore al valore del mattone che lasceranno molti miei amici ai figli.

Il significato è chiaro: parla del comportamento leghista dal 2001 in poi (e dell'opinione pubblica leghista/nordista durante lo stesso periodo) contrapponendola agli eventi dei primi anni '90!

Eventi che per me arrivano al 1999.  Comunque ho capito, effettivamente il testo parlava del periodo dopo il 2001 sia pure indicandolo con "In questi anni di governo nazionale" per per alcuni potrebbe arrivare al 1994 e pertanto a me pare ambigua.  Dal 2001 in poi sono d'accordo, non c'e' reazione di massa al malgoverno, che pure ci e' stato, piu' o meno perche' molti leghisti sono stati ad aspettare che Bossi ottenesse qualcosa di serio e concreto, come aveva promesso, grazie all'alleanza con Berlusconi. La mia reazione non era giustificata se non da un certo livello di oscurita' e ambiguita' del testo.

Poi, sul tema piu' generale, chi critica la LN per completare il lavoro secondo me dovrebbe anche spiegare con quali forze politiche reali, con quale genere di consenso, si potrebbe ottenere in Italia qualcosa di vicino ad un riequilibrio rispetto alla condizione di saccheggio subita dalle regioni del Nord Italia, che convive e molto probabilmente concorre a causare sottosviluppo relativo nel Nord e sottosviluppo assoluto nel Sud.