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Il male del Nord

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Nel caso del federalismo comunale, può anche darsi che la proposta originaria fosse buona, ma alla fine della mediazione politica è venuta una schifezza indigeribile.

Mah, senza l'impulso della LN sarebbe stato anche peggio.  Il poco di buono per quel poco che so e' venuto da L.Antonini, l'unificazione delle regole dei bilanci locali e la maggiore responsabilita' economica degli amministratori locali.  Altro impulso positivo della LN e' l'idea di semplificare e unire i tributi comunali e cercare di collegarli alle spese.  Il risultato finale su quest'ultimo tema mi pare abbastanza stupido, ma devo ancora approfondirlo.

Non so cosa intendi con "proposta originale".  La proposta originale della LN come visibile anche nella costituzione del 2006 e rendere piu' esclusive le responsabilita' degli enti locali, anche a prezzo di lasciare allo Stato alcune materie per soddisfare le richieste (guarda caso sempre statal-centraliste) degli altri attori in Parlamento. Quindi per quel che riguarda me, le idee iniziali non "contaminate" della LN sono positive.

Se con "proposta originale" intendi la bozza Calderoli, quella era gia' un'insulsa accozzaglia statal-centralista, gia' detto in "Pubblicata_la_bozza_di_Calderoli_sul_federalismo_fiscale", ma quella era gia' un testo ampiamente corrotto e contaminato dalla visione statal-centralista del resto dello schieramento politico, a partire dall'Ulivo, che ha prodotto la ridicola Costituzione c.d. federale ora vigente, che impone dei vincoli piuttosto stretti (es. fondo perequativo costituzionale, livelli essenziali dei servizi costituzionalizzati).  E infatti la bozza Calderoli e' - credo con pochissime modifiche - la bozza di decreto attuativo preparata dal centro-sinistra nel 2006-2008.

C'e' poco da dire, la LN ha fatto quanto ha potuto per trovare un accordo con tutti, non solo con Berlusconi ma con chiunque fosse disposto a discutere, tanto che sul disegno di legge delega l'IDV ha votato a favore e il PD si e' astenuto.  Nel contesto dello Stato italiano il modo di operare della LN e' stato corretto e coerente: hanno cercato un compromesso accettabile per lo spettro piu' ampio possibile del Parlamento, cercando di far passare il massimo possibile delle proprie proposte, ma tenendo presente di avere meno del 10% dei voti.  Purtroppo c'e' poco da fare: nella politica italiana dominano ideologia, incompetenza, disonesta' e statal-centralismo, per cui il compromesso risultante non puo' che essere un pastrocchio statal-centralista, piuttosto schifoso, con pochissimi elementi positivi, quelli gia' elencati.

Non vorrei ricordarti le richieste di protezionismo contro le merci cinesi, le quote latte (a spese delal ricerca sul cancro!!!!), la politica dell'immigrazione, la difesa delle provincie, l'imposizione del dialetto come lingua di insegnamento. Su tutti i punti  concreti, negli ultimi anni la Lega si è segnalata per provincialismo, grettezza ed incapacità di progettare la modernizzazione - anche senza contare il clientelismo.

Diverse delle azioni della LN sono radicalmente sbagliate, tuttavia personalmente ritengo che in materia di immigrazione la LN abbia la posizione relativamente migliore, mentre la posizione immigrazionista degli altri partiti (nella totale evidente ignoranza dei numeri, sia quelli italiani sia quelli degli altri Paesi) sia oltre che stupida estremamente nociva. Riguardo le province sono personalmente a favore di mantenerle, anzi per me dovrebbero avere poteri simili ai Cantoni svizzeri, riducendo i poteri di Stato e Regioni.  La Svizzera e' ricca, civile e produttiva, oltre ad avere un'ottima universita', senza alcun problema nell' avere circa 20 province con amplissimi poteri. Non mi risulta poi che esista alcuna imposizione nell'insegnamento dei "dialetti" in Italia. Sulle quote latte, sfrondata la propaganda politica, a me risulta solo una dilazione dei termini di pagamento, provvedimento discutibile ma dubito possa ridurre i finanziamenti alla ricerca sul cancro.  Quello che semmai mi sembra ignobile, da parte di tutto il centrodestra, e' la riduzione dei fondi per la non auto-sufficienza come misura di riduzione della spesa pubblica.