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Il male del Nord

23 commenti (espandi tutti)

Non confondiamo i livelli altrimenti parlate di due cose diverse. Una cosa è la Lega come partito, una cosa il movimento leghista. Nella prima fase tutto il voto di protesta del Nord si era rivolto alla Lega come sbocco contro quello che veniva percepito come uno stato corrotto e mafioso e soprattutto si vedeva nella Lega un movimento che poteva arginare "la mafia".

Da allora parecchie cose sono cambiate:

la Lega da quel che poteva diventare è diventata quello che è.

Tra le mie amicizie molti, che votavano la Lega della prima ora, per i motivi sopra, sono passati a IDV e, principalmente, al movimento 5 stelle.

La Lega da quel che poteva diventare è diventata quello che è.

Tra le mie amicizie molti, che votavano la Lega della prima ora, per i motivi sopra, sono passati a IDV e, principalmente, al movimento 5 stelle.

La LN non e' mai stata perfetta, era ed e' fatta di uomini come gli altri partiti, anche nella prima ora. Tuttavia, fino al 1999 almeno ha offerto agli elettori di tutto il Nord, fino addirittura alle ostili contrade umbre e toscane, l'opportunita' per votare contro il sistema sostanzialmente marcio e corrotto istituzionalizzato nello Stato italiano, e in particolare l'opportunita' di votare contro Berlusconi e Fini, con tutto quello che rappresentano, e contro gli eredi del PCI e della DC di sinistra, altro tumore italiano. Il risultato e' che gli elettori non hanno accettato quella proposta (complessivamente dall'Emilia Romagna in su la LN e' arrivata al 20%, primo partito ma non sufficiente a cambiare il sistema).  La realta' dei fatti e' che in sostegno del "sistema" hanno votato l'80% degli elettori del Nord (e il 99% di quelli del centro-sud). In queste condizioni la LN si e' associata ad un pezzo del sistema per ottenere quanto possibile e contrattabile (anche vantaggi personali, ovviamente, sono uomini come gli altri, ma mi risulta che gli appartamenti ad equo canone o a prezzo stracciato degli enti pubblici se li prendono politici e sindacalisti degli altri partiti).

Io rispetto certamente quelli che, votando IDV o 5stelle, votano contro il molto di marcio e corrotto che c'e' in Italia.  Tuttavia ritengo che i temi sottolineati da questi due movimenti non siano quelli corretti per far progredire l'Italia. All'origine prima dei problemi italiani, oltre la mentalita' e cultura italiana che non possono essere eliminate senza usare i metodi di Pol Pot, ci sono due fatti principali:

  • il "sacco del Nord" cioe' la sottrazione di ricchezza dalle regioni produttive del Nord per comperare consenso clientelare a Roma e nel Sud, per comperare il consenso mediatico garantito dai grandi imprenditori padani assistiti, e per coprire d'oro i livelli direttivi dello Stato e delle amministrazioni pubbliche locali
  • il malfunzionamento della giustizia, specie civile, che e' ai livelli dell'Africa subsahariana e che e' gestita da quella che Spogli definisce "casta inefficiente e autoreferenziale"

Qualunque partito e movimento che non includa almeno uno di questi due punti basilari nella sua analisi politica "puzza" fin dal principio e non potra' contribuire a migliorare l'Italia.  La LN sottolinea il primo punto, non sta risolvendo nulla perche' il 90% dei voti va a partiti che proprio quel sistema usano e vogliono continuare ad usare, ma non ho nessuna fiducia che IDV o 5stelle faranno mai un millimetro nella corretta direzione, sono solo capaci al riguardo di fare retorica all'italiana negando l'esistenza stessa del problema al fine di raccattare qualche voto a Sud.

Se per magia nascesse un partito migliore della LN che 1) notasse i punti elencati 2) proponesse riforme sensate al riguardo 3) vivesse nel mondo reale piuttosto che in qualche torre eburnea, e si presentasse alle elezioni, allora la LN non avrebbe ragione di essere votata.  Ma questo partito oggi non lo vedo.

Su questo avevamo già discusso tempo fa. Tu ritieni che la Lega, non avendo la maggioranza necessaria, abbiamo cercanto di sfruttare al meglio le opportunità politiche per ottenere la riforma dello stato. Io la penso in maniera molto simile a Boldrin. Sarei felicissimo di sbagliarmi ma, per me, i vertici della Lega sono i primi a non volere quel che affermano sul federalismo.

Se per magia nascesse un partito migliore della LN che 1) notasse i punti elencati 2) proponesse riforme sensate al riguardo 3) vivesse nel mondo reale piuttosto che in qualche torre eburnea, e si presentasse alle elezioni, allora la LN non avrebbe ragione di essere votata.  Ma questo partito oggi non lo vedo.

Questa è la vera tragedia (a proposito quanto sono patetici quelli del PD quando parlano di federalismo?).

PS

Su IDV e 5 Stelle condivido il tuo giudizio, anzi il mio è più negativo perchè li percepisco come partiti "contro". So cosa combattono ma non ho chiaro cosa propongano (soprattuto l'IDV).

Se per magia nascesse un partito migliore della LN che 1) notasse i punti elencati 2) proponesse riforme sensate al riguardo 3) vivesse nel mondo reale piuttosto che in qualche torre eburnea, e si presentasse alle elezioni, allora la LN non avrebbe ragione di essere votata.  Ma questo partito oggi non lo vedo.

E la LN sarebbe la più vicina a questi saggi desiderata che condivido. E le politiche approvate e messe in atto, vanno nella giusta direzione dal 2001 ad oggi?

E la LN sarebbe la più vicina a questi saggi desiderata che condivido. E le politiche approvate e messe in atto, vanno nella giusta direzione dal 2001 ad oggi?

Per me 1) la LN si avvicina piu' degli altri partiti a quanto ho scritto pur essendo abbastanza lontana dall'ideale 2) le politiche attuate dal 1994 ad oggi non hanno cambiato apprezzabilmente la situazione. Ci sono stati alcuni sporadici e modesti contributi positivi tra cui elenco:

  • la costituzione del 2006, poi bocciata dal referendum (purtroppo anche con l'appoggio dei redattori di nFA), che aveva pregi soprattutto nella parte non direttamente leghista relativa a monocameralismo per la fiducia, sfiducia costruttiva, differenziazione dei compiti delle Camere, riduzione dei parlamentari, revisione della Corte costituzionale, e aveva anche qualche pregio nell'attribuzione di alcuni limitati compiti esclusivi alle Regioni, purtroppo in cambio norme statal-centraliste in omaggio agli alleati FI e AN piuttosto vergognose, come la costituzionalizzazione di Roma capitale, e alcuni lemmi sull'interesse nazionale, e se ricordo bene anche il voto con le circoscrizioni estere, una vergogna che distingue l'Italia nel mondo.
  • alcune modeste riforme sulle pensioni sono positive, lo scalone era positivo anche se ignobile nell'implementazione deferita alla legislatura successiva, che ha dato modo al centrosinistra di abolirlo con notevole danno per il Paese.  Sull'onda della recente crisi poi questa maggioranza ha trovato il coraggio di implementare alcune prescrizioni della riforma Dini sulle pensioni per legare gli importi erogati all'aspettativa di vita attesa aggiornata man mano che le stime migliorano
  • sono anche positivi alcuni punti dei decreti attuativi del federalismo fiscale che ho menzionato in altri commenti

Non elenco per carita' di patria i provvedimenti negativi.  Basta solo scorrere il milleproroghe per trovarne a vagoni. Ma secondo me nemmeno con Beppe Grillo dittatore riusciremmo ad evitare questo genere di scempi legislativi che sono cosi' congeniali alla cultura italiana. Del resto basta fare qualche confronto numerico quantitativo sulla decretazione d'urgenza per vedere che le differenze tra destra e sinistra sono minime.  L'unica azione che forse, non sono sicuro al 100% ma forse, potrebbe cambiare radicalmente qualcosa in questo campo sarebbe un Veneto indipendente, ma solo per i Veneti.

la Lega da quel che poteva diventare è diventata quello che è.

In non credo che la Lega sarebbe mai potuta diventare qualcosa di diversa da quello che è diventata. Fin dalle origini la Lega, allora Lega Lombarda si è posta come campo d'azione la "Padania", vale a dire un'entità inventata di sana pianta da Gianfranco Miglio, così come Anthony Hope inventó la Ruritania. Poi si è scelto come eroe Alberto di Giussano, anch'egli inventato da Giosuè Carducci per la "Canzone di Legnano"; tanto valeva scegliere Renzo Tramaglino. Come capo carismatico si sceglie tale Umberto Bossi, un noto cacciaballe. La conosco direttamente perchè all'epoca vivevoa a Milano, città che dopo pochissimo ha scaricato la Lega. Allora l'immigrazione era limitata ed il razzismo si indirizzava verso i terùn e come napoletano ne ho fatto diretta esperienza: per fortuna, dotato di adeguati strumenti culturali me ne facevo beffe.

Per dirla con Aristotele, le machevolezze della Lega non sono "accidente" ma "sostanza".

Fin dalle origini la Lega, allora Lega Lombarda si è posta come campo d'azione la "Padania", vale a dire un'entità inventata di sana pianta da Gianfranco Miglio

Questo oltre a non essere esatto (perche la prima Lega parlava di Lombardia) non vuol nemmeno dire nulla. Ad esempio: l'Italia non è MAI esistita prima dell'unificazione tanto che Metternich parlava apertamente di espressione geografica. Per non parlare della Germania. Lo stesso si può ,andando indietro nel tempo, di Francia e Spagna. Esiste un sentire comune nella pianura padana che è diverso dal centro e dal sud e il concetto di Padania non è così campato per aria: sono più simili un Veneto ed un Lombardo, che un westfaliano ed un bavarese.

Poi sulla Lega possiamo essere d'accordo citando Nietzsche: si diventa quello che si è :-)

Ad esempio: l'Italia non è MAI esistita prima dell'unificazione tanto che Metternich parlava apertamente di espressione geografica.

Ahi serva Italia, di dolore ostello,
nave senza nocchiere in gran tempesta,
non donna di provincie, ma bordello.

Dante Alighieri scriveva all'inizio del 1300, e già allora il concetto di Italia era assolutamente chiaro, tanto che il poeta non sente affatto la necessità di spiegarla. Invece la Padania se la è proprio inventata Gianfranco Miglio: prima di lui nessuno l'aveva mai sentita nominare.

Per altri dettagli sul concetto di Italia vedi qui:http://italia.onwww.net/italia/brevestorianomeitalia.htm

Quanto a Metternich, lui parlava cosí per via del mestiere che faceva: oggi diremmo che aveva un conflitto di interessi.

sono più simili un Veneto ed un Lombardo, che un westfaliano ed un bavarese.

A parte che un Westfaliano e un Bavarese fra di loro si capiscono, mentre un Genovese e un Bergamasco no, nè il Westfaliano nè il Bavarese si sognerebbero di irridere l'inno nazionale tedesco o di insultare la bandiera. Eppure a differenza della Padania, Baviera e Westfalia sono realmente esistite storicamente e culturalmente.

Tanto per avere un idea di quanto siano in malafede i leghisti basta pensare che Marco Reguzzoni ha fatto approvare una legge per la tutela del "made in Italy", mica del "made in Padania": http://it.wikipedia.org/wiki/Legge_Reguzzoni

 

Nei fatti non è mai esistita e soprattutto non sono mai esistiti gli italiani, esisteva l'idea. Dante parlava di un'idea esattamente come Miglio parlava della Padania.

Lo stesso Cavour voleva unificare solo la "padania", anche se non la chiamava così.

Quanto ci si sentisse italiani, fuori dai circoli intellettuali, lo si può chiedere ai Veneti che vinsero la battaglia di Lissa per gli austriaci o ai briganti meridionali.

Poi si posson fare tutti i sofismi che vuoi, ma non cambia nulla: se la maggioranza degli abitanti di un posto vogliono fondare una nazione... la fondano che ci piaccia o meno, che tu ne abbia mai sentito parlare o meno. Il 20% degli abitanti del nord Italia pensa che vorrebbe essere padano (la percentuale sale se non si considerano gli immigrati), se al Nord il 100% volesse fondere il paese dei Puffi, così sarebbe.

PS

Premesso che se Genovesi e Bergamaschi non si capiscono questo va a favore dei ragionamenti leghisti e non contro, comunque:

un westfaliano ed un bavarese non si capiscono, esattamente come un genovese ed un milanese. Inoltre, a differenza degli italiani, i tedeschi sono divisi anche dalla religione e, non a caso, la Germania è una repubblica federale.

Sign. Corrado Ruggeri, Lei dice che il 20% degli abitanti del Nord vorrebbe fare la Padania, ma scusi da dove la prende questa statistica?

giuliana allen

A me sembra una sottostima. Qui:

http://affaritaliani.libero.it/static/upl/aff/affari-italiani-rel-14.pdf

un sondaggio che misura quanto i Nordisti siano *egoisti*.

 

No valerio, un sondaggio che misura quanto nessuno (fuorché la Lega nella sua maniera folle) si sia reso conto che esiste una questione settentrionale ... e son trent'anni che esiste.

Meglio riconoscere i fatti: il Nord si è stancato di pagare per tutti.

Continuando a negarlo regalate il paese a Bossi, Borghezio e Calderoli. Contenti voi, contenti tutti.

Magna sta minestra o salta da sta finestra.

Forse sono stato frainteso. Su questo argomento io condivido le sue idee, anche perché non sono idee sue, ma fatti. Avevo messo gli asterischi *.* per sottolineare il carattere sarcastico del mio intervento. La prossima volta sarò più esplicito.

No valerio, un sondaggio che misura quanto nessuno (fuorché la Lega nella sua maniera folle) si sia reso conto che esiste una questione settentrionale ... e son trent'anni che esiste.

La questione esiste almeno dall'unita' d'Italia.  Bossi l'ha solo comunicata in maniera efficace a livello di massa. A parte quello che si puo' leggere negli atti parlamentari del Regno d'Italia, basta leggere cosa scriveva F.Turati nel 1895 (gia' scritto su nFA, ma repetita iuvant):

Critica sociale, 1 dicembre 1895, p. 353

Finanza feudale

[...]il presente governo non e' governo italiano, ma del mezzodi' contro il settentrione [... le decisioni del governo di Roma sono] una nuova dichiarazione di guerra della baronia feudale sicula e napoletana ai proprietari terrieri del Lombardo- Veneto [...] un nuovo passo - e qual passo - verso l'assoggettamento dell'Italia civile, operosa, industriale, moderna, dell'Italia europea, all'Italia meridionale baronale, africana, borbonica; e' la coltura estensiva, quasi nomadica, e' il latifondo parassita, depauperatore, miasmatico, che vuol vivere a spalle dell'agricoltura progressiva, dei nuovi metodi culturali che incominciarono a introdursi nelle zone agricole progredite e ai quali la perequazione dell'imposta avrebbe consentito slancio maggiore.

Chi nega che esista un problema settentrionale in Italia, o sostiene che l'ha inventato la Lega Nord lo fa solo per ignoranza e/o disonesto interesse personale. Spesso si aggiunge l'obnubilamento ideologico. La "Padania" come concetto esisteva anche prima del 1900, solo che veniva chiamata "Stato di Milano" o come fa Turati "Lombardo Veneto". Molto piu' recentemente Gianni Brera ha usato il termine Padania e questo e' stato raccolto da Bossi.

E daje, ci rissiamo tosi... Discussioni infruttuose in arrivo. Non serve a niente scommodare i ns (vs) antenati per dar maggior peso alle minchiate odierne. La serenessima si occupava della problematica settentrionale per caso? Finche ci siamo, andiamo fino ai romani (questi si che si facevano la cresta sulle popolazioni del nord...).

Facciamo abbastanza pena, e scusate la franchezza... però fattemi il piacere. La lega, tra uomini sbagliati (nella sola provincia di vicenza, le beghe leghiste interne stanno raggiungendo livelli isterici, tra papone della riviera berica, evasore arzignanese, attila berico, produttore chimico in odore di false fatturazioni, e spionnaggio industriale ai suoi danni, e chi più ne ha...) oltre allo smaco dell'elezione del segretario provinciale, l'evizione dal partito di un esponente in ascesa. Non ci vorrà nessuna laurea in scienze politiche per mettere in evidenza le contradizioni ideologiche (siamo sicuri che ci sia un fondamentale ideologico?) .

Sembra che la parabola completa del partito abbia (già) raggiunto il suo declino, nonostante stia dispiegando il suo dispositivo con la massima forza nelle istituzioni nordiche e sembra ottenere i massimi consensi presso la popolazione locale.

Quanto tempo ancora riuscirà a nascondere la scemenza della suo rigetto per l'Unità d'Italia, facendo una risibile confusione tra legitima voglia di Federalismo e assurdo odio per il senso dello stato Unito? Chi ha detto che il federalismo debba significare per forza sfascio del paese? Ve la imaginate la Padania, che so, a Bruxelles? o meglio, a l'Onu? Io dico scemenza, certo è offensivo. Ma quanti di questi geni hanno esultato la sera di luglio 2006*? Ale, faciamo un bel arrotondamento: 100%?

  Allora, cos'è la storia del rigetto del paese Italia? Quando bisogna assumersi un pò di idee pesanti (tipo far uscire il paese dalla sua situazione) e portare il paese verso orizzonti più chiari, si vede che nessuno arriva (a parte il trota, a sbaffare il piatto preparatogli dal suo papino, altro che roma ladrona e parentopoli...).

O vediamo di sentire e vedere attuati dei progetti degni di questo nome. Sennò, lasciate stare i discorsi sulle paternità eventuali da sx a dx sulle leggi ad personam.

La legge sul falso in bilancio è una scemenza tutta italiana: se non è un reato tanto importante da beccarsi poco o niente per una truffa del genere, secondo voi, quante cause perse da investitori stranieri truffati da bilanci taroccati ci vorrano prima di non vedere più arrivare investimenti stranieri a sostegno dello sviluppo della ns economia? Ditemi voi perchè è cosi fondamentale che il denaro sia protetto da regole eque che non siano solo a favore degli investitori italici: non ce la faremo mai senza questi schei stranieri, impiegheremo un tempo eccessivo per tornare a livelli accettabili.

 

* luglio 2006: italia campione del mondo di calcio

 

Leggendo i numeri del sondaggio - pur se è ovvio che debbano essere presi con le pinze, la tendenza è molto chiara - il relativo commento finale appare voler addolcire impropriamente la realtà: si sostiene, infatti, che la secessione del Nord sia un'opzione improbabile perché condivisa solo da un terzo degli italiani, pur se più popolare nel settentrione, ma la percentuale dei favorevoli tocca il 61% al Nord. E questo significa che la separazione avverrebbe, in caso di scelta lasciata ai territori direttamente interessati - se vogliamo essere fautori dell'autodeterminazione, quella conterebbe - giacché lì raccoglie un consenso molto forte.

Credo di conoscere abbastanza Corrado da rispondere al posto suo: è un numero sparato a caso in base al consenso della lega: ai fini del discorso non è importante.

Il punto è che se una minoranza robusta (diciamo il 20%, se è il 15 o il 25 cambia poco) vuole l' indipendenza di puffolandia basta ed avanza per mettere la questione sll' ordine del giorno, magari fare qualche concessione culturale/educativa ma nulla di più. Se questa diventa maggioranza abbondante l' alternativa è tra secessione e repressione militare.Anzi, esiste una terza via "altoatesina": un mix di concessioni e repressione, particolarmente adatto quando non esiste una maggioranza troppo netta (secondo wiki, in AA i germanofoni sono circa il 70%, ma a Bolzano solo il 30%)

Credo di conoscere abbastanza Corrado da rispondere al posto suo: è un numero sparato a caso in base al consenso della lega: ai fini del discorso non è importante.

Ti querelerei (sparare numeri a caso? Io?), se non fosse che hai ragione :-)

E' un numero basato sul consenso della Lega nel Nord, calcolato in un commento precedente da Alberto Lusiani, ed ai fini del ragionamento era ininfluente.

Per Giuliana:

ti hanno risposto Valerio e Alberto mostrando come la percentuale di chi vorrebbe la "Padania", tra gli abitanti del nord, sia ancora più elevata superiore all'elettorato leghista. Per questo non percepirla come una percentuale di "razzisti anti-sud" (una parte sicuramente lo è), ma come espressione di quella questione settentrionale di cui parecchio si è discusso qui su nfA.

Lei dice che il 20% degli abitanti del Nord vorrebbe fare la Padania, ma scusi da dove la prende questa statistica?

Sulla materia circola molta retorica e disinformazione da parte dei fautori dell'unita' nazionale. Questi sono alcuni fatti puntuali e controllabili.

Sondaggio nel Nord-Ovest nel 1997, quando la Lega Nord proponeva la secessione della Padania (il Nord-Est e' ancora piu' favorevole):

corriere.it/1997/febbraio/14

Un sondaggio: al Nord per la secessione il 25 %

Un sondaggio: al Nord per la secessione il 25 % MILANO - Nel Nord -
Ovest un cittadino su quattro vuole l'indipendenza
, ma la maggioranza
resta italiana. E' questo il risultato di un sondaggio condotto
dall'Istituto Cirm e pubblicato sull'ultimo numero del settimanale il
"Borghese". A livello nazionale il 13 % degli interpellati ha
dichiarato di volere la secessione della Padania, ma in Lombardia,
Piemonte e Liguria la media si alza fino al 25 % , uno su quattro
appunto.

sondaggio del 1998 per il solo Veneto

corriere.it/1998/gennaio/21

SONDAGGIO DI POSTER, L' ISTITUTO DIRETTO DA ILVO DIAMANTI
" Il 40 per cento dei veneti e' d' accordo con la secessione "

----------------------------------------------------------------- SONDAGGIO
DI POSTER, L'ISTITUTO DIRETTO DA ILVO DIAMANTI "Il 40 per cento dei veneti 
e' d'accordo con la secessione" VICENZA - La secessione, a Nordest, non e' 
piu' un tabu'. [...]

Il secondo sondaggio e' stato compiuto da un istituto di sondaggi notoriamente schierato a sinistra e quindi contrario alla LN e alla secessione (in un Paese serio non ci sarebbe bisogno di aggiungerlo, ma in Italia aggiunge informazione farlo).

Esiste un sondaggio del 2010 fatto da un istituto serio (SWG) ma con metodi secondo me discutibili (questionario su web, con alcuni controlli) secondo cui il 61% dei residenti nel Nord e' favorevole alla secesssione della Padania.

A parte che un Westfaliano e un Bavarese fra di loro si capiscono

Non credo si capiscano più di un bergamasco e di un genovese. I Westfaliani parlano un dialetto basso Tedesco, mentre in Baviera l'Austro-bavarese che è una varietà dell'alto Tedesco. E quando a Caorle i Bavaresi parlano fra di loro, non capisco nulla di quello che dicono. Forse chi è di madrelingua tedesca ne capisce di più, ma si tratta di due linguaggi abbastanza diversi.

Un paragone:

Dialetto Austro-bavarese (Baviera)

http://bar.wikipedia.org/wiki/Wikipedia

Dialetto basso sassone (westfalia)

http://nds-nl.wikipedia.org/wiki/Wikipedie

Valerio lavoro con le due regioni e ti posso confermare** che se parlano in dialetto non si capiscono ed i bavaresi son fieri di questo quasi fosse un merito loro !?

PS

**A loro dire ovviamente perchè, quando parlano in dialetto, sicuramente sono io quello che non capisce :-(

Molto divertente, per chi pratichi un  po' di tedesco. Non sapevo, confesso, che wikipedia avesse voci anche nei dialetti tedeschi, finora mi ero limitato al veneto, per sentimentale attaccamento alle mie radici...

Comunque i dialetti sono dialetti, questo occorre ricordarlo, e la lingua nazionale (che deriva quasi sempre da una innegabile supremazia storico-letteraria, è così in Germania e così è in Italia) è la lingua nazionale. Non facciamo casini. Il dialetto è un rito familiare, linguistico-identitario. Io lo apprezzo molto, specialmente quando chi lo parla lo alterna sapientemente alla lingua nazionale (come si fa in Veneto, per es., anche nella politica, consiglio una seduta del CC di Venezia) come dichiarazione di una duplice identità. Ma non può - non deve - essere una furbata per negare una delle due identità, quella regionale e quella dialettale.

Cerchiamo anche di non fare casini fra identità linguistica ed identità nazionale.

Il fatto che esista una "lingua nazionale" non implica necessariamente che coloro che parlano la stessa lingua debbano far parte di una stessa nazione, né che coloro che fanno parte di una stessa nazione debbano saper parlare una stessa lingua.