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BOOM!

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Marino caro,

premesso che personalmente quest'idea è istintivamente suonata come un delirio, ho posto la questione a un mio collega (un giurista che si occupa specificamente di appalti pubblici). Riporto qui sotto la sua risposta.

[Per quanto mi riguarda, ti dico che ho sempre trovato assurdo che le università lascino la gestione degli acquisti e di tutt l'intricata normativa a riguardo in balia di bibliotecari, amministrativi, docenti capi di dipartimento ecc.) invece che mettere a punto strumenti efficienti di gestione (centralizzazione, linee guida chiare, strumenti informatici ecc.). Sono convinto che ci sia spazio enorme per migliorare i prezzi d'acquisto, le condizioni di acquito, i processi di acquisto]

Premesso che in questo fantastico mondo si può sostenere tutto e il contrario di tutto… mi pare un’operazione alquanto ardita sostenere che gli acquisti di libri effettuati da un’università XXX non ricadono nell’ambito di applicazione della normativa sulla tracciabilità, in quanto la natura dell’obbligazione assunta (di dare e non di fare) escluderebbe la ricorrenza di un contratto di appalto pubblico quanto piuttosto di un contratto di compravendita.

A parte il fatto che non si capisce per quale motivo – seguendo per assurdo il ragionamento prospettato dal nostro amico  – al legislatore non interesserebbe tracciare i movimenti finanziari conseguenti a “contratti di compravendita”, esistono (ahinoi) anche gli appalti pubblici di forniture, ossia appalti pubblici aventi ad oggetto l’acquisto (ovvero la locazione finanziaria ovvero la locazione ovvero l’acquisto a riscatto) di prodotti.

Se si trattasse di un’Amministrazione di altra natura ad acquistare libri/pubblicazioni (ossia non un’università), si potrebbe forse provare a sostenere che tali acquisti rientrano nelle spese minute e di non rilevante entità, necessarie per sopperire con immediatezza ed urgenza ad esigenze funzionali dell’ente (non compatibili con gli indugi della contrattazione e l’emanazione di un provvedimento di approvazione), rispetto ai quali la normativa prevede la possibilità per il cassiere di utilizzare il fondo economale (in tal modo sottraendoli di fatto agli obblighi di tracciabilità). Come ci dice l’AVCP, la gestione di tali spese “avviene secondo modalità semplificate sia per quanto riguarda il pagamento (per pronta cassa), contestuale all’acquisto indifferibile del bene o servizio, sia per quanto concerne la documentazione giustificativa della spesa”. Tuttavia, nel caso di un’università XXX ho qualche dubbio che possano essere considerati alla stregua di acquisti di non rilevante entità…

Né può aiutare il tuo amico la tipologia di procedura adottata per affidare la fornitura di libri (sono soggetti agli obblighi di tracciabilità, infatti, anche i contratti in economia, compresi gli affidamenti diretti)

Forse è meglio se si attrezza per tempo a chiedere il CIG!!