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BOOM!

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Ma mi guardo in giro e vedo che spesso all'estero le aziende sono ben più sussidiate che da noi, dalla assicurazione crediti statali agli aiuti e detassazioni per chi investe, esporta ecc ecc.

Quindi se devo competere (già con la palla al piede delle inefficienze esterne) con i miei concorrenti e mi metto anche a fare lo schizzinoso e a essere un borghese illuminato e liberista mi metto a combattere con due braccia legate dietro alla schiena invece che una.

Forse per questo noi piccoli imprenditori interveniamo e diciamo che alla fine certi accordi corporativi sono utili ad aiutare un po' di aziende a tenere botta.

Mi dispiace, ma se diciamo che è giusto far intervenire lo Stato, perchè all'estero fanno così non ne usciamo più, perchè, ad esempio, lo Stato potrebbe decidere che è vitale per le aziende che la tratta aerea Roma-Milano costi 370,00 euro, o, che so io, che per le aziende è più comodo avere a che fare con un solo gestore ferrovie, anzichè una pluralità,o, in futuro, una banca sola, anzichè più di una poi devo tacere e non posso dire: ma è contro il mercato!

Ancora meno posso dire "all'estero lo Stato interviene", perchè poi se lo Stato decide di intervenire come in Cina, anche lì dopo non posso parlare.

Possiamo dire che l'accordo è l'unica cosa che è venuta in mente ai vertici Confindustriali in una situazione emrgenziale, ma che l'accordo sia una cosa dirigista ed indegna credo sia fuori discussione.

Possiamo dire che l'accordo è l'unica cosa che è venuta in mente ai vertici Confindustriali in una situazione emrgenziale, ma che l'accordo sia una cosa dirigista ed indegna credo sia fuori discussione.

Appunto. E la cosa importante da rilevare non è tanto che l'accordo è ovviamente "dirigista, peronista ed assistenziale" ma che a Confindustria (ed a tutte le altre associazioni, ma Confindustria fa più specie perché continua ad invocare il mercato, le riforme, la concorrenza che rende produttivi) non è venuto in mente altro!

È da questo che si vede l'incapacità di una classe dirigente di far fronte ai problemi di lungo periodo. Problemi alla cui altezza, evidentemente, o non arriva o non vuole arrivare.