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BOOM!

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Al volo, per chiarire che mi sembra vi sia confusione su concetti elementari.

- La PA o altri clienti pagano in ritardo? Fargli causa, incazzarsi, cercarsi altri clienti e non accettare più ordini da chi non paga tempestivamente, eccetera. Non ho capito perché le garanzie di stato debbano essere la soluzione per i ritardi nei pagamenti! Ma che ragionamenti assurdi sono?

- Gli accordi fra sindacati (Confindustria tale è) NON sono accordi fra privati. Sono accordi fra sindacati, propri di uno paese ad economia corporativa, che essi rafforzano ed alimentano. Se davvero il mercato avesse funzionato, Intesa questi accordi poteva farli con le imprese direttamente, una per una, valutando quali fossero efficienti e quali no. Idem per le altre banche. Quello è il mercato. Un accordo fra due sindacati, Confindustria ed ABI, con il mercato c'entra come i cavoli a merenda.

- Se il governo ha solo voluto metterci un cappello inutile Confindustria ed ABI avrebbero potuto dire "Grazie, ma facciamo da soli". Il mercato si difende anche così, dicendo "no grazie" quando è ora. Hanno invece accettato il cappello, che probabilmente non era tanto inutile.

- Una garanzia ha valore economico, o no? Quindi è un sussidio. E delle due l'una: o di queste 190mila nessuna la userà mai (ed allora è inutile e qualcosa decisamente non funziona nel sistema bancario italiano) o qualcuna la usa (ed allora è un trasferimento, punto e fine). Mi sento un po' imbarazzato a dover spiegare perché una garanzia patrimoniale ha valore economico! Ci stiamo per caso prendendo in giro?

- Sull'accordo "quadro" ha già detto Giulio, ma visto che nessuno ha ammesso, lo ribadisco: a cosa serve l'accordo quadro? Certo non a sveltire la procedura (per quella basta un formulario standardizzato ed ogni banca può produrre il suo per i suoi clienti!). L'accordo quadro ha la stessa funzione, ma identica identica identica, del contratto nazionale di lavoro. Ora, devo forse essere io a spiegare a dei piccoli imprenditori italiani perché il contratto nazionale del lavoro fa male alle imprese, ed anche i lavoratori più produttivi?

- Ed infine, basta con questa menata che le banche non sanno fare più le banche!! Ma che cazzata è? Le banche rispondono ad incentivi ed in un paese come l'Italia dove il credito è gestito, controllato, sussidiato, regolato, deciso da governo e sindacati delle varie parti, le banche si adeguano! Com'è che le stesse banche sanno fare le banche in Germania o in Spagna o in USA e non lo sanno fare più in Italia e per questo ci vogliono gli accordi fra sindacati e le garanzie pelose di Tremonti?

- Ed infine, ribadisco, l'analogia con Pomigliano e Mirafiori ci sta tutta. Qui, attraverso la garanzia, si sussidiano imprese deboli e probabilmente non meritevoli di credito mettendole insieme con le buone. Li', SE fossero arrivati i sussidi, si sarebbero protetti quelli che non hanno voglia di lavorare mettendoli insieme con quelli che invece sì. Solo che questa volta un "grido d'aiuto" è stato ascoltato, e l'altro no.

P.S. Grazie Renato per il testo dell'accordo quadro, che è appunto un contratto nazionale ... di concessione credito.

 

più o meno gli stessi argomenti che stavo cercando, con fatica titanica, di ticchettare anch'io. decisamente meglio che lo abbia fatto tu, alla svelta. in effetti marco esposito non è stato brillante, non come al solito.

aggiungerei il ricordo dell'attività bancaria del passato, quando il cappello di criteri non aziendali  era ferreo. avere uno zio vescovo era assunzione certa, e credito facile senza tante storie. è questa la soggettività cui si vorrebbe tornare? il banco di napoli come  ha finito la sua storia secolare? i rating interni sono falliti miseramente  e tutti li stanno riscrivendo in affanno, ma la loro logica impersonale rimarrà un valore, specialmente in italia.

 mi sembra che si confonda anche il capitale di rischio col credito: solo quest'ultimo è pertinenza delle banche, che più di tanto non devono credere a business plan "quinquennali", bensì a garanzie patrimoniali. chi non le ha, ha bisogno di un socio.

Non mi devo scusare di niente, io ho semplicemente riproposto le motivazioni alla base di quell'accordo: lo Stato non paga, le aziende sono andate in crisi per via dei software andamentali: le banche chiudevano il rubinetto all'istante perchè il software diceva "chiudere rubinetti".

Mi metto nei panni di chi ha aziende con 50-100 dipendenti, ma anche 10-20 e so che si sentono male: con i tempi della giustizia ci mette due-tre anni per recuperare i soldi, foss'anche dallo Stato, ma lui ha il problema di pagare gli stipendi domani mattina, non fra tre anni (più spese legali anticipate, etc., etc.) e capisco che quello farebbe anche patti con il diavolo (altro che Tremonti!) pur di soddisfare questa sua necessità, nè ha altre soluzioni a breve. Tutto qui. Anche le banche erano in una stupenda impasse: il software dice: chiudi i rubinetti, ma non a X, ma a X all'ennesima potenza, che faccio ? Rischio di farmi trascinare in un vortice ? Tenete presente anche il periodo: sembrava che le banche cascassero come pere mature dall'albero. Io non ho svolto alcuna considerazione morale sull'accordo.

Adesso ne faccio alcune: è uno schifo. E' uno schifo indecente che lo Stato Italiano qualunque cosa la paghi il 30% in più (almeno) di quello che lo valuta il mercato, è uno schifo che questo lo si sappia abbondantemente, per cui NON faccio causa allo Stato per non perdere la zizza da cui mi allatto, è uno schifo che, fra imprenditori, si dice che quando entri in una banca è megli entrarci con le mani alzate (l'altra è che le banche ti prestano l'ombrello in una bella giornata e lo rivogliono appena piove), è uno schifo che le banche italiane siano tenute in piedi da un sistema verghognoso di intrecci fra politica (le Fondazioni, proprietarie di molti Istituti di Credito) e Soliti Noti, che con le dovute eccezioni (Unicredit di Profumo mi viene in mente) non sappiano assolutamente fare banca. E' uno schifo che la politica entri in tutto, creando un circolo vizioso indecente (visto dal di fuori), ma molto proficuo per chi ci è dentro. E' uno schifo l'Italia.

Perchè tifo spudoratamente Marchionne ? Perchè avrà diecimila difetti, non saprà come è fatta un auto (non lo sa, ma davvero), non capirà niente di "opportunità politiche", è il manager dell'azienda più assistita nei secoli dei secoli, è un succhiasangue degli operai, ma è il primo che ha detto "vaffanculo Confindustria, Sindacati, Stato Italiano, vaffanculo Italia, o cambi tu, o me ne vado io".

L'accordo banche-PMI-Stato io lo vedo così: l'ennesima ingerenza statalista di cui non c'era alcun bisogno, anzi negativo per lo sviluppo decente di un mercato serio. Ma io non ho il problema di pagare gli stipendi domani mattina, perchè in banca sono in attivo sul conto corrente, non lavoro (mi rifiuto!) di lavorare per lo Stato Italiano o Enti/Aziende dello stesso, quindi non sono indicato per esprimere giudizi morali, io li chiederei a qualche imprenditore che lavora con lo Stato, e rischia di chiudere ogni giorno. E che, magari, è stato aiutato da quell'accordo.

ma se lo Stato paga un 30% in più del valore di mercato mi pare paghi abbondantemente gli interessi per almeno due anni dovuti al suo ritardo.

Il software delle banche dovrebbe però considerare i crediti verso lo Stato e gli Enti Pubblici come soldi in cassa.

Se il 30% in più è vero si potrebbero riparmiare 40 miliardi sui 140 dei consumi intermedi.

Aldo ho lasciato dei buchi nel mio ragionamento, vedo di risponderti.

Lo stato paga di più ANCHE perchè è un pessimo pagatore, ma non solo per quello, e comunque fosse anche il 3000% in più io devo pagare salari, fornitori e tasse oggi, non fra due anni. Una cosa è sapere che poi si entra in un giro in cui incassi in ritardo, ma incassi, una cosa è vedere fermarsi la ruota, come è successo nel 2009-2010.

Il software delle banche è peggio: non può sapere da chi avanzi soldi (mica ha i tuoi partitari, ovvio), vede che incassi a 360 giorni , ti fa l'indice di liquidità secca e vede che non hai un centesimo e ti mette a rientro. Non è proprio possibile considerare i crediti come liquidità, anche nel più scafesso paese centroafricano i numeri sono quelli.

Sul 30% (almeno) in più è un dato banale sulle gare di appalto di edilizia pubblica, visto che non vengono assegnate al minor offerente, ma a chi si avvicina di più alla mediana delle offerte.

Standing Ovation

 

Perchè tifo spudoratamente Marchionne ? Perchè avrà diecimila difetti, non saprà come è fatta un auto (non lo sa, ma davvero), non capirà niente di "opportunità politiche", è il manager dell'azienda più assistita nei secoli dei secoli, è un succhiasangue degli operai, ma è il primo che ha detto "vaffanculo Confindustria, Sindacati, Stato Italiano, vaffanculo Italia, o cambi tu, o me ne vado io".

Hai ragione su questo grande merito di Marchionne.

Io non ci volevo entrare, in questa discussione, ed ancora non lo farò adesso né più tardi, perché non mi interessa litigare con amici - di grande qualità intelettuale - che sostengono opinioni giuste ma che non fanno i conti con la realtà.

Però devo proprio dire che condivido il tuo intervento, Marco, ed anch'io non lavoro con la P.A. Condivido anche - per la precisione - le spiegazioni "operative" che ha fornito l'amico Renato, che trovo assolutamente rispondenti ai dati di fatto, a prescindere dal giudizio - negativo, inappellabilmente e rabbiosamente negativo - dell'operato del decisore politico, il quale vuole supplire in maniera inadeguata e scorretta alle sue inadempienze nel ruolo di committente.

Concludo con una precisazione: il problema dei prezzi che paga la P.A. non è tanto che siano più alti - peraltro in percentuale variabile da ambito ad ambito e, come è evidente dai conti della Sanità, da zona a zona ..... - ma soprattutto che lo siano per motivi noti a chiunque senza che a ciò si voglia porre rimedio.

Io non ci volevo entrare, in questa discussione, ed ancora non lo farò adesso né più tardi, perché non mi interessa litigare con amici - di grande qualità intelettuale - che sostengono opinioni giuste ma che non fanno i conti con la realtà

Se intendi Michele non credo ci sia bisogno di litigare, sono sicuro che Michele intendeva porre l'accento sul fatto che Confindustria/PMI, ABI, anzichè mettersi attorno a un tavolo a ragionare, ma da interpreti attivi, si sono messi in ginocchio dalla politica a dire "Aiutaci tu". Ovvio che quelli lo fanno, giocano la loro partita, ma dopo che credibilità ha/abbiamo come PMI quando diciamo che la politica fa schifo ? Facciamo schifo come loro, se andiamo in ginocchio a chiedere.

Michele ha ragione da vendere quando dice che la borghesia di questo paese sta andando a puttane (metaforiche, almeno per me -)), che non si vede l'immoralità di questi accordi. Si accusa la FIAT di farsi dare i soldi e poi si accettano le garanzie collaterali.

Sul piano pratico possiamo/dobbiamo porre l'accento sui fatti, ma sul piano morale io sento che Michele ha ragione.

Una piccola nota su questa frase (e anche un po [OT]):

E' uno schifo indecente che lo Stato Italiano qualunque cosa la paghi il 30% in più (almeno) di quello che lo valuta il mercato

per i siti web, in particolare i portali turistici, lo Stato paga anche 10 volte tanto (con Italia.it penso si sia arrivati a 100 volte, abbiamo pagato un appartamento come un intero condominio, tanto per dare un'idea).

In liena teorica e di principio non si può che darti ragione. Rimane il fatto che non è una colpa fare affari con la PA e giusto o sbagliato che sia tante, troppe imprese si trovano ingabbiate da un committente pubblico che non paga modificando i cicli di cassa dell'impresa. Contestualmente le banche una stretta l'hanno fatta ed a questo proposito va detto che la troppa fiducia nel credit scoring avrebbe dovuto essere accompagnata da valutazioni che, non di rado secondo la mia modesta personale esperienza, molto personale bancario non è più in grado di fare. A ben rifletterci, quello che chiami contratto nazionale, oltre alle osservazioni puntuali che hai presentato, si presta ad essere considerato come una rinuncia delle banche a fare il loro mestiere.

A ben rifletterci, quello che chiami contratto nazionale, oltre alle osservazioni puntuali che hai presentato, si presta ad essere considerato come una rinuncia delle banche a fare il loro mestiere.

Concordo.

Mi associo anche alle standing ovation per Marco Esposito.

Aggiungo per Aldo un aneddoto. Qualche anno fa, quando la mia ditta ha iniziato a esportare massicciamente, mi sono ritrovato 40.000 euro di credito IVA (per quelli che immaginano chissà cosa, significa che ho acquistato componenti e servizi in Italia pagando l'IVA e ho venduto prodotti finiti all'estero a operatori professionali esenti dall'IVA italiana, cioè ho finanziato lo stato italiano con il mio fido bancario). Rimborso deliberato, ma nessuna notizia su quando sarebbero arrivati i soldi (stima del mio commercialista di allora: 12-15 mesi). Allora fatturavamo intorno ai 300.000 euro/anno, con dei debiti folli.

Alla mia richiesta alla banca di anticiparci i soldi del rimborso già deliberato, la risposta è stata "t'attacchi: i crediti dallo stato sono proprio quelli che non prenderemmo mai a garanzia".

Un dubbio sul normale funzionamento dei mercati: è normale che la mia banca possa prestare soldi alla Grecia con garanzia "Merkel" al 7.5%? Io non capisco niente di come si prezza il rischio, ma qualche dubbio sul fatto che un mercato in cui i governi di mezzo mondo si comportano come elefanti che galoppano in branco nella famosa cristalleria, mi viene.