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BOOM!

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Torno a premettere che non sono economista, quindi mi esprimo col linguaggio della strada, traendo le mie considerazioni dall'esperienza locale (Firenze).

Questa città ha un PIL pro capite non certo da anomalia statistica, mentre la ricchezza presente è enorme. UN'immagine che è stata usata è che "la città galleggia sul denaro". I depositi liquidi pro capite sono molto alti, e la ricchezza immobiliare è formidabile, anche a motivo di alti valori unitari.

C'è un'industria turistica che pure in flessione continua a macinare, un indotto turistico enorme. Ma si tratta di redditi di rendita, non di ricchezza creata innovando. L'investimento pubblico, al di fuori dei faraonici progetti ferroviari, è modesto, la carenza infrastrutturale pesantisisma, la mobilità e la logistica da supplizio. Tutto questo non attira certo nuove attività innovative. L'università ha due facoltà (architettura e ingegneria) di media reputazione, che sfornano eserciti di laureati che non trovano sbocchi perchè progettazione non se ne fa e le realtà aziendali ricorrono molto poco a competenze alte, come ha dimostrato una esauriente ricerca fatta pochi anni fa dall'Ordine degli Ingegneri.

In certa misura Firenze è emblematica dell'Italia: ricchezza accumulata ce n'è tanta, ma produce unicamente in termini di rendita, di conseguenza cresce pochissimo. Si ha l'impressione che se non tutti moltissimi vivono bene, ma è meglio non farsi domande sul futuro.

E i giovani, che sono quelli che hanno interesse al futuro, sono troppo pochi (Firenze è in regresso demografico da decenni) e in gran parte campucchiano staccando cedole (sotto forma di alloggi di proprietà etc.) sulla ricchezza delle famiglie, e riuscendo a sopravvivere con redditi reali ormai da terzo mondo. E siccome appunto campucchiano, non fanno figli....e avanti così.

 

No, quello che emerge non è (solo) questo.  Premetto che sto parlando dell'interpretazione di quei dati, quindi si tratta di considerazioni relative.

Confrontata con altre realtà internazionali, l'Italia ha un alto patrimonio e un basso reddito.  COME venga prodotto questo reddito è indifferente, qualora fosse interamente prodotto grazie al patrimonio (es.: il turismo) andrebbe bene lo stesso.  Il problema è che il reddito è basso, ovvero che quel patrimonio non viene fatto fruttare quanto dovrebbe.

Il fatto che il reddito, oltre che basso, sia anche principalmente frutto di rendite e non di innovazione è un altro problema, ma ha a che fare con le prospettive future, non con il flusso di cassa attuale.

Il punto principale è però che non posso addurre come attenuante alla bassezza del mio reddito il fatto che ho un grande capitale: questo fatto è invece, semmai, un'aggravante (mai sentito parlare della parabola dei talenti?).  Il fatto che l'Oscuro Signore proponga una misura di questo tipo è peggio che un'inesattezza: riflette una visione economica il cui significato profondo è "magnamosi tutto, checcefrega" (nonostante Giulio sia nordico, questo concetto si esprime meglio in romanaccio).

Caro Giuliano e caro Marco, credo che i due aspetti della questione che evidenziate si possano sintetizzare con una parola: decadenza.

Siamo in una fase di decadenza. Non sviluppiamo nuove fonti di reddito e stiamo lentamente consumando quelle precedenti.

Se posso andare leggermente OT: questa decadenza è solo in parte colpa dell'attuale governo.

La vera colpa è di noi italiani. E' figlia della nostra mentalità corporativista, che in un mercato globale ci fa solo prendere mazzate. E' figlia del dare i posti di responsabilità a raccomandati e parenti invece che ai più adatti. E' figlia del basso livello della nostra scuola, chè è importante il pezzo di carta non quello che sai.

Oltretutto all'incapacità in certi settori aggiungiamo anche l'arroganza: noi sì che siamo i numeri 1! Da noi sì che si vive bene, mica come negli altri paesi di zulù.

PS

Anedotto: per radio discutevano dell'assenza di tedeschi sulla riviera ligure (credo che gli ultimi siano andati via il 25 aprile '45, ma ci hanno fatto caso quest'anno). Il commentatore diceva che i tedeschi preferivano andare in Spagna, Croazia e "pensate...addirittura in Bulgaria!". Ma, imbecille, ci sei mai stato in Bulgaria? Hai confrontato il rapporto qualità/prezzo di Varna rispetto a Loano? Ma credi che se la Liguria non fosse ad un'ora da Milano/Torino qualcuno verrebbe a farsi salassare in quegli alberghi dei primi del novecento?

I tedeschi che se lo possono permettere vengono in Riviera ( Italia ) perchè per un paio di settimane possono fare quello che non possono fare nè in Germania nè altrove ( schiamazzi notturni , parcgeggio in doppia fila e così via )

Altro che sole , mare , bellezze artistiche!

I tedeschi che se lo possono permettere vengono in Riviera ( Italia ) perchè per un paio di settimane possono fare quello che non possono fare nè in Germania nè altrove ( schiamazzi notturni , parcgeggio in doppia fila e così via )

Cose che mai gli italiani farebbero, vero? Scusa, ma il tuo commento rientra proprio in quel che dicevo sull'arroganza: noi siamo i numeri 1 gli altri zulù.

Tralasciamo che i tedeschi in riviera non ci vengono proprio, fatti un giro in Romagna o in Veneto, chiedi agli albergatori se preferiscono l'albergo pieno di tedeschi o italiani (lascio stare i discorsi regionali) e poi fammi sapere. Nell'albergo dove andavo da ragazzo a Riccione, i tedeschi avevano libero accesso al bar (perchè segnavano quello che prendevano) noi italiani dovevamo chiedere al cameriere.

Sottoscrivo, con rammarico, il quadro desolante tratteggiato da G.Delfiol 18.2 10:24. Noto anche la distanza siderale tra questa realtà, indiscutibile, e quest'altra "percepita". Mi auguro tale relazione resti confinata entro la cerchia cittadina !