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BOOM!

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Re(4): BOOM!

Marcks 18/2/2011 - 00:00

Non credo che Mentana sia condizionato in via decisiva dai costi...io direi che è più una questione di forma mentis.

Mettiamola così. I giornalisti italiani, quelli dell'età di Mentana vengono tutti dalla Rai, un posto dove la politica era essenziale: sia per entrarci (Pionati che dicono sia stato assunto dopo una partita a carte finita male che aveva in palio quel posto di lavoro, per fare un esempio), sia per sopravviverci. E' ovvio che gente simile è stata abituata ad avere sempre il naso ben pronto a fiutare i venti della politica, a ritrovarsi nei linguaggi di quella e a condividerne modi di fare, interessi e atteggiamenti. Per loro la politica era ed è tutto.

Aggiungici che molti di questi vengono da esperienze giovanili che erano tutte politiche, e dove la politica non era uno strumento, ma una cifra esistenziale.

Insomma se frulli bene questo minestrone ti escono fuori giornalisti che: a) vivono di politica, nel senso che hanno fatto carriera GRAZIE alla politica; b) considerano la politica in senso aristotelico la migliore delle attività umane, quella moralmente più commendevole e dove poter riparare alle storture del mondo; c) credono di essere nel giro delle persone che contano perché sono chiamate a conversare con i grandi politici.

Se non fosse così non avremmo questo continuo via vai di giornalisti/politici (Gruber, Santoro, Badaloni)...o giornalisti come Belpietro o Feltri, o fogli di azione come il Fatto.

Che poi, non dico che debbano risalire il fiume Congo in canoa, ma mai che non ci sia uno di questi grandi nomi che se ne va un mese all'estero per fare un reportage...no no, vogliono rimanere qui e raccontarci il "cielo della politica". [Ci sarebbe poi il capitolo degli inviati all'estero, che non capisco quanto cazzo ci costino: quelli in UK sono i più abominevoli. Adesso c'è ne uno che si piazza a Londra in mezzo alla fiumana di gente per raccontarci dei dolori del giovane Wigliam, o della sbronza di Henry...anche se il peggiore di tutti è stato Caprarica, ora giustamente a Radiorai. Io avevo anche scritto al TG2 per sapere quanto percepiva di stipendio quando era a Londra, ma non hanno mai risposto...evidentemente stando a Londra doveva avere preso abitudini britanniche anche in merito alla sua idea di privacy].

Che poi non è il problema solo dei giornalisti. Anche all'università si cerca sempre un'osmosi con il mondo politico, sia per ragioni pragmatiche (i finanziamenti) sia per ragioni ideali e nostalgiche (la politica come servizio o come prosecuzione degli ideali giovanili).

Io quando vedo Mentana che fa il pastone politico interminabile penso solo che quello è il tg che si confà esattamente a un paese dove l'economia è pesantemente condizionata dallo stato; dove lo status di politico consente di accedere a privilegi altrimenti inaccessibili ai più; e dove per poter fare qualcosa bisogna avere l'amico politico che sistemi i problemi personali o del clan di appartenenza.

Mentana, e il suo politicismo, sono il fenotipo giornalistico del cancro della politica italiana che tutto decide e condiziona. Niente di più.