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BOOM!

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Certo, Renato, il merito dell'accordo e' importante. Parliamone.

La prima cosa che mi viene da chiedere e': qual e' il tasso di accettazione delle domande di moratoria? Se questo e' minore del 100% (come credo sia) chi e come decide se una PMI e' in difficolta' temporanea a causa della crisi oppure in difficolta' strutturale perche' ha fatto gli investimenti sbagliati, o e' fuori mercato, o e' gestita male?

Tecnicamente questo accordo permette alle PMI di fare una ristrutturazione/rinegoziazione dei propri debiti. Se questo e' anche nell'interesse delle banche, come suggerisci, perche' non si mettono d'accordo privatamente? Perche' devono entrarci il governo e tutte le associazioni di categoria? Dov'e' l'esternalita' che giustifica l'intervento pubblico?

Indubbiamente in questo modo si sono mantenute in vita molte PMI strutturalmente sane ma temporaneamente insolventi (assieme a tante altre che invece dovrebbero uscire dal mercato). Ma questa e' una cosa che il mercato del credito dovrebbe saper fare meglio di Tremonti, no?

La prima cosa che mi viene da chiedere e': qual e' il tasso di accettazione delle domande di moratoria? Se questo e' minore del 100% (come credo sia) chi e come decide se una PMI e' in difficolta' temporanea a causa della crisi oppure in difficolta' strutturale perche' ha fatto gli investimenti sbagliati, o e' fuori mercato, o e' gestita male?

La percentuale è inferiore al 100% e anche l'ultimo accordo parla di aziende che non siano in stato di prefallimento non devono avere partite incagliate o ritardi nei pagamenti dei mutui.

Chi decide è la banca. (guarda sotto la risposta a Michele