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BOOM!

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Re(2): BOOM!

Marcks 17/2/2011 - 09:46

Incide parecchio anche la questione degli accrediti. Se fai domande che non piacciono non ti viene concesso di entrare in sala, non dico neanche di porre domande.

Io non ho visto la conferenza stampa comunque perché mi rifiuto categoricamente di perdere tempo con quei coglioni. La discussione è sempre più esasperata, il TG degli "intelligenti", quello di Mentana riciclato come il TG libero, è un inno all'idiozia politicista: anche 20 minuti di bolo rivomitato di retroscena, interviste, "previsioni" da notista politica alla Battisti o Ostellino, il tutto scodellato dal ricciolino self-proclaimed libero con aperture tipo: "anche oggi giornata campale", "situazione durissima", "scontro  violento" e via esasperando e deformando con lo scopo di rendere più accattivante un giornale che non informa.

La cosa che mi fa più schifo di quel TG è che quando Mentana dirigeva il Tg5 non invitava certo Travaglio a fare gli editoriali, invece, siccome ora Travaglio tira, ecco ce lo serve in tutte le possibili salse.

Oltre alla classe politica dovrebbero levarsi dalle palle  anche tutti i giornalisti con rilevante esperienza nel settore. Se l'Italia è un cesso, lo dobbiamo anche a loro. 

PS: un'altra cosa che NON capisco è perché i dettagli di un provvedimento legislativo, e le sue conseguenze reali, siano note DOPO che è stato votato. Che si vergognino anche loro di quello che fanno e lo tengano nascosto per imbarazzo personale?

il TG degli "intelligenti", quello di Mentana riciclato come il TG libero, è un inno all'idiozia politicista

Vero. Mi avevano parlato benissimo del TG di Mentana su La7. L'ho guardato una volta e mi ha fatto questa stessa impressione. Sembra il TG1 degli anni 80!

 

Mentana fa un pastone politico stile Tg1 di qualche lustro addietro (quello in cui al politico c'era Pionati, se non ricordo male), condito di banalità quali la reiterazione della espressione "sotto il cielo della politica" (che nessuno ancora gli ha fatto notare, credo) e approcci furbetti. E' un telegiornale fintamente nuovista ma decrepito, fintamente informativo ma fortemente ruffiano, con uno spazio a quanto accade nel resto del mondo che è vergognosamente ridotto. 

Ha però centrato il target (quasi il 10% di share): grillini e IDV credo abbiano continui orgasmi durante la proiezione delle docu-fiction di Mentana.

io penso che alle 8 di sera tutte le alternative siano peggiori ( Minzolini e Mimun )

Convinciamoci , siamo un popolo votato al "meno peggio"

Re(5): BOOM!

Marcks 17/2/2011 - 23:37

Si, il cielo della politica...che lirico che è...che poi ma quale cielo, la latrina della politica dovrebbe dire.

Re(3): BOOM!

amadeus 17/2/2011 - 11:56

il TG degli "intelligenti", quello di Mentana riciclato come il TG libero, è un inno all'idiozia politicista: anche 20 minuti di bolo rivomitato di retroscena, interviste, "previsioni" da notista politica alla Battisti o Ostellino, il tutto scodellato dal ricciolino self-proclaimed libero con aperture tipo: "anche oggi giornata campale", "situazione durissima", "scontro  violento" e via esasperando e deformando con lo scopo di rendere più accattivante un giornale che non informa.

Non vorrei dire una cavolata ma credo sia anche un problema di costi (oltre che di benefici...). Fare un TG che informa adeguatamente su ciò che accade in giro per il mondo ha un costo assai superiore e probabilmente incompatibile con il budget di Mentana. E rischierebbe anche di avere un numero di telespettatori inferiore. In altri termini Mentana, soprattutto all'inizio, si troverebbe a dover fare "formazione" non solo "informazione" (mi sembra che il canale digitale RAI TG News 24 qualcosa del genere lo faccia già). Però magari un po' alla volta potrebbe cominciare a fare qualcosa di diverso.

 

Per il momento preferisce confrontarsi direttamente con i suoi competitors diretti (TG1 e TG5), giocando facile, cioè rimanendo sul loro terreno e sfruttandone le debolezze congenite (ovvero il fatto che devono per forza non mettere in cattiva luce il loro principale SB). Per ora gli va bene e riesce a portargli via un bel po' di telespettatori. Non dimentichiamo poi che per la La 7 è anche una questione di sopravvivenza, visto che fino a ora ha dovuto gestire un business in perdita, strozzato dai due oligopolisti.

Non vorrei dire una cavolata ma credo sia anche un problema di costi (oltre che di benefici...). Fare un TG che informa adeguatamente su ciò che accade in giro per il mondo ha un costo assai superiore e probabilmente incompatibile con il budget di Mentana.

Penso proprio di no. Sia perchè, come la maggior parte dei tg (e come gia fanno per molta cronaca italiana), basterebbe rifarsi ai lanci di agenzia o riprendere la CNN (come fanno tutti gli altri tg per le notizie vere dall'estero, chè gli inviati servono solo a dirti che il principe Carlo o Carla bruni hanno litigato con il gatto); sia perchè Mentana stesso, in varie interviste, ha sempre mostrato di non amare le notizie dall'estero. Ne ricordo una dove contestava la prassi del vecchio TG1, di aprire con una notizia di politica estera, dicendo che nemmeno in quel paese aprivano con quella notizia!

Penso sia una scelta editoriale, sa che all'italiano medio di quel che accade oltre le Alpi o aldilà del mediterraneo interessa poco.

Lui è pagato per fare ascolti con l'informazione non informazione.

 

Re(4): BOOM!

Marcks 18/2/2011 - 00:00

Non credo che Mentana sia condizionato in via decisiva dai costi...io direi che è più una questione di forma mentis.

Mettiamola così. I giornalisti italiani, quelli dell'età di Mentana vengono tutti dalla Rai, un posto dove la politica era essenziale: sia per entrarci (Pionati che dicono sia stato assunto dopo una partita a carte finita male che aveva in palio quel posto di lavoro, per fare un esempio), sia per sopravviverci. E' ovvio che gente simile è stata abituata ad avere sempre il naso ben pronto a fiutare i venti della politica, a ritrovarsi nei linguaggi di quella e a condividerne modi di fare, interessi e atteggiamenti. Per loro la politica era ed è tutto.

Aggiungici che molti di questi vengono da esperienze giovanili che erano tutte politiche, e dove la politica non era uno strumento, ma una cifra esistenziale.

Insomma se frulli bene questo minestrone ti escono fuori giornalisti che: a) vivono di politica, nel senso che hanno fatto carriera GRAZIE alla politica; b) considerano la politica in senso aristotelico la migliore delle attività umane, quella moralmente più commendevole e dove poter riparare alle storture del mondo; c) credono di essere nel giro delle persone che contano perché sono chiamate a conversare con i grandi politici.

Se non fosse così non avremmo questo continuo via vai di giornalisti/politici (Gruber, Santoro, Badaloni)...o giornalisti come Belpietro o Feltri, o fogli di azione come il Fatto.

Che poi, non dico che debbano risalire il fiume Congo in canoa, ma mai che non ci sia uno di questi grandi nomi che se ne va un mese all'estero per fare un reportage...no no, vogliono rimanere qui e raccontarci il "cielo della politica". [Ci sarebbe poi il capitolo degli inviati all'estero, che non capisco quanto cazzo ci costino: quelli in UK sono i più abominevoli. Adesso c'è ne uno che si piazza a Londra in mezzo alla fiumana di gente per raccontarci dei dolori del giovane Wigliam, o della sbronza di Henry...anche se il peggiore di tutti è stato Caprarica, ora giustamente a Radiorai. Io avevo anche scritto al TG2 per sapere quanto percepiva di stipendio quando era a Londra, ma non hanno mai risposto...evidentemente stando a Londra doveva avere preso abitudini britanniche anche in merito alla sua idea di privacy].

Che poi non è il problema solo dei giornalisti. Anche all'università si cerca sempre un'osmosi con il mondo politico, sia per ragioni pragmatiche (i finanziamenti) sia per ragioni ideali e nostalgiche (la politica come servizio o come prosecuzione degli ideali giovanili).

Io quando vedo Mentana che fa il pastone politico interminabile penso solo che quello è il tg che si confà esattamente a un paese dove l'economia è pesantemente condizionata dallo stato; dove lo status di politico consente di accedere a privilegi altrimenti inaccessibili ai più; e dove per poter fare qualcosa bisogna avere l'amico politico che sistemi i problemi personali o del clan di appartenenza.

Mentana, e il suo politicismo, sono il fenotipo giornalistico del cancro della politica italiana che tutto decide e condiziona. Niente di più.