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Lo specchio del popolo

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L'articolo linkato è francamente oscuro. Il tentativo di corruzione sarebbe avvenuto il 7 febbraio. Mi sembra di capire che la funzionaria marocchina abbia rifiutato subito, o al più "qualche giorno dopo" quando ha sentito i parenti emigrati in Italia, o al limite a metà febbraio, quando ha contattato "il fatto quotidiano". Quindi al più tardi allora il mandante dei due "emissari" italiani sarebbe stato informato che il tentativo di corruzione non aveva avuto successo. Quindi se il 3 marzo il Giornale annuncia “Il premier cala l’asso: Ruby era maggiorenne” l'unica cosa che si puó evincere da quanto riportato da "il fatto quotidiano" è che gli emissari NON erano stati inviati dal PdC.  A meno che le circostanze riportate da "il fatto quotidiano" siano in tutto o in parte false.

cosa non farebbero questi komunisti accecati da troppa astinenza di potere 

per fortuna che il premier ha degli avvocati seri ( pagati e a titolo gratuito )

ma guarda un po' : non vediamo l'ora di esportare democrazia e questi ci accusano di esportare corruzione

GLI AVVOCATI DEL PREMIER - «Il presidente Berlusconi ha dato mandato ai suoi difensori di depositare una specifica denuncia alla autorità giudiziaria al fine di accertare la veridicità o meno della vicenda narrata su il Fatto. Si ritiene, infatti, che in ogni caso si tratti di vicenda che tenda a surrettiziamente danneggiare gravemente il presidente Berlusconi che è totalmente estraneo ad ogni eventuale illecito comportamento». Lo dichiarano in una nota i legali del premier, Piero Longo e Niccolò Ghedini. Gli avvocati del premier scrivono: «Se le notizie apparse quest'oggi sul giornale il Fatto Quotidiano, in ordine ad una asserita attività volta a modificare nel registro delle nascite la data di registrazione di Karima El Mahroug, fossero vere si tratterebbe con ogni evidenza di un grave, ma maldestro tentativo di falsificazione al fine di fare, eventualmente, di questo falso un illecito uso». Niccolò Ghedini e Piero Longo spiegano che «chi conosce la legislazione del Marocco in tema di annotazione delle nascite, sa perfettamente che la contraffazione del registro presso il Comune sarebbe totalmente inutile e risibile essendo tale dato conservato in più copie da diverse autorità governative». «Stupisce - proseguono gli avvocati del premier - che i giornalisti di tanto non siano a conoscenza. Se invece si trattasse di una notizia artificiosamente costruita, pur nella buona fede dei cronisti, sarebbe altrettanto grave. In ogni caso - sottolineano - è necessario che le autorità italiane e del Marocco accertino con urgenza se esiste questa funzionaria, se ha rilasciato effettivamente quelle dichiarazioni, se il fatto è realmente accaduto e, in tal caso, l'identità dell'interprete e dei due presunti italiani che avrebbero posto in essere le condotte descritte». «È infatti ovvio interesse per la difesa del presidente Berlusconi - concludono Ghedini e Longo - che sia subito chiarito ogni particolare di questa vicenda per evitare le altrettanto ovvie strumentalizzazioni».