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Lo specchio del popolo

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Secondo me spesso non si tengono in considerazione 2 cose:

1) Si può guardare la tv spazzatura e bloccare il travaso di monnezza verso il cervello. Una persona può guaradre il Grande Fratello e ridere di gusto dei poveri uomini che partecipano, appassionarsi ai teatrini che mettono in piedi ecc, senza per questo pensare che la vita vera sia quella o mollare gli studi per diventare un partecipante. Insomma il grottesco è un genere come un altro (che poi nelle intenzioni degli autori e nelle valutazioni della maggioranza degli spettatori non venga visto come grottesco è un'altra storia)

2) Io noto, ma magari sono paranoico, un certo "cortocircuito" tra il faceto ed il serio. Nel senso che se nella trasmissione di lotta nel fango di prosperose donzelle (o nel talk show in cui la madre sfortunata racconta del figlio sfortunato) si inseriscono di continuo così d'improvviso imbeccate che risultano congeniali ad un certo modo di intendere la società... beh la questione si fa pericolosa.

Mi spiego, durante e dopo il caso Englaro (e relativo dibattito politico sul che fare) era un fiorire di racconti di altra gente che partendo dalle stesse condizioni ha avuto storie diverse (e tò che caso nessuno aveva staccato la spina).

Quando si avvicinano le elezioni vedrete decine di povere ragazze italiane per bene che s'innamorano del marocchino che poi scippa i figli ecc...ecc...

C'è sempre la madre coraggio che è coraggio perché ha un figlio gay (e i gay accettati in tv sono sempre degli pseudo stilisti-architetti-fashionqualcosa isterici, mai un medico, un avvocato, un camionista, un semplice commesso, un poliziotto e poi Sgarbi ci dice che in Italia non sono discriminati guardate Platinette...)

Cose che di per sé non dovrebbero spostare nulla, ma poi l'offerta politica batte su questi argomenti e il cortociruito è fatto...

Sul punto 1 sono d'accordo, è assolutamente possile (mi ricordo la mia prof. di lettere alle medie, coltissima e reazionaria, che guardava Dallas ammonendoci "è una assoluta porcheria, ma mi diverte")

Io noto, ma magari sono paranoico, un certo "cortocircuito" tra il faceto ed il serio.

Secondo me non sei paranoico (oppure anch'io lo sono :-) ). Per quel poco che vedo delle tv straniere il nostro è l'unico paese dove nei talk show, con attori e cantanti, invece di parlare di film o musica si chiede la loro opinione sui politici (fantastica al riguardo la Bignardi, potrebbe avere ospiti Marilyn Manson o Morandi non cambierebbe una domanda: "hai capito cos'è il Bunga Bunga?" "cosa deve fare la sinistra in Italia?")

Sulla tesi generale: sicuramente esiste un tentativo di pilotare l'opinione pubblica in certe trasmissioni, però è efficace nella misura in cui rafforza pregiudizi già esistenti.

"grazie" ala presenza a casa mia di un'ospite amica di mia moglie lo scorso inverno ho visto qualche puntata di un programma del pomeriggio condotto da Barbara Urso.

Ritengo l'esperienza molto interessante perché , riflettendone il modo di pensare , permette di conoscere la mentalità di moltissime persone che magari non abbiamo modo di conoscere direttamente.

I responsabili dei partiti queste trasmissioni dovrebbero studiarsele e per prevedere gli esiti elettorali più che i sondaggi dovrebbero seguirne il trend della share. 

A me il punto 1 non convince affatto. Certo si può guardare la tv e fermare il travaso, come si può ascoltare tremonti e mettersi a ridere o come un occidentale può ascoltare il Ahmadinejad e facilmente accogersi dell' assurdità e falsità delle cose che dice. Il problema arriva quando sei nato in Iran, non conosci l' economia o la logica e quando fin da bambino hai assistito ad un certo tipo di tv. Insomma, anche l' ambiente avrà un' effetto sulla formazione culturale e morale di una persona no? 

[Se la tv non avesse potere di imporre modelli allora la pubblicità sarebbe inutile ( ad esempio per i biscotti non ci sarebbe bisogno di mostrare le immagini di famiglie felici, no? basterebbe un campione regalo al supermercato per far conoscere il nuovo prodotto.) e non sarebbe nella forma in cui la conosciamo.]*

Alle medie, forse il periodo in cui ci si scontra di più col bisogno di un' accettazione sociale e quindi si cerca dei modelli a cui uniformarsi, ricordo che ogni trovata pubblicitaria ( dal lecca lecca a tubo al tamagothci) aveva un' efficienza totale. Il messaggio era chiaro: se volevi essere ok, sapevi dove cercare il tuo modello. Poi magari, crescendo, i modelli diventano la modella anoressica, la ballerina tette al vento, o il tronista imbrillantinato che addirittura arrivano dentro alla tv.

Certo, ci sono altre istituzioni che fronteggiano questa situazione, a partire da famiglia e scuola.  Ma magari la scuola in quegli anni è la prof di matematica che spiega a quattro ragazzi in piedi avvicinatisi alla lavagna per riuscire a sentire mentre il resto della classe fa chiassosamente tutt' altro che seguire la lezione. Quanto alla famiglia... beh...quella è una lotteria, specialmente in un paese a così bassa alfabetizzazione.

 

* mi sono accorto che questa frase , messa così , non ha molto senso...

Non metto in dubbio che l'ambiente e la tv possano cambiare le persone, ci mancherebbe.

Quello che dico è che per me l'assunto "gli italiani votano così perché la tv è immondizia" non è sempre valido. La tv è una concausa.

Questo perché credo che non siano pochi quelli che bloccano il travaso e credo (anzi sono sicuro) che questi NON votino tutti contro SB.

Quindi gli slogan "spegnete la tv, tutti su internet" sono fuorvianti, che su internet c'è di tutto anche chi vede in SB il salvatore della patria.