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Paolo 19/8/2010 - 14:32

Lavoro in UK, sono un civil servant. Noi abbiamo il nostro buon sistema di incentivi, con premi e cotillon.

Una farsa totale, si perde tempo e si premia l'ipocrisia. E` utile ai boss perche il sistema e` normativizzante, promuove comportamenti e condotte compiacenti (in sostanza, va bene soprattutto se sei uno "yes man") - PS. onde evitare dubbi, parla uno che ha avuto la sua buona dose di top marks every now and then - per cui non son bastian contrario in questo caso specifico.

Sara` sempre troppo tardi quando gli economisti si dedicheranno a smascherare l'ipocrisia imperante che e` alla base della funzione di HR, la cui esistenza e sopravvivenza consiste nell'inventarsi politiche dai toni altalenanti con cui i vertici dell'organizzazione possono giocare al meccano. Sospetto fortemente che la teoria del principal-agent applicata al lavoro salariato ha prodotto ahime` tendenze (perche` di questo si tratta, di mode) alla meglio inutili e costose, se non controproducenti.

A chi possa interessare consiglio la seguente lettura: http://www.newyorker.com/archive/2002/07/22/020722fa_fact

 

 

Visto che sei un "civil servant" sono interessato a sapere qual è, a tuo avviso, la motivazione per cui dipendenti e dirigenti delle PA in altri paesi CE sembrano avere un diverso "attaccamento" al lavoro,  fornendo un servizio più professionale con una maggiore attenzione ai bisogni del cittadino. Sempre ovviamente che, anche tu pensi, le cose siano cosi (e se non lo pensi, sarei comunque interessato a saper la tua opinione)

PS

Se c'è uno overrated quello è proprio Gladwell ;-)!

ma pensi veramente che in Italia sia solo la P.A. a non funzionare?

se no la risposta è semplice : è l'Italia , bellezza!

ma pensi veramente che in Italia sia solo la P.A. a non funzionare?

Da dove evinci che io pensi questo ?

Se non funziona il Palio di Siena ne parleremo in un post sul Palio ora stiamo parlando della PA.

"è l'Italia bellezza" è un bello slogan alla Luttazzi cioè: è copiato in giro, fa figo ma non spiega una mazza.

Agli slogan preferisco il dialogo con persone che lavorano nel settore, e che hanno qualcosa da dire, per capire perchè a condizioni di lavoro simili (stipendio basso e posto garantito) corrispondano comportamenti così diversi (una mia ipotesi lo anche fatta).

Per il resto: "c'è la viè" , "siamo un popolo di santi, poeti e navigatori " e "non ci sono più le mezze stagioni" :-)

DISCLAIMER

Sia chiaro che non sto nemmeno dicendo che la nostra PA sia un covo di fannuloni. Mi limito a pormi domande su diversi comportamenti nei confronti del pubblico che ho avuto modo di sperimentare sulla mia pelle, e su quella di amici residenti all'estero, non intendo (per restare sulle frasi fatte) far di tutta l'erba un fascio.

Re: Da Da Da

z f k 20/8/2010 - 07:16

Qui in italia c'e' un premio di produttivita' (mi pare dovrebbe essere annuale ma ogni tanto salta) in denaro, che va distribuito (credo) in due quote: una prima quota percentualmente suddivisa per ogni impiegato a seconda della qualifica funzionale; il rimanente lasciato alla contrattazione decentrata.

Indovinate come va a finire? Si decide di suddividere la seconda quota "a pioggia", tale e quale la prima, possibilmente ripianando i gap della prima, cosi' che tutti abbiano piu' o meno lo stesso, indipendentemente dall'impegno messo nel proprio lavoro o dall'aggravio avutone.

Cosi', sia che ci si sia impegnati per migliorare il servizio reso o la metodologia lavorativa o che so io, sia che ci si sia imboscati, lasciando che il lavoro si accumuli o scaricandolo sui colleghi, si finisce per avere piu' o meno la stessa quota di un tale premio.

Qualcuno qui parlava di incentivazione al peggioramento o qualcosa del genere?

CYA