Titolo

Da Da Da

3 commenti (espandi tutti)

Da Da Da

sabino patruno 19/8/2010 - 09:12

Giorgio, tutto vero, ma secondo me una trasmissione come quella che tu citi ha un relativo successo non solo per una questione di nostalgia e di rimpianto per il dinamismo degli anni sessanta, anche perchè gli spezzoni e le frattaglie trasmessi arrivano sino agli anni ottanta, che non mi sembrano anni da ricordare per un particolare dinamismo culturale/economico/sociale.

Secondo me il successo risiede nel fatto che fa appello all'ultima memoria nazionale condivisa, vale a dire alle trasmissioni RAI quando la RAI era l'unica emittente.

Sino agli anni '80 la fonte dei sogni di massa della nazione erano le trasmissioni RAI e da quella fonte, volenti o nolenti, si servivano tutti. Questo crea una memoria condivisa che le generazioni dagli anni '90 in poi non potranno più avere, dato che l'offerta di "sogni" diventa sempre meno generale e sempre più segmentata, sicchè ciascuno finirà con l'avere il suo "sogno nostalgico", nel quale pochi altri potranno riconoscersi: insomma con mamma rai eravamo meno soli.

 

Re: Da Da Da

floris 19/8/2010 - 10:59

Gli spezzoni arrivano fino ai 2000 (Panariello, Brignano, Fiorello). A occhio direi che l' inferiorità del numero degli spezzoni deriva dal fatto che ha poco senso mostrare cose recenti e che comunque siamo a 4 decenni di archivio contro uno.

Io ho vissuto l' infanzia nei '90, per cui dovrei essere immune dal fascino da memoria condivisa, eppure noto una gran differenza di qualità fra il passato e il presente televisivo. Sono abbastanza convinto che ciò sia dovuto proprio ad una caduta di valore ella cultura popolare italiana. Semplificando brutalmente penso alla differenza fra i vari Sanremo, che mi sembra un buon termometro, e non dico di confrontare gli attuali (quando non son gli stessi di 30 anni fa, altro bruttissimo segno di stagnazione) con mica Mina o Battisti. Per fare un esempio anni '80, mi bastano anche i Matia Bazar che avevan il coraggio di rifarsi ai Kraftwerk. Magari poi mi sbaglio perchè del passato conosco solo quello che ha superato l' esame del tempo.

Magari poi mi sbaglio perchè del passato conosco solo quello che ha superato l' esame del tempo.

Credo non ti stia sbagliando troppo però diamoci una speranza. Il tempo è una variabile importante. Ad esempio, rimanendo nell'ambito della musica leggera, oggi si sente ancora "Luci a San Siro" di Vecchioni, ma in quegli anni il cantautore scriveva anche "tulli tulli bane bane tu miscugli le banane". Di Dalla ci ricorderemo "Caruso" e "L'anno che verrà", ma dimenticheremo probabilmente "Paff Bumm".

Se riguardo le classifiche degli anni settanta/ottanta, o ripenso alle recensioni del tempo, ricordo "album" oggi ritenuti capolavori brutalmente stroncati o che vendettero poche copie e, come contrasto, best-seller oggi inspiegabili (penso a "Rumors" dei Fletwood Mac, per anni album più venduto di tutti i tempi !).