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Da Da Da

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teo 19/8/2010 - 08:42

A me gli spezzoni storici piacciono, è un fill a costo zero e meno volgare dei programmi attuali. Tra il Vianello di un tempo e e i seni con contorno di guitto di adesso qualcosa dev'essere andato storto. Per quanto riguarda le pubblicità citate, se posso un piccolo appunto, sembrano puntare per quello che ne so sul brand loyalty e sul nazionalismo. Quelli del marketing devono pensare che l'impossibilità di una legislazione moderna in fatto di pacs e dico rappresenti un chiaro suggerimento verso l'uso dell'immagine di famiglia prolifica tradizionale ad ogni piè sospinto. Nella pubblicità della coca cola "la ricetta della felicità", se è quella a cui ci si riferisce, usano immagini di repertorio o presunte tali, la voce affascinante del doppiatore di Gandalf, e cercano di spingere evidentemente il consumo della coca cola durante il pasto attribuendo l'idea di metterla in tavola ad una italianissima mamma degli anni cinquanta. La cosa strana è che basarsi su di un'idea simile sembra un pò naif, per un marchio indistruttibile come la coca cola, che non ha bisogno di push di sorta. E in più l'idea sembra calcata su di un altra gloria nazionale, la barilla (tempo fà aveva proposto un excursus storico sulla nascita del marchio, molto simile). Le altre sono agghiaccianti riproposizioni dei temi famigliari, con biscotti provenienti dallo spazio, spighe che maturano con la soundtrack del gladiatore, ecc. Le pubblicità però, a quanto ne so, si rivolgono prevalentemente al pubblico che ha più soldi, che di solito sono persone di fasce d'età abbastanza alte, già fidelizzate a marchi di cui si ribadisce la solida tradizione (e ampiamente pastorizzate a DC nei tempi che furono, quindi inclini a reazioni ai temi famigliari). Idem per i programmi televisivi. In italia è sensato fare più programmi televisivi passatisti e nostalgici perchè la popolazione è un pò vecchia, forse, butto là, e meno progressista e moderna di quella americana.