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Le 7 proposte del PD

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Il discorso di qui sopra potrebbe essere condivisibile se le corporazioni in questione avessero la sia pur minima utlità a garantire l'utente, ora io non so se ultimamente è stato abrogato, ma l' l’articolo 7 comma 9 della legge n. 3.161 del 1991 sull’ordinamento delle farmacie recitava testualmente:

"In caso di decesso del farmacista titolare del diritto di gestione della farmacia privata, il coniuge o l’erede, anche se non in possesso delle qualifiche richieste, può mantenere il diritto di gestione del negozio fino al compimento del trentesimo anno di età o, eventualmente, per un periodo di dieci anni se entro un anno dall’acquisizione della partecipazione si iscrive a una facoltà di farmacia"

Cioè chi eredita il privilegio corporativo può esser un cane incompetente ma se lo tiene , mentre un laureato con il massimo dei voti, indipendentmente dalle competenze si attacca al tram.

Mi sembra quindi ideologico e in malafede ogni tentativo di difendere la detta situazione nel caso delle farmacie.

 

E chi "difende la detta situazione nel caso delle farmacie"? Quella cosa lì è familismo all'Italiana, non è Ordine Professionale. Io criticavo i picconatori, ma sono disposto ad allearmi con chi vuole riformare gli Ordini per renderli corrispondenti ai canoni internazionali.

Del resto è lo stesso discorso che si fa in materia di titoli di studio. O in materia di certificazioni. Di vigilanza. Ecc. ecc.

RR