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Le 7 proposte del PD

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Sul punto 1 credo che abbiate commesso un errore: le società petrolifere al distributore appongono solo il loro marchio, tutt'al più danno un  "contributo spese" per la tettoia carburanti, ma non posseggono un piffero,

Cerco di chiarire.  I rapporti contrattuali legati alla fornitura di carburanti, sulla base della normativa vigente, sono di due tipi:

- contratto di somministrazione in esclusiva associato ad un contratto di comodato gratuito, della durata di sei anni rinnovabile, degli impianti di distribuzione e delle attrezzature fisse e mobili, se il punto vendita e l'autorizzazione appartengono alla società petrolifera;

- contratto di somministrazione associato ad un contratto di “convenzionamento colore” con il titolare dell'autorizzazione, se il punto vendita e l'autorizzazione all'esercizio dell'attività di distribuzione non appartengono alla società petrolifera.

Il primo tipo di contratto è il più diffuso: il 60% degli impianti di distribuzione sono di proprietà delle società petrolifere (Vedi qui slide 11, presentazione del DG di Unione Petrolifera). Per essere un piffero, non c'é male.

Con il secondo tipo di contratto il gestore-proprietario dell'impianto si impegna ad acquistare in esclusiva il prodotto dalla compagnia petrolifera ed otterrà una remunerazione con la quale fare fronte agli investimenti realizzati per la costruzione dell’impianto e per la sua manutenzione mentre il costo del prodotto, come nel primo tipo di contratto, sarà definito dalla differenza fra prezzo finale di vendita, in genere il “prezzo consigliato” dalle compagnie e il margine fissato dai contratti interprofessionali che ciascuna compagnia sigla con i sindacati rappresentativi dei gestori.

La proposta di Bersani equivale a dire su questo 40% degli impianti, i proprietari dei medesimi che - non dimentichiamolo - potevano ben scegliere di non convenzionarsi e diventare "pompe bianche", adesso possono diventarlo a metà. In questo modo si genera un casino che la metà basta. Farà due prezzi diversi sempre con lo stesso marchio e sullo stesso erogatore? Dovrà duplicare gli erogatori ? Quale cartellonistica esterna esporrà? La sua? Quella del marchio? Non era più semplice dire che chi vuole può, da domani, buttare nel cestino il contratto di convenzionamento colore che ha sottoscritto. E può benissimo andare a cercarsi il prodotto in raffineria, ma senza avere il paracadute del marchio e del prodotto. Come da una cosa del genere possano uscire 2 miliardi di risparmi, lo sa solo Bersani. Si, perchè l'erogato medio di impianto è di circa 1,6 metri cubi l'anno. Se diventano semi pompe bianche come lui propone 10000 impianti che possono fare prezzi come le pompe bianche intere sulla metà del venduto, la minore spesa degli automobilisti al massimo é di 400 milioni.

Beh, comunque è un piffero al 40%...-).

Avevo comunque saltato un rigo: sapevo che le pompe autostradali sono invece delle compagnie petrolifere, qualcuna credo addiritura direttamente, ma mi scocciavo di andar a vedere i dati UPI, grazie del link.

Non so assolutamente Bersani a chi e cosa si riferisca, ma forse pensava che il 100% di quel 40% possa fare un pò quel che gli pare, e se un 40% si muove in una direzione poi l'altro 60 non è che può rimanere a guardare. Ma l'esegesi del pensiero di Bersani è complicata, se poi parla con Fassina temo sia anche peggio..

Si, perchè l'erogato medio di impianto è di circa 1,6 metri cubi l'anno.

Scusa, stai dicendo che ogni pompa di benzina eroga 1600 litri all'anno? Sicuro dei numeri, mi sembra impossibile che siano cosi' bassi. Io da solo consumo quella quantita' di carburante in un anno.

 

ah, le virgole

ne'elam 20/6/2010 - 13:53

ovviamente no. Nel 2007 (la fonte è la stessa del mio precedente commento, slide 8) il valore era 1609 metri cubi