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Le 7 proposte del PD

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Mi è chiaro che il fornitore non agip e il gestore, beneficerebbero degli investimenti fatti da Agip e non è una cosa bella (vedi il giusto paragone con le magliette).

Ma che succede se capovolgiamo la prospettiva? Agip ha una posizione dominante, perchè ha tante strutture già in essere, metterne una nuova ha costi enormi etc. etc. Non se l'è conquistata per merito, ma perchè era (in parte è ancora) di proprietà pubblica.

E' un male facilitare  l'ingresso di nuovi concorrenti? Non si potrebbe indennizzare Agip per l'uso delle sue strutture? Stiamo meglio con l'oligopolio esistente, in cui la società ex(?) pubblica che ha la posizione dominante l'ha raggiunta a spese di noi tutti?

la regola vale per tutte le compagnie. Ad esempio Shell ha 1249 impianti, circa il 5% del totale e la regola varrebbe anche per lei. Se esiste, ed esiste, un problema di dominanza di Eni, questo è collocato nella fase a monte della distribuzione, ovvero raffinerie e logistica primaria (depositi). L'ingresso di nuovi concorrenti è procompetitivo se si rompe il legame verticale della filiera. In Francia, ad esempio, effetti positivi li ha generati l'ingresso della GDO nella distribuzione carburanti. In italia questo non è avvenuto, o avviene con molta lentezza, perchè le regioni hanno introdotto regolamenti restrittivi che ritardano l'insediamento di impianti ad alto erogato. Qui un esempio, ma il fenomeno é generale.

Sulla GDO ho provato per un pò di tempo la pompa presso il forum di Assago (carrefour). Se il rifornimento era combinato con la carta fedeltà del supermercato, il risparmio era consistente. 

Se il modello virtuoso è la pompa indipendente, non si potrebbe favorirne lo sviluppo imponendo un tetto (es 10-15% sul numero totale  della regione) al numero massimo di stazioni di rifornimento che un singolo operatore può possedere?

Così quelli che ne hanno tantissime sarebbero obbligati a vendere e i nuovi entranti, volendo farsi vedere, probabilmente sarebbero aggressivi sui prezzi. 

Mi sembra che le cose si evolvano piuttosto nella direzione contraria. Alcune regioni impongono a coloro che vogliono aprire una nuova pompa l'obbligo di distribuire anche carburanti alternativi (biodiesel, etanolo, GPL, metano etc.), obblighi che non c sono per le pompe esistenti. Le intenzioni sono comprensibili, ma gli effetti sono una ulteriore chiusura del mercato.