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Il debito greco ed il rischio sistemico

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Michele, posso essermi spiegato male, ma sono in buona fede.

Sarebbe QUESTO il rischio sistemico che dobbiamo evitare? Che chi presta denaro a rischio lucrandone poi viene rimborsato da me se le cose van male?

Quello che ho scritto era una risposta ad Axel che chiedeva se fosse inutile prestare soldi alla Grecia se questa poi va in default e quei soldi sono usati per ripagare i creditori. Non sto sostenendo che fare questo sia la cosa preferibile, ma solo che il fatto di non far perdere soldi ai creditori di per sè non è una cosa negativa. Quindi trattavo di quel punto specifico e non della migliore soluzione possibile. Poi sono d'accordo che, dovendo prioritizzare, ci sono modi migliori di usare i soldi che fare così.

Non so quale teoria economica o quale evidenza empirica suggerisca quest'altra assurdita'. L'euro, se ha eliminato qualcosa, ha eliminato il rischio di cambio. Si e' anche ridotto il rischio d'inflazione, questo non tanto per l'euro ma per le politiche caute che i tedeschi hanno imposto alla ECB. Politiche che un salvataggio della Grecia tirerebbe dalla finestra.

Chiarisco due punti:

1. Quello che intendevo dire qui è che l'ingresso nelleuro ha comportato minore spesa per interessi sul debito, una cosa che in un paese come l'Italia pesa molto. Giannino quantifica questo effetto in 7% del PIl qui:

http://www.chicago-blog.it/2010/04/27/litalia-e-il-rischio-post-greco/

Ho cercato velocemente, ma non sono riuscito a trovare dati off the shelf riguardo l'andamento storico dei titoli di Stato prima e dopo l'euro, oppure sulla spesa per interessi da parte dello Stato. Tuttavia vorrei capie se tu sei scettico a riguardo: dici che non è vero che la spesa per interesse sul debito in Italia e in altri paesi è stata più bassa come conseguenza dell'entrata nell'euro?

2. Sono d'accordo su inflazione e rischio cambio. Tuttavia, quello che stavo dicendo riguardava la questione della credibilità. Così come una banca "troppo grande per fallire" ha una sorta di assicurazione implicita che il Governo la aiuterà e non la farà andare in bancarotta, penso che l'entrata nell'euro, tra le altre cose, abbia avuto anche questa funzione di aumentare la credibilità dei paesi membri, perché si pensava che i paesi più grossi e in salute sarebbero andati in soccorso di quelli in difficoltà, in situazioni di last resort. I mercati efficienti tengono in conto anche questo tipo di effetto, se non sbaglio. Poi magari l'efficienza dei mercati funziona meno bene in un periodo di crisi acuta, questo non lo so.
Se accetti le mie premesse, il mio ragionamento è: se lasciano fallire la Grecia, allora vuol dire che diventa meno forte la convinzione che i paesi forti aiuteranno quelli che sono all'ultima spiaggia. Un cambiamento di questo tipo, potrebbe influenzare la valutazione che il mercato dà di questi paesi e questo si rifletterebbe nel fatto che gli interessi sul debito salirebbero, perché il mercato penserebbe che adesso è un pò più rischioso prestar soldi agli euro-paesi deboli. Di nuovo, non sto dicendo che questa sia l'unica cosa che succederebbe o la più importante, ma sto dicendo che è uno dei possibili esiti.

Non sto facendo una critica alla teoria economica. Il mio ragionamento si basa su questo assunto: la credbilità è importante in economia, sia in termini di time consistency delle decisioni che di aspettative da parte del mercato riguardo la capacità di qualcuno di fare quello che dice di voler fare (e.g. pagare interessi e principal sui titoli di stato). Se qualcosa modifica la credibilità, penso che questo si rifletta in qualche modo sulla valutazione che il mercato ha di te e quindi sulle condizione a cui ti presta soldi.
Dimmi se sbaglio in qualche punto.