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Il debito greco ed il rischio sistemico

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Alessio, grazie del link. Non avevo visto l'articolo.

I numeri sembrano ragionevoli e confermano che, di per sé, non siamo davanti ad alcun rischio sistemico. 119 miliardi sono meno dei 200 sui quali avevo fatto i miei calcoli l'altro giorno, ed includono anche il debito del settore privato greco.

Ovviamente il numero 900 miliardi fa molta più impressione, ma sembra aggregare tutti i PIIGS e tutto il debito dei medesimi, pubblico e privato, detenuto da Francia e Germania. Mi sembra un numero utilizzabile per fare qualsiasi analisi seria.

Ora, che la si giri come si vuole, mi sembra vi siano solamente due outcomes possibili di questo gioco sequenziale:

a) I governi dei paesi europei adottano piani indipendenti ma simili di SEVERO RIGORE FISCALE. Per alcuni paesi sono cazzi più amari degli altri (Grecia ovviamente in testa, noi, portoghesi e spagnoli a ruota) ma sono amari un po' ovunque. Un pelo d'attenzione al dibattito in UK lo prova, visto che il coraggio politico di Cameron ha forzato tutti gli altri partiti e l'elettorato inglese a confrontarsi con la realtà fiscale ed economica. [OT: imparassero i finti liberali ed aspiranti leaders della destra di casa nostra come si diventa statisti e si smette di essere solo membri della casta incollati alle poltroncine.] C'è in giro uno studio dell IFS che fa i conti dei vari tagli associati ai tre programmi elettorali: dovrebbe diventare lettura obbligatoria per i chiacchieroni nostrani.

b) Si segue l'approccio salvataggi, uno dopo l'altro come il gioco ovviamente suggerisce. Bene, poiché il debito aggregato europeo NON è sostenibile senza un miracolo di crescita economica (miracolo che NON verrà, mettetevela via) allora questa strada porta prima o dopo ad una ed una sola soluzione. La MONETIZZAZIONE del debito europeo da parte della BCE. Ossia all'inflazione, ossia alla fine dell'esperimento Euro, almeno come era stato concepito.

I ciarlatani che scrivono editoriali sui giornali invocando salvataggi e gli irresponsabili short-termisti che governano i 3/4 d'Europa possono raccontare tutte le balle che vogliono e riempirsi la bocca di tutti i paroloni che trovano nel vocabolario.

Intertemporal budget constraints have arguments no political bullshit can get rid of.

E' possibile un mix delle due ipotesi a) e b)?

Mi sembra piuttosto chiaro che di salvataggio in salvataggio si finisce alla BCE, che stampa i soldi, con la conseguente monetizzazione del debito. Tuttavia qualcuno potrebbe anche decidere di fermarsi prima: la Germania.

Ora il problema è il seguente: perché fidarsi della Grecia quando ha già imbrogliato sui conti ? I paesi "periferici" che temono il contagio vogliono il salvataggio perchè ragionano a breve termine e questo rafforza la posizione negoziale della Grecia (Sansone vs. Filistei ?). La Germania, giustamente tergiversa, memore dell'astuzia dei greci vuole dei covenants sui prestiti. Quindi in teoria dovrebbe concedere solo finanziamenti a 1, max 2 anni, che, grazie alla loro "seniority" rispetto al debito privato, potrebbero essere integralmente restituiti in caso di default. Un impegno a scadenza più lunga e per un importo maggiore, sostituendo il debito privato con quello statale, metterebbe i nuovi creditori nelle mani del debitore. E se la Germania regalasse veramente dei soldi alla Grecia, gli elettori non perdoneranno l'ingenuità del governante di turno (oltre a trovare il modo per uscire unilateralmente dall'euro).

Anche nel caso di ristrutturazione rimane comunque il problema del "moral hazard" greco. Infatti la Grecia lasciata a se stessa può solo fare default. A quel punto nessuno gli presterà più un euro e dovrà portare il bilancio in pareggio o in leggero attivo se vuole garantire qualcosa ai vecchi creditori. Per non trovarsi alla canna del gas avrebbe bisogno di una ristrutturazione "ordinata" che potrebbe portare a termine solo con l'aiuto del resto d'Europa. In questo caso l'onere maggiore ricadrebbe sui bondholder, che, casualmente, sono soprattutto francesi (ecco perché anche loro spingono per il salvataggio...) e tedeschi (ma forse frau Merkel si é rotta di togliere le castagne dal fuoco alle sue banche). L'unico modo per alleviarlo è negoziare gli aiuti solo a condizione di un recovery rate piuttosto elevato (80% o giù di lì). Spagna, Italia & co. naturalmente temono la ristrutturazione perchè costituirebbe un "precedente" visto nella loro prospettiva e qualcuno potrebbe pensare di smettere di comprare i loro titoli. Nel medio periodo però potrebbe essere una "soluzione" anche per loro. Amen

C'è in giro uno studio dell IFS che fa i conti dei vari tagli associati ai tre programmi elettorali: dovrebbe diventare lettura obbligatoria per i chiacchieroni nostrani.

Eccolo, per chi ha voglia di leggerlo.

Per alcuni paesi sono cazzi più amari degli altri (Grecia ovviamente in testa, noi, portoghesi e spagnoli a ruota) ma sono amari un po' ovunque. Un pelo d'attenzione al dibattito in UK lo prova, visto che il coraggio politico di Cameron ha forzato tutti gli altri partiti e l'elettorato inglese a confrontarsi con la realtà fiscale ed economica.

Notizia di oggi. Mervin King la vede nerissima. Io credo che invece gli inglesi non abbiano chiara la situazione, qua la discussione pre-elettorale verte sulla bonta' dei governi di coalizione rispetto a quelli a partito unico, o sistemi elettorali proporzionali versus sistemi maggioritari. Incredibile, credo la doccia fredda post-elezioni sara' tremenda.

In aggiunta all'OT, raccomando questo a chi volesse leggere del buon giornalismo sul rapporto IFS.