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Il debito greco ed il rischio sistemico

17 commenti (espandi tutti)

Consideriamo due scenari

a) si salva la Grecia. Costa 100 miliardi  di euro se non di  più (voi vi fidate delle misure di austerità greche?). Passa il messaggio che un paese Euro non può fallire. Gli altri PIGS (qui I=Italia) si mettono ad accumulare deficit come pazzi per comperare consenso elettorale, nella certezza che la EU pagherà il conto. Fra sei mesi si ricomincia. Salvare tutti i  PIGS costa 1000 (?) miliardi. La Germania non li ha e crolla tutto .

b) si butta fuori la Grecia dall'euro. Costa 50 miliardi di euro per salvare le banche tedesche ma i PIGS si pigliano una fifa della madonna, rigano diritto e  mettono a posto il loro bilancio. L'euro sopravvive. L'unico vero problema è come buttare fuori la Grecia visto che il trattato di Maastricht non prevede l'uscita di un paese. Le migliori menti legali tedesche stanno lavorando come pazze.

Io se fossi un tedesco  preferirei di gran lunga lo scenario b). Siccome sono un italiano, sono incerto - ma alla fine forse preferirei b).  

 

 

Spero nello scenario

c) si salva la Grecia. Costi dilazionati nel tempo. I PIGS si pigliano una fifa della madonna, rigano diritto e mettono a posto il loro bilancio.

diciamo che ci provo ad essere ottimista :-)

diciamo che ci provo ad essere ottimista :-)

Più che "ottimista" sei time inconsistent

Di buone intenzione è lastricata la strada per l'inferno e gli ottimisti sembrano gente ricolma di "buone intenzioni".

There is no free lunch, my friend. No free lunch.

dichiaro spudoratamente di non essere un economista, e di aver pochissima dimestichezza con la politica (mi occupo di scienza) . Ho avuto un offerta per restare negli USA, ma son tornato, sempre a causa del mio ottimismo. Con anche la speranza di veder crescere il paese che amo, ma che sempre piu' si allontana da come lo conoscevo e lo immaginavo io. Continuo ad essere ottimista in un paese dove i nostri politici mi fanno semplicemente rabbrividire.

Per es, leggo su Scajola: Il caso Biagi e le dimissioni
Nel 2002 venne assassinato il professore universitario Marco Biagi, consulente del governo. Scajola finì al centro di polemiche poiché il ministero da lui diretto aveva tolto la scorta a Marco Biagi nonostante questi avesse manifestato preoccupazione per la propria vita. Il 30 giugno 2002 il Corriere della Sera e il Sole 24 Ore pubblicarono una chiacchierata tra Scajola (in visita ufficiale a Cipro) e alcuni giornalisti.
« A Bologna hanno colpito Biagi che era senza protezione ma se lì ci fosse stata la scorta i morti sarebbero stati tre. E poi vi chiedo: nella trattativa di queste settimane sull' articolo 18 quante persone dovremmo proteggere? Praticamente tutte». E a questo punto il ministro sorprende i presenti quando gli viene detto che Biagi era comunque una figura centrale nel dialogo sociale: protagonista del patto di Milano, coautore del Libro Bianco, consulente del ministero del Welfare, della Cisl, della Confindustria. C'è un attimo di silenzio, Scajola volta le spalle, si blocca, azzarda: «Non fatemi parlare. Figura centrale Biagi? Fatevi dire da Maroni se era una figura centrale: era un rompicoglioni che voleva il rinnovo del contratto di consulenza. »
Tali affermazioni (in particolare l'ultima frase) inasprirono le polemiche e portarono alle dimissioni di Scajola il 4 luglio 2002

Il caso Alitalia
Scajola era ministro dell’Interno da qualche mese quando l'Alitalia affidò ai propri manager il compito di studiare l’istituzione di un volo quotidiano dall’aeroporto di Albenga (33 chilometri da Imperia, città natale del ministro e suo collegio elettorale) a quello di Roma Fiumicino. La nuova rotta, anche grazie all'interessamento del ministro, entrò in funzione Il 17 maggio 2002 e il nuovo collegamento venne presentato ufficialmente dall’amministratore delegato dell’Alitalia Francesco Mengozzi e dal ministro dell’Interno Claudio Scajola. Ma con la stessa velocità con cui era stato istituito, il collegamento diretto Albenga-Fiumicino venne soppresso dall’Alitalia poco dopo le dimissioni di Scajola dal Viminale. L’ex deputato di Rifondazione comunista Gigi Malabarba presentò una interrogazione parlamentare affermando che il massimo storico di passeggeri registrati su quel volo era stato di 18 unità. “Era un volo ad personam per il ministro Scajola”, sottolineò. Poco dopo il rientro di Scajola al governo, questa volta come ministro per l’attuazione del Programma (28 agosto 2003), ricomparve anche il volo ma non più tra le rotte di Alitalia, bensì con Air One, in regime di continuità territoriale con i contributi dello Stato: un milione di euro che il governo Berlusconi aveva messo a disposizione dei collegamenti aerei fra le aree più “decentrate”, ma anche il volo Air One in seguito venne cancellato nel 2007, quando Scajola non era più al Governo. Nel Governo Berlusconi IV Scajola è ministro delle attività produttive ed il volo Albenga-Fiumicino viene ripristinato.

Fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Scajola

Altro: Perugia, gli 80 assegni che accusano Scajola corruzione per 900000 euro,

E questo: Da "Se li conosci li eviti" di Peter Gomez e Marco Travaglio (Ed. Chiarelettere)

Insomma, questo e' il primo ministro dell'interno che e' stato in carcere, e che si sta occupando della costruzione delle centrali nucleari....

Secondo voi ho ancora margine per essere ottimista? Le mie speranze cominciano a vacillare. Ma siamo anche il paese che si sveglia sempre all'ultimissimo momento, appena prima dell'ultimo passo verso il baratro, ed allora diventa in grado di fare cose a volte straordinarie. E' una delle caratteristiche che ci ha contraddistinto negli ultimi anni e che spero sia rimasta.

Spero che la Grecia suoni come un campanello d'allarme in tutti noi: se andiamo sulla loro strada, seguendo l'andazzo di corruzione e di "mungitura" dello Stato, quest'ultimo prima o poi si ammala (o ci lascia le penne) per davvero...

Scusate lo sfogo ed l'OT...

scusate una domanda banale.

Non è possibile anche lo scenario 

d) si versano 100 miliardi per salvare la Grecia. La Grecia va in default sei mesi dopo e così non si salva Costas, non si salva l'euro, ma solo i creditori?

In tal caso, direi che sarebbero soldi buttati al vento e che sarebbe meglio tenerli in vista di future tempeste all'orizzonte, o no?

 

Sei un tedesco ipocrita e irresponsabile ! Caccia i marchi che ancora conservi sotto al materasso e paga le pensioni ai greci (che se le sono ben aumentate negli ultimi tempi..). Egoista!

Solo per te (che non sei ancora facebucchizzato...) ti riporto il mio pensiero, fanne tesoro!

Adesso trucco il bilancio delle mie società, poi mi compro (a debito) un panfilo di 50 metri e dopo un mese non lo pago, ma chiedo un aiuto economico a tutti voi, basandomi sul principio che sono troppo grasso per fallire (too large to fail). Non invento niente, è quello che stanno per fare con i nostri soldi per la Grecia. Solo che.... mi va bene anche 45 metri... 
<em>

con il fatto che ho il braccino corto salvo anche te che c'hai il panfilo comprato coi miei marchi :-)

a parte che la merkel, come detto altrove qui, è pressata dalle elezioni in NRW, ha ragione ha pretendere e il "too big to fail" non credo valga con la grcia, credo che sia squisitamente  -i numeri li ha dati Boldrin e son risibili, comparati ad altri stati- una questione di "faccia" per l'Euro e europa in genere. una sola domanda: ce l'hai la patente nautica :)

p.s. piu passan i secondi piu dò ragione ad Angelina e butto lì un'altra cosa su cui pensare: vi immaginate Draghi come governatore della EBC

una sola domanda: ce l'hai la patente nautica

A Napoli non avere la patente nautica è come se un Trentino non sapesse sciare. Comunque ce l'ho, ma preferisco andare a vela.

 

Non è possibile anche lo scenario 

d) si versano 100 miliardi per salvare la Grecia. La Grecia va in default sei mesi dopo e così non si salva Costas, non si salva l'euro, ma solo i creditori?

 

E' una variante del caso a), ma improbabile. La Grecia, se salvata, non potrebbe andare in default a breve - ci andrebbe se non attuasse il piano di austerità promesso. Sospetto insieme a qualche altro paese (oink oink)

In ogni caso, se il problema è salvare i creditori - cioè le banche tedesche, perchè non farlo direttamente? Ne hanno salvate tante in Germania, una in più  o una in meno...

 

a proposito di "slavataggi con promesse" : avuta la grazia, gabbato lo santo, ipse dixit.

Non sarebbero necessariamente soldi buttati. Manderebbero il segnale per il futuro che i creditori sono stati tutelati, che non è una cosa disprezzabile.

La Grecia in default, però, sarebbe un casino per il resto dei paesi euro: in questi anni molti paesi, tra cui l'Italia, hanno beneficiato da tassi di interesse più bassi perché appartenenti all'euro. Se l'implicita assicurazione che l'euro salva tutti viene meno, allora potremmo perdere parte di quel beneficio.

tutti i discorsi saltano : Berlino apre il portafoglio

http://www.corriere.it/economia/10_aprile_28/crisi-greca_502825e0-5299-11df-82ed-00144f02aabe.shtml

Non sarebbero necessariamente soldi buttati. Manderebbero il segnale per il futuro che i creditori sono stati tutelati, che non è una cosa disprezzabile.

"Creditori" "tutelati"? I beg you pardon? Ora chi presta soldi a rischio, compensato da tassi d'interesse che evidentemente riteneva congrui all'atto di acquisto del titolo, ora deve essere "tutelato" dal taxpayer tedesco o whatever?

Sarebbe QUESTO il rischio sistemico che dobbiamo evitare? Che chi presta denaro a rischio lucrandone poi viene rimborsato da me se le cose van male?

in questi anni molti paesi, tra cui l'Italia, hanno beneficiato da tassi di interesse più bassi perché appartenenti all'euro. Se l'implicita assicurazione che l'euro salva tutti viene meno, allora potremmo perdere parte di quel beneficio.

Non so quale teoria economica o quale evidenza empirica suggerisca quest'altra assurdita'. L'euro, se ha eliminato qualcosa, ha eliminato il rischio di cambio. Si e' anche ridotto il rischio d'inflazione, questo non tanto per l'euro ma per le politiche caute che i tedeschi hanno imposto alla ECB. Politiche che un salvataggio della Grecia tirerebbe dalla finestra.

Come avrete forse notato, i tassi sono stati BASSI anche altrove, in particolare USA ed UK. Infatti, i bassi (troppo) tassi sono il frutto di politiche monetarie eccessivamente permissive e sono la CAUSA di tutti i casini che durano da quasi tre anni.

Forse non ve ne rendete conto (invito ad un'attenta rilettura della unpleasant monetarist arithmetic di Neil and Tom, circa 1980) ma il salvataggio della Grecia che tutti desiderate (per tutelare questo, quello ed ora anche ... i creditori!!) ha una ed una sola conseguenza. La seguente: ECB will have to be forced to monetize the European public debt!

Ma due conti, dico due conti, non li fa proprio nessuno?

Anche la trasmissione di Oscar Giannino dell'altro giorno non ha messo in evidenza la natura di prezzo del tasso di interesse, ed il fatto che le politiche "accomodanti" degli ultimi anni hanno falsato questo prezzo con queste conseguenze.

Peccato.

Michele, posso essermi spiegato male, ma sono in buona fede.

Sarebbe QUESTO il rischio sistemico che dobbiamo evitare? Che chi presta denaro a rischio lucrandone poi viene rimborsato da me se le cose van male?

Quello che ho scritto era una risposta ad Axel che chiedeva se fosse inutile prestare soldi alla Grecia se questa poi va in default e quei soldi sono usati per ripagare i creditori. Non sto sostenendo che fare questo sia la cosa preferibile, ma solo che il fatto di non far perdere soldi ai creditori di per sè non è una cosa negativa. Quindi trattavo di quel punto specifico e non della migliore soluzione possibile. Poi sono d'accordo che, dovendo prioritizzare, ci sono modi migliori di usare i soldi che fare così.

Non so quale teoria economica o quale evidenza empirica suggerisca quest'altra assurdita'. L'euro, se ha eliminato qualcosa, ha eliminato il rischio di cambio. Si e' anche ridotto il rischio d'inflazione, questo non tanto per l'euro ma per le politiche caute che i tedeschi hanno imposto alla ECB. Politiche che un salvataggio della Grecia tirerebbe dalla finestra.

Chiarisco due punti:

1. Quello che intendevo dire qui è che l'ingresso nelleuro ha comportato minore spesa per interessi sul debito, una cosa che in un paese come l'Italia pesa molto. Giannino quantifica questo effetto in 7% del PIl qui:

http://www.chicago-blog.it/2010/04/27/litalia-e-il-rischio-post-greco/

Ho cercato velocemente, ma non sono riuscito a trovare dati off the shelf riguardo l'andamento storico dei titoli di Stato prima e dopo l'euro, oppure sulla spesa per interessi da parte dello Stato. Tuttavia vorrei capie se tu sei scettico a riguardo: dici che non è vero che la spesa per interesse sul debito in Italia e in altri paesi è stata più bassa come conseguenza dell'entrata nell'euro?

2. Sono d'accordo su inflazione e rischio cambio. Tuttavia, quello che stavo dicendo riguardava la questione della credibilità. Così come una banca "troppo grande per fallire" ha una sorta di assicurazione implicita che il Governo la aiuterà e non la farà andare in bancarotta, penso che l'entrata nell'euro, tra le altre cose, abbia avuto anche questa funzione di aumentare la credibilità dei paesi membri, perché si pensava che i paesi più grossi e in salute sarebbero andati in soccorso di quelli in difficoltà, in situazioni di last resort. I mercati efficienti tengono in conto anche questo tipo di effetto, se non sbaglio. Poi magari l'efficienza dei mercati funziona meno bene in un periodo di crisi acuta, questo non lo so.
Se accetti le mie premesse, il mio ragionamento è: se lasciano fallire la Grecia, allora vuol dire che diventa meno forte la convinzione che i paesi forti aiuteranno quelli che sono all'ultima spiaggia. Un cambiamento di questo tipo, potrebbe influenzare la valutazione che il mercato dà di questi paesi e questo si rifletterebbe nel fatto che gli interessi sul debito salirebbero, perché il mercato penserebbe che adesso è un pò più rischioso prestar soldi agli euro-paesi deboli. Di nuovo, non sto dicendo che questa sia l'unica cosa che succederebbe o la più importante, ma sto dicendo che è uno dei possibili esiti.

Non sto facendo una critica alla teoria economica. Il mio ragionamento si basa su questo assunto: la credbilità è importante in economia, sia in termini di time consistency delle decisioni che di aspettative da parte del mercato riguardo la capacità di qualcuno di fare quello che dice di voler fare (e.g. pagare interessi e principal sui titoli di stato). Se qualcosa modifica la credibilità, penso che questo si rifletta in qualche modo sulla valutazione che il mercato ha di te e quindi sulle condizione a cui ti presta soldi.
Dimmi se sbaglio in qualche punto.