Titolo

Il debito greco ed il rischio sistemico

1 commento (espandi tutti)

Michele ha esagerato. Ovviamente anche in un mondo con equilibri multipli ce ne sono di cose da studiare prima di chiudere baracca. Intanto, e' utile capire cosa sia un possibile esito di equilibrio e cosa non lo e'. Secondo, e' possibile studiare meccanismi istituzionali che eliminano certi equilibri indesiderati, c'e' tutta una branca dell'economia che non fa altro. Infine, c'e' veramente da capire come questi equilibri vengono scelti.

Non me ne intendo molto, ma sospetto che chi ha paura del systemic risk non abbia in mente il mio modellino, ma una versione dinamica, in cui i due naufraghi scelgono ogni giorno cosa fare, e certi eventi innescano reazioni a catena che portano rapidamente all'esito indesiderato. La nozione di equilibrio/esito di questa versione dinamica non e', come nel mio esempio, una lista di quanto si produce e consuma, ma una serie di tali liste che descrivono quanto si produce e consuma ogni giorno. Qui il problema della molteplicita' diventa enorme: per esempio, prendi il mio modello e considera la versione dinamica: esiste un esito in cui entrambi producono 2 nei giorni pari e 1 nei giorni dispari. Oppure 2 nei giorni che finiscono con il 3. Ma anche in questo caso non si tratta di chiudere baracca, ma di pensare a meccanismi che conducano all'esito desiderato. Non si puo' dire che "salvare la grecia" sia uno di tali meccanismi senza avere un modello (non solo teorico, ma anche empiricamente valido: e cioe', davvero la grecia con le dimensioni che ha puo' scatenare la crisi mondiale?) che spieghi perche' la grecia puo' scatenare la reazione a catena. Questo, credo, il senso el commento di michele e del mio in un thread nel post sulla cina.