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Il debito greco ed il rischio sistemico

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Posto che il ragionamento in linea di massima mi torna, ho due punti:

1. Mi pare sia un ragionamento di equilibrio, ma come ho scritto altre volte una linea di credito serve al massimo a guadagnare tempo (quindi conta la dinamica, come ci arrivi all'equilibrio). Guadagnare tempo serve due scopi: (a) permettere a Costas di approvare le riforme che gli permettano di rendere il debito piu' sostenibile (b) giungere ad una situazione migliore per l'economia globale. Il punto è che la manovra messa in piedi deve essere abbastanza credibile da guadagnarlo, il tempo. Io ho qualche dubbio che questa manovra sia credibile (e anche il "mercato" lo pensa, visto che il CDS continua ad allargare). Se ho capito bene Michele sostiene che guadagnare tempo sia inconsistente perché delle due l'una: o il debito è insostenibile e quindi ogni gioco di prestigio sarà inutile a ritardare il default greco, o il debito è sostenibile e quindi ogni gioco di prestigio sarà inutile punto.

2. Il rischio sistemico: per me più che le banche riguarda gli stati. Al momento il focus è interamente sulla Grecia, e vista la rilevanza dell'economia greca (e i numeri del debito greco) questo è un bene, dal momento che 300 miliardi di EUR di debito impallidiscono di fronte ai 1800 miliardi di EUR dell'Italia. Michele dice, se si salva la Grecia poi bisogna salvare anche gli altri quattro: secondo me no, a patto che gli altri quattro approfittino del tempo concesso dalla crisi greca per fare le riforme necessarie a rendersi più solvibili agli occhi dei mercati.

 

 

Proviamo a vedere la questione dal punto di vista politico: per rendere sostenibile il debito pubblico il primo ministro George Papandreou ( http://en.wikipedia.org/wiki/George_Papandreou_(junior) ) dovrebbe, secondo quanto riporta l'autorevole settimanale The Economist ( http://www.economist.com/opinion/displaystory.cfm?story_id=15908513 ), procedere ad un aggiustamento pari al 10% del PIL.

La Grecia come paese potrebbe sopravvivere a quasta mazzata, Georege Papandreou come politico certamente no. La strategia di George, dettata dall'istinto di sopravvivenza, è quella di di fare in modo che qualcun altro, per esempio la Cancelliera Merkel, paghi il conto. Solo che se lo fa, e costringe i Tedeschi che vanno in pensione a 67 anni a pagare per sostenere i Greci che ci vanno a 50 è lei che salta.

Quindi a lei conviene il default: anche se alla fine dovesse pagare anche di più per salvare le banche tedesche, sarebbe più facile da giustificare politicamente.

PS. Non si potrebbe abbandonare il nomigliolo Costas? Per me da origine ad equivoci: http://en.wikipedia.org/wiki/Kostas_Karamanlis

 

Se ho capito bene Michele sostiene che guadagnare tempo sia inconsistente perché delle due l'una: o il debito è insostenibile e quindi ogni gioco di prestigio sarà inutile a ritardare il default greco, o il debito è sostenibile e quindi ogni gioco di prestigio sarà inutile punto.

Mi sono allora spiegato male.

Guadagnare tempo, dando ai Greci la possibilità di rifinaziarsi a tassi non troppo alti mi sembra saggio. Per questa ragione ritengo una buona cosa le linee di credito.

Pagare invece il debito greco mi sembra una pessima idea.

Sostenere che "bisogna" pagarlo perché altrimenti vengono giù il PIIS e l'euro "crolla" (whatever that means) mi sembrano argomentazioni incoerenti.

Infine, usare gli argomenti del tipo "panico", "equilibri multipli", "rischio sistemico" per effettuare salvataggi di banche e paesi indebitati ogni volta che c'è una situazione di crisi mi sembra un virus da debellare. Dubito sia purtroppo possibile visto il controllo che le parti in questione esercitano sui media, l'ignoranza della stampa economica e la cattiva fede dei principali attori.

Ah, allora direi che siamo d'accordo anche stavolta. Bene, cioé male, non avevo capito un bigolo. Saranno stati i sunspot?