Titolo

Il surriscaldamento (globale) della blogosfera e il metodo scientifico.

8 commenti (espandi tutti)

Re(1): Dubbi

massimo 25/11/2009 - 11:35

 

Vorrei unirmi a questo appello.

E' profondamente scorretto ed intellettualmente disonesto adoperare i termini "negazionismo" e "negazionista" per riferirsi a chi dubita della teoria del riscaldamento globale.

Le parole sono pietre, e questi termini hanno un'origine ben precisa: "Il negazionismo di un evento storico come un genocidio o una pulizia etnica o un crimine contro l'umanità è un termine che indica un atteggiamento storico-politico che, utilizzando a fini ideologici-politici modalità di negazione di fenomeni storici accertati, nega contro ogni evidenza il fatto storico stesso."

http://it.wikipedia.org/wiki/Negazionismo

In quel caso si tratta di negare non solo un fatto già avvenuto (e non una prospettiva futura), ma soprattutto un fatto che ha generato una grande riprovazione morale. Definire "negazionista" chi dubita di una teoria vuol dire accostarlo moralmente agli autori e complici di criminali contro l'umanità, e questo è inaccettabile.

Inoltre siccome in alcuni paesi il negazionismo è un reato penalmente perseguibile (vedi infra: La frequenza delle prese di posizione negazionistiche ha indotto vari paesi a sanzionare penalmente tale atteggiamento. In alcuni paesi (Austria, Belgio, Francia, Germania) è reato la negazione del genocidio del popolo ebreo, mentre in altri (Israele, Portogallo e Spagna) viene punita la negazione di qualsiasi genocidio. Norme antinegazioniste sono state introdotte anche nella legislazione di Australia, Nuova Zelanda, Svezia, Lituania, Polonia Repubblica Ceca, Slovacchia, e Romania[1]. In genere è prevista come pena la reclusione, che in alcuni paesi può arrivare fino a dieci anni.) utilizzare questo termine equivale a sostenere surrettiziamente che chi dubita pubblicamente della teoria del riscaldamento globale debba essere penalmente perseguito o quantomeno moralmente condannato.

Sono d'accordo che il "climategate" non prova che la teoria del riscaldamento globale sia oggettivamente falsa; prova peró che molti dei più influenti sostenitori sono disonesti. Puó darsi benissimo che nei fatti i disonesti (i catastrofisti) risultino nel giusto e che gli onesti (gli scettici? gli agnostici?) risultino in errore, ma è intollerabile che i disonesti gettino fango sugli onesti.

 Quindi, per concludere: MAI PIÚ i termini "negazionismo" e "negazionista" per favore.

 

"Il negazionismo.... un termine che indica un atteggiamento storico-politico che, utilizzando a fini ideologici-politici modalità di negazione di fenomeni storici accertati, nega contro ogni evidenza il fatto storico stesso."

E' ESATTAMENTE IL PUNTO. Perche' e' esattamente quella l'accusa che si volge agli "scettici".

Scusa tanto, ma CON TUTTO IL MIO IMPEGNO, molti degli interventi scettici che ho letto in questi due giorni mi paiono proprio IDEOLOGICO-POLITICI, ad iniziare dal post di Aldo Rustichini, che trovo una manipolazione - superficiale o sapiente che sia - ingiustificabile di fronte alla enormita' dell'evidenza scientifica che Giorgio ha molto parzialmente (per motivi di spazio, ovviamente) presentato. Senza poi contare la statura intellettuale di Rustichini...

E' ovvio che chi studia economia storce il naso all'idea di dover limitare i consumi, perche' se realmente dovesse accadere sarebbe come dire a un forestale "non puoi tagliare alberi" o a un agricoltore "non puoi fertilizzare".

Questa e' l'unica, semplice spiegazione che sono stato in grado di darmi per comprendere la grantica, recidiva, endemica resistenza con la quale chi studia economia (e molte altre categorie di persone, ma sto parlando di questo forum) si oppone all'idea di un cambiamento climatico antropogenico: e' un fatto ideologico-culturale molto poco giustificabile, soprattutto perche' il gruppo di persone che lo attua e' in possesso degli strumenti culturali necessari per un dialogo costruttivo e non... Ostruzionista.

LA RIPROVA, e' che i "catastrofisti" (scherzosa auto-denigrazione) in questo forum sono CASUALMENTE “scienziati” (il sottoscritto, Gilestro, Berrettini, Bertolotti…), mentre molti degli economisti hanno un tono addirittura molto sciettico nonostante il consenso della comunita' scientifica climatologica sull'argomento sia praticamente unanime da parecchi anni. 

Con questo, non voglio dire che il tuo argomento non sia corretto in linea di principio - perche' il cambiamento climatico POTREBBE, in via del tutto ipotetica, non essere causato dall'uomo (mentre invece i genocidi possono essere provati in maniera inconfutabile). 

TUTTAVIA, l'uso della parola "negazionista" non e' vile', ma e' comprensibile perche' nasce dall'esasperazione di chi si interessa di questo argomento da anni (o da una vita) e si vede ignorato o deriso nonostante abbia tante, ma tante ragioni dalla sua….

 

Re(3): Dubbi

massimo 26/11/2009 - 09:45

 

Il tuo commento implica due cose:

1) chi non è d'accordo con te è un farabutto criptonazista

2) gli "scienziati" (qualunque significato si voglia dare al termine) sono moralmente superiori agli economisti.

Su questa basi non è possibile un sereno scambio di idee.

Mi pare che tu abbia letto frettolosamente, dunque rispondo ai tuoi punti.

1) Io sto dicendo che chi non e' d'accordo col'AGW, DEVE ESSERE CORRETTO. Non capisco come tu faccia a parlarmi di "sereno scambio di idee" quando un intellettuale come Rustichini mette assieme numero 2 osservazioni per DENIGRARE L'INTERA RICERCA AMBIENTALE e mettere in discussione l'AGW sul quale concordano migliaia di ricercatori (ciascuno dei quali ha per altro un incentivo enorme, in termini di prestigio, a sconfessare la sopra citata teoria) in maniera unanime. 

Lo scetticismo e la resistenza sul AGW sono comprensibili da parte del general public, ma gli intellettuali devono comprortarsi da intellettuali e muovere critiche precise, basate sui loro preconcetti - e' inevitabile - ma non sulle sensazioni...

E' proprio per questo motivo - per essere corretto (e non coprirmi di ridicolo) - che non ho mai criticato un articolo sui temi economici in questo forum.

2) Gli "scienziati" hanno un'ideologia diversa dagli economisti - oltre ad avere una affinita' maggiore alla materia, che si traduce automaticamente in una maggiore acq uisizione di informazioni a riguardo.

Questo, senza contare che i climatologi sono praticamente tutti amanti del freddo, della neve e del ghiaccio: se c'e' gruppo di donne e uomini che ha un incentivo psicologico enorme per ottenere evidenza contraria all'AGW sono proprio loro.

Detto questo, non so se hai notato che ho usato la parola "scettici".

 

[...] gli intellettuali devono comprortarsi da intellettuali e muovere critiche precise, basate sui loro preconcetti - è inevitabile - ma non sulle sensazioni...

[...]

2) Gli "scienziati" hanno un'ideologia diversa dagli economisti - oltre ad avere una affinità maggiore alla materia, che si traduce automaticamente in una maggiore acquisizione di informazioni a riguardo.

Mi contraddico? Ebbene si, mi contraddico!

Vedi, io capisco che tu non capisca e non veda il problema con le tue due affermazioni precedenti (ed anche quella sotto 1), ma Aldo è grandino e non ha bisogno di difensori d'ufficio).

Purtroppo lo capisco.

Ma è proprio il capirlo ed il leggere stronzate (sì: "esse ti erre o enne zeta a ti e") come quella in 2) che mi fa dubitare alquanto che NON vi sia pregiudizio ideologico e conformismo intellettuale in questa levata di scudi di fronte alla lesa maestà "A"!

P.S. Che poi uno riesca a contraddirsi cosi palesemente nello spazio di 4 righe (senza accorgersene) è indizio d'altre cose, ma è solo un indizio, inutile farci sopra delle teorie.

Professor Boldrin,

Rustichini ha appena scritto un ottimo intervento a rettificare il suo precedente: stranamente, muove critiche precise.... (e l'intervento e' molto piu' divertente del precedente).

Vero che non vedo le mie contraddizioni - O QUASI, perche' ho anche specificato che la comunita' scientifica dei climatologi ha una ideologia che dovrebbe facilitare la scoperta di un GLOBAL COOLING invece che di un global warming... Mentre quello che mi e' sfuggito e' il SUO punto (non espresso, ed effettivamente piu' forte del mio) che gli scienziati tendono a pensare in termini di teoria, e quest'ultima - in questo caso - prevede un global warming al 100%.

Beh, alla fine ho finalmente razionalizzato perche' gli scienziati sono sempre visti come arroganti e spocchiosi. 

a rettificare il suo precedente

??

Avendolo letto e "editato" dubito alquanto vi siano rettifiche nel pezzo di Aldo.

Se poi non capisci dove sia la contraddizione nelle tue asserzioni, cosa vuoi che ci faccia io?

Ok, siccome io ho questa cosa delle "tre volte" e tu sei solo alla seconda, ci riprovo.

La contraddizione sta, figliolo, che mentre prima invochi che le nostre "sensazioni" (whatever that means) non dovrebbero influenzare la nostra attività di ricerca, poche righe più sotto, in 2), ti lasci andare alle tue impressioni del tutto gratuite su chi siano gli scienziati e chi no ed in che senso siano diversi dagli economisti. Avendo essi un'affinità diversa alla materia (ma quale? La discussione è completamente di statistica e matematica, figliolo!) essi raccolgono più dati, e via dando giudizi che non si capisce su cosa si fondino se non, appunto, le tue sensazioni. And thereby the contradiction.

Sai perché la gente sta zitta, qualche volta? Perché studia. Poi, dopo aver studiato, parla.

Lei "castiga" come un matto, professor Boldrin,

Ma e' anche una persona estremamente corretta e questo vorrei sia chiaro, lo apprezzo molto.

Ho effettivamente reputato quelle mie "sensazioni" come veri e propri assiomi: se la generalizzazione che postula l'affinita' degli scienziati per le materie che studiano e' fallace, allora cado proprio dalle nuvole, come un novellino.

Non concordiamo su di Rustichini, perche' ha ripetuto il suo precedente articolo, ma includendo accuse precise che richiamano fatti, avvenimenti, dati, persone in un quadro organico e coerente... Ovvero, ha "rettificato" il pezzo precedente, il quale attaccava una teoria scientifica ormai istituita - cosa di per se assolutamente legittima - con un supporto lacunoso e confusionario: apparendo inevitabilmente, anche un po' dolorosamente, fratello (seppur maggiore!) di altri sterili, controproducenti attacchi a nozioni ritenute acquisite...