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Io sto con la Binetti (per motivi diversi)

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"in quanto appartenente ad un gruppo debole o oggetto di discriminazione o pregiudizi".

Come si fa, di fronte alle miriadi di esperienze storiche negative, a non capire che definizioni del genere sono arbitrarie e foriere d'ogni tipo di abuso ed arbitrio? Come si fa a non capire che - lo dico seriamente - i "deboli" (ossia: quelli di bassa statura, emaciati, non atletici, pallidi, con pochi muscoli, magari un po' pavidi ...) sono pure oggetto di "violenza e discriminazione" ogni volta che finiscono in una lite o scazzottata con i "forti" (ossia: quelli di alta statura, sanguigni, atletici, rubicondi, con molti muscoli, magari un po' aggressivi  ...)? E che quelli con l'IQ nei paraggi di 100 sono discriminati dal progresso tecnologico che gli impedisce, per esempio, di diventare neuroscienziati o anche solo di scrivere code?

Perché non fare delle aggravanti/attenuanti basate sulla body mass, la velocità con cui si corrono i 200 metri, i kili che si sollevano ed il voto ricevuto in educazione fisica?

E i tonti? Perché non generalizzare l'affirmative action anche ai tonti? Non sono forse platealmente discriminati ai piani alti di ogni professione?

Mi rendo conto che questo sia oramai il vero e dominante "pensiero unico" mondiale, fare ingegneria sociale a seconda delle mode del momento e di chi grida di più, ma non mi stancherò mai di ripeter con Hayek that this is the road to serfdom. Ricoperta di buone intenzioni, ma sempre alla servitù ed all'arbitrio dei potenti conduce.

e da questo chi ci difende? http://www.youtube.com/watch?v=qY6w0CUA63s

Da guardare fino alla fine. Notare che in itaglia sarebbero state le fdo a menarli atlroché...