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Io sto con la Binetti (per motivi diversi)

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Premetto che l'opinione espressa da Andrea Moro nell'articolo mi trova d'accordo al 100%, mentre i commenti postati da Michele Boldrin mi trovano d'accordo al 200%, vorrei fare due considerazioni "collaterali" al dibattito.

1. Per lo stato italiano gli omosessuali legalmente NON ESISTONO, non possono sposarsi, non possono adottare ecc. ecc. però si vuole fare una legge per punire chi incita "a commettere o commette atti di discriminazione (...) fondati sull'orientamento sessuale o sull'identità di genere"

Ricorda solo a me le grida manzoniane?

2.Se la legge fosse stata approvata che valore di "deterrenza" avrebbe avuto nel mondo reale?

Mi spiego:  i soggetti che aggrediscono la gente per strada non credo si facciano seghe mentali tipo "sai adesso se meniamo ai fr...i c'è l'aggravante omofobica ai sensi dell'articolo...comma ".

Poi, tempo un mese,  tutti saprebbero che si può continuare a picchiare gli omosessuali evitando le aggravanti, basta dichiarare (sempre se ti prendono, cosa che non succede quasi MAI) che lo si è fatto perchè erano "romanisti, laziali, ti avevano guardato male, li avevi scambiati per l'ex di tua cognata" insomma tutto tranne perchè erano gay anzi "ci ho anche degli amici gay sono persone sensibbilissime".

 

 

 

 

2.Se la legge fosse stata approvata che valore di "deterrenza" avrebbe avuto nel mondo reale?

Nessuna ovviamente, la battaglia è per il riconoscimento dei diritti degli omosessuali e quella legge è un modo come un altro di portarla avanti. Quello che fa schifo è la motivazione reale che ha portato all'affossamento della legge. Per quello ho scritto che è anche possibile, a mio parere, tenere il dibattito in superficie e scagliarsi contro lo stato socialista che controlla le nostre vite e le nostre menti. Ma è inutile e fuorviante.

scusa Johnny, mi sono spiegato male evidentemente, la mia voleva proprio essere una domanda retorica.

Sinceramente sono molto irritato dal comportamento del PD.

Se ritengono i diritti dei gay importanti allora propongano delle VERE leggi al riguardo e inseriscano la cosa nel loro programma. Non mi sembrerebbe una differenza da poco rispetto allo schieramento avverso.

Comodo proporre una leggina inapplicabile, per mostrare come siamo sensibili ed interessati al potenziale elettore, senza entrare nel merito delle vere questioni (matrimonio, adozione, ecc.) anzi restando molto, molto sul vago al riguardo.

Cit. dal programma del PD:

Il Governo del PD promuove il riconoscimento giuridico dei diritti, prerogative e facoltà delle persone stabilmente conviventi, indipendentemente dal loro orientamento sessuale.

 

Re: Pensierini

davide.p 16/10/2009 - 13:04

Credo che la dicotomia di fondo del dibattito fra quelli a favore dell'aggravante e quelli contro, risieda fondamentalmente nello iato fra l'ideale e la realtà.

In linea di principio credo che sia inattacabile il fatto che tutti dovremmo essere uguali davanit alla legge. Tutti dovrebbero essere tutelati e puniti allo stesso modo per ciò che facciamo e non per le motivazioni.

La realtà dei fatti però è leggermente diversa. In questo periodo storico (forso solo per una di quelle mode mediatiche tipiche dell'informazione di massa. Ci vorrebbero dei dati, ma io non ce li ho) sembra che ci sia un'ondata di violenze contro un determinato gruppo sociale. I gay. Non gli Juventini, non gli interisti, non i grassi.

Ora lo stato può barrricarsi dientro a un "eh...mica possiamo discirminare quelli che picchiano i Gay rispetto a quelli che picchiano gli Juventini". Onestamente questo ragionamento non sta in piedi. O può prendere atto che un gruppo è più "a rischio" e cercare di tutelarlo. Non ci trovo nulla di scandaloso in questo, anche se idealmente non dovrebbe essere così.

Probabilemente ci sono anche altre vie per tutelare un gruppo di cittadini (qualcuno nei commenti sopra ne indicava alcuni), ma il fatto che il parlamento prendo una posizione in merito attraverso lo strumento legislativo poteva essere un messaggio. Un segnale a quelli che "vanno a menà i froci". Il segnale sembra essere più quello del "fatti loro (dei gay)" piuttosto che "lo stato li vuole proteggere".

Davide

PS: aggiungo un commento. Mi disturba leggere una riga sulla superiorità di del QI di alcune razze rispetto ad altre. Vorrei saperne di più. Trovo il commento abbastanza impengativo e un po' buttato la. Mi stupisce un po che non sia stato ripreso e commentato

"QI di alcune razze rispetto ad altre"

Da Wikipedia:

Mentre i punteggi QI dei membri di differenti gruppi etnici sono distribuiti per tutta la scala QI, i gruppi etnici hanno valori medi di QI differenti tra loro. Analizzando i risultati dei QI e raggruppando gli individui secondo la loro appartenenza etnica, si sono ottenuti i seguenti risultati riguardo le principali etnie presenti negli USA: gli ebrei-ashkenaziti e gli orientali hanno punteggi medi superiori a quelli dei bianchi europei, mentre gli ispanici e gli afroamericani ottengono medie dei punteggi QI inferiori.

L'interpretazione dei risultati è stata controversa fra gli esperti. Alcuni affermano che esistono realmente differenze interetniche nel QI, per cui i test del QI standard non sarebbero universalmente validi e dovrebbero invece essere localizzati. Ma la maggior parte degli esperti concorda nel ritenere che i risultati rivelano semplicemente le differenze socioeconomiche tra le varie etnie: ad esempio, è molto difficile trovare una persona senza istruzione superiore tra gli ebrei, che appartengono alle classi medio-alte della società; al contrario, negli USA, le classi sociali più svantaggiate sono composte prevalentemente da ispanici e afroamericani. Risalta, comunque, la differenza tra QI medio degli ebrei-ashkenaziti rispetto ad altri gruppi di ebrei: sembrerebbe, dunque, che i test QI sarebbero viziati all'origine, misurando soltanto un certo tipo di intelligenza.

 

la maggior parte degli esperti concorda nel ritenere che i risultati rivelano semplicemente le differenze socioeconomiche tra le varie etnie:

Da quanto mi sembra di leggere allora più che una questione di QI legata alla razza, (qui viene chiamata etnia che mi pare più appropriato), la questione del QI mi pare legata alla peggio ad una questione sociale (i.e. alcune etnie sono più povere di altre, indi meno educate etc.), se non ad una questione di formulazione del test del QI.

L'affermazione riportata nell'articcolo che si sta commentando mi sembra tutt'ora un po' buttata li. Sembra dire, alcune razze hanno un QI superiore di altre, più che per una questione di razza (qui si parla infatti di discriminazioni raziali) e non per questioni di posizione sociale. Magari è solo una mia fissazione o ipersensibilità, ma volevo dire la mia. grazie per i percorsi di studio indicati.

a me pareva scontato, ovviamente non è una questione biologica ma sociale.

Che la biologia c'entri poco o nulla mi sembra molto probabile.Ma non certo.

E' certo che la "razza" influenzi il tono muscolare e la massa corporea, non vedo perchè escludere che influenzi altro.

La diffusione di geni(pochi) e cretini di ogni colore esclude che sia un fattore primario, non che non esista.

Il tema dei differenziali dell' IQ tra etnie è molto delicato. Liquidarlo dicendo che dipende da questioni socioeconomiche mi sorprende, ricordavo un diverso stato dell' arte.  

Il famigerato The Bell Curve insisteva sulla componente genetica portando acqua (numeri) a quel mulino.

La linea di difesa più appropriata consisteva nel riconoscere l' esistenza di un effetto Flynn e nel puntare sul fattore culturale accantonando quello socio-economico:

The differential between the mean intelligence test scores of Blacks and Whites...does not it simply reflect differences in socio-economic status. Explanations based on factors of culture may be appropriate, but so far have little direct empirical support (American Psychological Association task force chiamata a replicare al Murray della Bell Curve)

Insomma, cio' che bisogna combattere è, per esempiop, l' atteggiamento dell' acting white e simili prima ancora che le diseguaglianze economiche.

 

 

 

ho detto sociale e intendevo culturale e cioè non biologica (naturale).

PS: aggiungo un commento. Mi disturba leggere una riga sulla superiorità di del QI di alcune razze rispetto ad altre. Vorrei saperne di più. Trovo il commento abbastanza impengativo e un po' buttato la. Mi stupisce un po che non sia stato ripreso e commentato

Beh non e' stato ripreso perche' il post non parlava di quello, ma di aggravanti nel diritto penale. La letteratura sull'argomento e' sterminata e, credimi, non vale nemmeno la pena di riprenderla. Basti pensare che i dati su QI e' possibile raccoglierli solo quando l'intervistato e' in grado di rispondere. Per esempio il grosso dell'evidenza presentata da The Bell Curve usa dati raccolti quando gli intervistati hanno 16/17 anni. Gli autori sorvolano abbastanza allegramente riguardo cosa sia successo nei 16 anni precedenti l'intervista e si avventurano a dare interpretazioni genetiche (che, sia ben chiaro, sono legittime, ma necessitano di dati ben diversi - ammesso che sia possibile ottenerli).