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Io sto con la Binetti (per motivi diversi)

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Cerco di pensare, non sono un giurista, come un liberale giustificherebbe un' aggravante sulla base delle funzioni della pena richiamate nell' articolo.

L' aggravante per associazione mafiosa è giustificata dal fatto che il mafioso gode di un reticolo di complicità che ne ostacla la cattura. L' elevato rischio di sfuggire alla pena ne giustificherebbe l' inasprimento.

L' aggravante per futili motivi è attribuita a chi, poco meno che folle e con gravi problemi di self control, necessita di una lunga rieducazione.

Ma l' aggravante per "reati commessi con finalità inerenti all' orientamento sessuale della vittima"?

 Per me, anche giudicare socialmente pericoloso o fonte di corruzione morale l' ostentazione orgogliosa di un certo orientamento sessuale, costituisce un' idea lecita finchè non degenera. Probabilmente è l' idea della Binetti e del Papa. Ma se è così, non esiste nessuna rieducazione extra da fare, e quindi nessuna aggravante da imporre.

Nessuno del resto potrebbe sostenere che un' idea simile sia più criminogena della sete di ricchezza che anima una comune rapina, non c' è quindi neanche una extra deterrenza da imporre.

Inoltre, perchè pensare al gay come ad un soggetto debole circondato dal comune disprezzo e non in grado di difendersi quando interviene la violenza (l' altro giorno due aggressori sono stati suonati di santa ragione)? O perlomeno, perchè pensarlo più debole di altre categorie, per esempio del pedofilo scarcerato di cui si parlava più sopra (ma c' è una miriade di esempi) e per cui nessuno si sognerebbe di proporre aggravanti?

Sicuramente esistono altri modi che io non conosco per giustificare la presenza di un' aggravante? Ma sono modi accettabili per un liberale desideroso di non interferire nella libertà di pensiero e di espressione altrui?

Inoltre, perchè pensare al gay come ad un soggetto debole circondato dal comune disprezzo e non in grado di difendersi quando interviene la violenza (l' altro giorno due aggressori sono stati suonati di santa ragione)?

Forse perché oggettivamente in alcuni contesti sociali lo è?

Recentemente ho visto il filmato di due ubriachi violenti che pestavano due che ritenevano travestiti.
Le loro facoltà mentali erano ottenebrate dal pregiudizio e dall'alcool ed i due violenti non potevano quindii accorgersi che le vittime della loro violenza erano in realtà dua prestanti lottatori di arti marziali che si recavano ad una festa in maschera. Opportunamente mascherati.
Dove sta l'inghippo?

Chi usa violenza non conosce le vittime ma le aggredisce per la loro palese appartenza al gruppo dei "travestiti". Crede di aggredire un soggetto debole ma dopo pochi secondi si ritrova steso a terra e la realtà cambia.
Qui abbiamo un reato compiuto non contro la singila ersona in quanto tale ma contro la persona in quanto appartenente ad un gruppo. Che poi il gruppo sia ebrei, juventini, neri, gialli, buddisti, omosessuali, bambini, donne incinte, la cosa non impotra. La violenza (o la discriminazione)su una persona in quanto appartenente ad un gruppo per me è è giustamente un'aggravante.

FF

La violenza (o la discriminazione)su una persona in quanto appartenente ad un gruppo per me è è giustamente un'aggravante.

Ma, Francesco, lo è hic et nunc!

Se, domattina, cambiasse la sensibilità generale e la maggioranza delle persone ritenesse che uccidere un obeso è buono e giusto, perché produce un danno alla società, e le norme recepissero la cosa, tale omicidio non solo non avrebbe aggravanti ma nemmeno sarebbe punito!

Ti pare accettabile?

Ma, Francesco, lo è hic et nunc!

Se, domattina, cambiasse la sensibilità generale e la maggioranza delle persone ritenesse che uccidere un obeso è buono e giusto, perché produce un danno alla società, e le norme recepissero la cosa, tale omicidio non solo non avrebbe aggravanti ma nemmeno sarebbe punito!

Ti pare accettabile?

A me non pare, perché come discriminante, come linea di confine, mi rifaccio alla dichiarazione universale dei diritti dell'uomo. Seguendo questa regola, discriminare un nero (giustificandone l'uccisione) o discriminare un grasso ( giustificandone l'uccisione) è identico per cui leggi nazionali che (pur a maggioranza) indicassero attenuanti per questi due reati sarebbero sbagliate e contrare al diritot internazionale.
Sarebbero invece giuste (e giustificate) in entrambi i casi leggi che considerassero aggravanti sia l'uccisione del nero, in quanto tale che quella dell'obeso, in quanto tale.
Io quindi consiglio una lettura di detta dichiarazione per capire cosa è accettabile e cosa no.

Per ogni violazione per me è accettabile un'aggravante, soprattutto per i primi articoli, in ordine numerico, soprattuto il due (considerando quanto scritto nel sette).

Francesco

 

 

 

Recentemente ho visto il filmato di due ubriachi violenti che pestavano due che ritenevano travestiti.

Mi ero promesso di lasciar stare dopo l'ultimo commento che ho messo 5 minuti fa, ma mi mangio la parola data a me stesso.

Scusami la brutalità dei termini, ma quanto scrivi è falso! Mi viene da scrivere che è il prodotto dei tuoi pregiudizi che producono una "selective memory" del video in questione. Ma non lo scrivo: forse il video l'hai semplicemente guardato di fretta. Io no: aveva molto divertito mio figlio che me l'ha fatto vedere.

Nel video si vede chiaramente che i due ubriachi (che poi sono tre) si scazzottano con TUTTI! Infatti, la ripresa inizia con una rissa fra maschi, fra cui ci sono anche i due che poi alla fine le prendono dai lottatori travestiti. Poi i due si allontanano, hanno un alterco con altre persone "normali", molestano delle donne che passano e finalmente si mettono a fare i coglioni con il gruppo di "travestiti".

Quindi non è vero un piffero che, almeno nel caso del video, l'aggressione avvenga perché i due pensano di darle a dei travestiti: non c'è audio, nel video, e quanto si vede suggerisce che i due sono solo due dementi ubriachi (uno in particolare) che piantano risse con chiunque incontrino.

Ecco, questo è un perfetto esempio delle follie giudiziali che la gente come me considera la conseguenza naturale del vostro desiderio di educarci e renderci tutti migliori a botte di leggi, prediche, aggravanti, attenuanti, discriminazioni alla rovescia, azioni affermative e via elencando ingegneria sociale.

Scusami, ma l'hai servito tu su un piatto d'argento l'esempio. Non ho potuto fare a meno di notarlo.

Scusami, ma l'hai servito tu su un piatto d'argento l'esempio. Non ho potuto fare a meno di notarlo.

Non devi scusarti, per carità.

Anche perché io non sono ebreo, omosessuale, negro, basso, alto, zingaro, handicappato o milanista.
Ovvero, ... due o tre di queste cose mi caratterizzano ma non vi dico quali.

Tuttavia nei commenti che io ho letto (e tu forse no) sull'episodio in questione (e che non posso assolutamente verificare come veri o falsi) la strada del pestaggio  viene citata come "freqentata abitualmente da transessuali" e questo era associato con la spedizione punitiva degli ubriachi di turno. Che appunto per questo se la prendevano con tutti quelli di passaggio.

Un po' come andare al parco ravizza a milano a menare trans (almeno 20 o 30  anni fa questo era il ritrovo, non so ora e non mi interessa particolarmente saperlo).

Come dicevo, questo è il contesto narrato.

Poi che sia vero o falso è da vedere.
E il lavoro di un giudice, non mio o tuo.

Poi se fosse vero per me è giusta l'applicazione di un'aggravante.
Se fosse falso allora no.

Ma l'aggravante deve essere prevista per i casi in cui è applicabile.

Francesco