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Io sto con la Binetti (per motivi diversi)

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Non m'interessa parlare della Binetti, se non per dire che ha tutto il diritto di pensarla come crede e di renderne edotto il mondo. Esattamente come ho io la stessa facoltà di dichiarare che considero bullshit le sue idee e patetico il suo cilicio. Allo stesso modo, chiunque può legittimamente sostenere che le mie posizioni siano demenziali. Non mi offendo, magari m'incazzo nella discussione, ma non posso e non voglio impedire ad alcuno di esternare le proprie convinzioni: ambirei fossero adeguatamente motivate, per la verità, ma questo è un altro discorso.

Ma non è questo il punto che solleva Andrea, con il quale sono perfettamente d'accordo.

Qui si tratta di valutare se - astraendosi dal caso specifico e da qualunque altro singolo esempio possibile, cioè prendendo le mosse dal particulare per approdare al concetto generale - sia condivisibile punire diversamente la medesima violenza in virtù delle differenti motivazioni.

Si potrebbe - immedesimandosi - ragionare sul fatto che prendersi una randellata sia doloroso esattamente allo stesso modo, indipendentemente dal fatto di subire l'agressione perché si è gay, peldicarota, bolognesi, juventini, monarchici, imbecilli, antipatici or whatever.

Ma ancora più importante, a mio avviso, è la considerazione che l'attribuzione di una patente di odiosità, oppure di pericolosità sociale - diffuse giustificazioni al diverso trattamento - dipendono dalla cultura dominante in specifici momenti e luoghi, il che significa che la valutazione può cambiare nel tempo o spostandosi in altri territori. Da ciò discende un'impostazione che apre la strada a qualunque arbitrio, se solo cambiano i detentori del potere.

Due soli esempi. Se accettiamo le attenuanti/aggravanti che vengono dalle motivazioni (a parte il fatto che sarebbe necessario averne certezza, il che può essere alquanto difficile) dovremmo, per coerenza, continuare a tollerare il cosiddetto "delitto d'onore", e giustificare le condanne a morte inflitte ai dimostranti iraniani perché accusati di voler il male della nazione ......

le attenuanti/ aggravanti non vengono dalle motivazioni ma da fatti. consideriamo il caso di aggravante per razzismo relativamente ad episodio di violenza. il fatto che fa scattare l'aggravante non è: tizio ha pestato caio di tal altra etnia. il fatto è : tizio ha pestato caio di tal altra etnia in quanto di altra etnia. la motivazione? tizio riteneva di salvare il mondo, purificare la sua anima o quant'altro. NON IMPORTA NULLA.

relativamente al porre aggravanti a difesa degli omosessuali come "gruppo debole" nel contesto sociale, la questione è la medesima. l'aggravante non deve essere nelle motivazioni (odio o qualsiasi altra sia) ma nel fatto.

quindi o si eliminano attenuanti/ aggravanti in generale o si accetta che lo stato ne individui le fattispecie. personalmente credo che il caso degli omosessuali le giustifichi certamente.

Si potrebbe - immedesimandosi - ragionare sul fatto che prendersi una randellata sia doloroso esattamente allo stesso modo, indipendentemente dal fatto di subire l'agressione perché si è gay, peldicarota, bolognesi, juventini, monarchici, imbecilli, antipatici or whatever.

Come si potrebbe anche ragionare sul fatto che randellare un invalido sulla carrozina, un bambino di 5 anni, una donna (magari anche incinta) sia sostanzialmente diverso dal cercare di randellare Mike Tyson, bello vigile mentre ti guarda negli occhi.
Si parte dalla considerazione che ci sono soggetti deboli appartenenti a gruppi deboli.
E che questi soggetti deboli vadano tutelati in modo particolare dalla violenza e dalla discriminazione. 

Quanto alla percezione soggettiva del dolore essa è diversa in ognuni di noi e non è oggetto di misura per determinare la pena.
È l'atto quello che conta. Se pesto uno perché mi ruba il parcheggio della macchina siamo nei futili motivi ma se l'altro è un nero o un omosessuale o un ebreo e mente lo pesto urlo frasi sconnesse contro la sua condizione ecco che il giudice puo' ritenere che io non abbia agito per futili motivi ma per altri motivi particolari (un odio o pregiudizo verso ebrei, neri, omosessuali, donne, invalidi).

Meglio ancora se la legge lo prevede, cosi' si evita che la pena dipenda troppo dalla discrezionalità del giudice (del tipo di quelli che se lei ha la minigonna allora lo strupro non è reato perché i picciotti sono stati provocati).
A me pare del tutto normale considerare queste come aggravanti.
Le attenuanti invece a mio avviso non c'entrano a meno che non si vogliano farle entrare per motivi di dialettica eristica (l'arte di ottenere ragione).

Francesco

PS

leggo che le attenuanti comuni sono:

  1. l'essere motivati da un alto valore morale o sociale
  2. aver agito per ira derivata dal comportamento altrui
  3. aver agito per suggestione di una folla in tumulto
  4. nei delitti contro il patrimonio, l'aver provocato un danno patrimoniale tenue, con un evento dannoso o pericoloso tenue
  5. aver soltanto concorso all'omissione del reale colpevole del dolo
  6. aver riparato il danno con risarcimento o restituzione, o aver concorso ad attenuarne gli effetti

Quindi se io vengo picchiato da Mike Tyson dopo avergli dato del negro come siam messi?

Una stretta di mano ed amici come prima? Io sono stato razzista quindi lui è giustificato dall'avermi staccato la testa?

C'e' un problema violenza che viene prima del problema violenza sugli omosessuali\donne\bambini.

Perché una persona x presa a caso tra la popolazione è a rischio se gira, magari sola, per la periferia di una città y italiana.

Una donna corre il rischio di venir violentata, orribile, ma anche la persona normale di venir accoltellata\preso a calci in bocca\derubata. Casi de genere non fanno cronaca ormai. Lo si ritiene talmente normale che alla fine le persone delle fasce schifosamente normali si stanno a casa.

Si vuole mettere, alla resa dei conti, un cerotto su un culo una gamba rotta.

Quindi se io vengo picchiato da Mike Tyson dopo avergli dato del negro come siam messi?

Lui è un pugile professionista e quindi se ti picchia la sua condizione professionale è un'aggravante.
Rischia grosso e oltre al carcere rischia di non poter più gareggiare.

L'aver risposto ad una provocazione non è un'attenuante per un professionista, perché si ritiene sia allenato a controollare la sua potenza.

Verrete condannati entrambi. Faremo piu' posto nelle patrie galere.

FF

Holly f&%k, Francesco!

Il punto NON è che Tyson è professionista, ma che è enorme, fortissimo e violento. Prendi uno uguale, ma non pugile professionista, e rifai il ragionamento!

 

niente.. non c'è posto per le persone normali in questo paese a statuto speciale.

Il punto NON è che Tyson è professionista, ma che è enorme, fortissimo e violento. Prendi uno uguale, ma non pugile professionista, e rifai il ragionamento!

Se il nero ben piazzato ma non professionista mena un bianco per reazione urlando anche lui frasi razziste sconnesse valuterà il giudice che fare. Se la reazione poi è legittima e adeguata (vedi legititma difesa) è un conto se invece è sopra le righe (spopositata) si valuterà un probabile eccesso.

Non vedo dove sta il problema.
Il concetto è quello di usare violenza o discriminazione su un soggetto "in quanto appartenente ad un gruppo debole o oggetto di discriminazione o pregiudizi".

Se poi quello singolarmente non è un soggetto debole (come nel caso che prima illustravo, dei travestiti per finta) rimane comunque l'intenzione iniziale di infierire su un "presunto" soggetto debole (o discriminato o vittima di pregiudizi razziali, etnici, culturali, etc etc etc).

Francesco

praticamente processare le intenzioni.

mi costituisco allora: in questo momento vorrei tanto....

"in quanto appartenente ad un gruppo debole o oggetto di discriminazione o pregiudizi".

Come si fa, di fronte alle miriadi di esperienze storiche negative, a non capire che definizioni del genere sono arbitrarie e foriere d'ogni tipo di abuso ed arbitrio? Come si fa a non capire che - lo dico seriamente - i "deboli" (ossia: quelli di bassa statura, emaciati, non atletici, pallidi, con pochi muscoli, magari un po' pavidi ...) sono pure oggetto di "violenza e discriminazione" ogni volta che finiscono in una lite o scazzottata con i "forti" (ossia: quelli di alta statura, sanguigni, atletici, rubicondi, con molti muscoli, magari un po' aggressivi  ...)? E che quelli con l'IQ nei paraggi di 100 sono discriminati dal progresso tecnologico che gli impedisce, per esempio, di diventare neuroscienziati o anche solo di scrivere code?

Perché non fare delle aggravanti/attenuanti basate sulla body mass, la velocità con cui si corrono i 200 metri, i kili che si sollevano ed il voto ricevuto in educazione fisica?

E i tonti? Perché non generalizzare l'affirmative action anche ai tonti? Non sono forse platealmente discriminati ai piani alti di ogni professione?

Mi rendo conto che questo sia oramai il vero e dominante "pensiero unico" mondiale, fare ingegneria sociale a seconda delle mode del momento e di chi grida di più, ma non mi stancherò mai di ripeter con Hayek that this is the road to serfdom. Ricoperta di buone intenzioni, ma sempre alla servitù ed all'arbitrio dei potenti conduce.

e da questo chi ci difende? http://www.youtube.com/watch?v=qY6w0CUA63s

Da guardare fino alla fine. Notare che in itaglia sarebbero state le fdo a menarli atlroché...