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Io sto con la Binetti (per motivi diversi)

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Sono d'accordo solo sulla seconda parte dell'articolo. Il discorso delle prove aventi, necessariamente, carattere probabotorio in sede di giudizio, soprattutto quando si parla di discriminazioni razziali, lo ritengo giusto e meritevole di approfondimento.

Tuttavia non posso esimermi dall'esprimere perplessità per quanto concerne la prima parte. Se lei evidenzia l'espressione "...chiunque, in qualsiasi modo, diffonde idee..." giudicandola lesiva della libertà di espressione, dovrebbe sapere che la stessa (identica) frase era presente nel precedente articolo 3 comma 1 della legge del 1975; dunque ritengo fondate le sue paure circa la libertà di espressione in qualsiasi forma (anche se io non scriverei mai un articolo sulle differenze intellettive tra razze...ma è un discorso a parte...), però questa non è una novità introdotta da Di Pietro e Palomba.

L'unica novità riguarda la seguente aggiunta "...o fondati sull'orientamento sessuale o sull'identità di genere." [sia alla lettera a) sia alla lettera b)]. In questo senso il materiale che lei ha linkato circa le motivazione dell'archiviazione dispone che non esistendo un chiaro significato di "orientamento sessuale" in materia giuridica la legge sarebbe potuta essere fuorviante in sede di giudizio, per i motivi che sono stati evidenziati (pagina 31 seconda colonna).

Morale: secondo me la Binetti ha ragione per quanto concerne l'ambiguità dell'espressione "orientamento sessuale" che concordo, poichè lascierebbe campo a complessi fraintendimenti in sede giudiziaria.