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Siamo tutti solidali. Paghi tu.

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In previsione del confronto, il segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani, intervenendo questa mattina a Milano all'assemblea nazionale quadri e delegati Fillea Cgil, ha lanciato un monito al governo affinché "apra gli occhi e decida". "Bisogna che il governo - ha detto Epifani - si convinca che non può affrontare la crisi con qualche misura-tampone come ha fatto finora. Serve un intervento su più settori che hanno problemi, avere un'idea e una politica industriale".

Epifani ha ricordato quindi che l'auto è oggetto di politiche di sostegno da parte dei governi in tutta Europa e riguardo all'allarme sui 60 mila posti a rischio lanciato da Marchionne, ha detto: "Corrisponde a quello che abbiamo detto noi". Ai cronisti che gli chiedevano un parere sulla posizione della Lega, contraria agli aiuti per il settore automobilistico, il leader sindacale ha risposto: "La Lega pensa che non bisogna aiutare le grandi aziende, ma solo le piccole. È una discussione di cui capisco il senso, ma che non tocca il cuore del problema. Se tu aiuti in maniera intelligente i settori in difficoltà, poi a cascata aiuti tutta la filiera".

Ma una volta, la FIAT non era il peggior padrone?

Non era quella le cui fabbriche andavano occupate (per quale ragione non mi ricordo ...)?

Ora invece la CGIL fa da lobbista per Lapo (O è John? Questo o quello ...) Elkan?

La quinta colonna di Tremonti? La ruota di scorta degli Agnelli? È questo che fa la CGIL di Epifani?

Ma si può essere più nemici dei lavoratori di così?

Comincio a dubitarlo!

Da che ricordo la CGIL ha sempre fatto da ruota di scorta al PCI/(P)DS/PD (o viceversa, a seconda dei rapporti di forza al momento).

Non sono troppo esperto di manovredi sottobosco, ma da che mi risulta la Fiat è culo e camicia col PD, per questo gli "ecoincentivi" li fa prodi e non BS, che tra l' altro con gli Agnelli ha un conto aperto visto che per decenni l'han trattato da parvenu e tenuto fuori dal "salotto buono".

Certo, quando gli agnelli stavan con la DC la fiat era brutta, sporca e cattiva, ma le cose cambiano.

Per altro i lavoratori iscritti alla CGIL sono in gran parte quelli di FIAT & c., gli interessi degli altri sono sostanzialmente indifferenti ai loro.

Per altro i lavoratori iscritti alla CGIL sono in gran parte quelli di FIAT & c., gli interessi degli altri sono sostanzialmente indifferenti ai loro

Esattamente Marcello, più naturalmente i lavoratori pubblici e soprattutto i pensionati, ormai circa il 50% degli iscritti. Trattasi, dunque, di normalissima attività di lobby e non mi pare il caso di travestirla da difesa dei lavoratori tutti (ammesso e non concesso che lo sia mai stata, Michele .... :-))

Lo è stata, Doktor, lo è stata. Il mondo, una volta, non era uguale a quello di oggi ...

L'oggi e la storia, son due cose diverse. Bon giorno a ti, e bona note a mi!

Attento, Michele, che potrebbe essere solo nostalgia della tua gioventù ....... :-D

Sogni d'oro.

Per altro i lavoratori iscritti alla CGIL sono in gran parte quelli di FIAT & c., gli interessi degli altri sono sostanzialmente indifferenti ai loro.

Non sapevo che la Fiat desse lavoro a quasi sei milioni di lavoratori (ma anche pensionati), mi devo essere perso qualcosa.

Ad esempio mi sono perso gli aiuti del 2003, forse Prodi governava in silienzio, o c'era qualcun altro con la memoria corta, molto corta.

Secondo me la verità da fastidio: nel 2009 l'economia italiana è ancora molto FIAT-dipendente, che comunque la si giri e la si volti è una delle poche aziende che compete veramente a livello globale, ma soprattutto ha un management, inteso in senso di guida, che sa dove vuole andare (via dall'Italia il prima possibile). E comunque, dal mio infimo punto di vista, è giusto che la politica paghi le cambiali, e non si nasconda: due cose semplici, semplici: Termini Imerese e Pomigliano d'Arco (per tacer di Arese).

Termini Imerese, vicino Palermo, fin dalla sua nascita, ad oggi, non ha mai prodotto una lira/euro di utile per la FIAT, se quello stabilimento rimane aperto (14.000 dipendenti) è solo, soltanto e solamente perchè c'è un patto politico, non perchè la FIAT è un ente di beneficenza.

Pomigliano d'Arco è nato come il più immondo, scellerato, sporco, patto fra politica e industria (alfa romeo, Fiat non c'entrava niente). Per farlo arrivare all'utile la Fiat ha dovuto investire cifre pazzesche, dell'originario stabilimento credo sia rimasto solo l'ingresso, per tacer degli "operai".

Quello che manca nel dibattito sulle imprese, e che riguarda ancor di più un player globale come la FIAT, è la visione: spostare una produzione comincia a diventare convenientissimo, se la FIAT sposta la produzione, gli altri la seguono, e nel Bel Paese rimangono i politici e i leghisti, la CGIL fa solo una battaglia (temo di retroguardia, perchè non è solo una questione di incentivi, ma anche di disincentivi, come mostra il post di Doktor Franz) per evitare una ritorsione, che ai piani alti FIAT pensano oramai inevitabile.

Infine, quello che mi fa molto ridere, è il dito che guarda la luna: 60.000 cassaintegrati quanto costano allo Stato Italiano ? Conviene pagare le persone per stare a casa a non far niente, piuttosto che studiare un sistema per rimettere in moto la domanda ? (meccanismo Keynesiano, of course..).

 

 

 

Non sapevo che la Fiat desse lavoro a quasi sei milioni di lavoratori (ma anche pensionati), mi devo essere perso qualcosa.

No, però facciamo i conti, sulla base del tuo link al sito della CGIL. Il 52,50% sono pensionati. Tra i lavoratori attivi, il 15,00% appartengono alla "funzione pubblica", ma in realtà gli iscritti che fanno parte del grande mondo pubblico sono ben di più, dal momento che occorre aggiungere comparti che sono in grande maggioranza hanno la stessa caratteristica, cioè scuola, polizia, trasporti: manca il dato (rilevante?) di questi ultimi, ma possiamo azzardare che il totale si aggiri intorno al 30,00%.

Di tutti quelli rimanenti, detratta un'altra quota per categorie che poco dovrebbero aver a che fare con un sindacato (come ad esempio gli edicolanti ed i piccoli produttori agricoli), i metalmeccanici - circa 360.000 - rappresentano una fetta importante e, probabilmente, molto legata ai destini automobilistici.

Oltre a tutto, ben sappiamo quanto potere abbia la Fiom all'interno della CGIL e quanti problemi ciò ponga ad Epifani ....... dunque, azione di lobby - legittima, s'intende - e null'altro.

A mio avviso, però, il problema non sta qui e tu stesso l'hai accennato: si tratta dello strettissimo rapporto tra Fiat e mondo politico e sindacale, fatto da sempiterni "do ut des". Quanto ai 60.000 cassa-integrati, è vero che il costo sarebbe imponente, ma continuo a non capire (va beh, fingo di non capire .....) perché la stessa considerazione non si ha per le moltissime situazioni difficili che riguardano piccole aziende che, messe insieme, reggiungono numeri ragguardevoli.

So di essere fuori tema, ma sciorino meglio il mio pensiero: la FIAT ha sempre fatto do ut des con la politica italiana, il mio link al 2003 dimostra che anche i verginelli di oggi ieri hanno fatto accordi con la Fiat.

Quindi niente di male, oltretutto il do ut des è sempre stato alla luce del sole, meglio di certi recenti "affarucci del quartierino" . Però mi da molto fastidio quando si parla de "l'ennesimo regalo alla Fiat" (do) senza guardare il des, tutte le volte che ho avuto modo di relazionarmi con Fiat (le mie relazioni si fermano ai quadri intermedi) ho avuto modo di avere piacevoli conversazioni e dimostrazioni nel mio interlocutore di avere un quadro molto preciso, una professionalità  quasi sconvolgente, una serietà impeccabile, insomma se tutte le aziende fossero così...

Tra l'altro, ricordo una delle mie prime visite in cui portai personalmente delle cose che mi avevano ordinato, il Responsabile (un dirigente, quindi) della progettazione in persona mi accolse, e con mio sommo stupore si tolse la giacca, si tirò su le maniche e scese con me e i tecnici a montare personalmente il pezzo. Non ho mai più visto in alcun altra azienda una simile passione per il proprio lavoro da parte di un dirigente, un entusiasmo contagioso anche per gli operai presenti. Ecco, se i miei soldi devono essere usati per far sì che un'azienda simile rimanga in Italia, io sono contento. Incipit sul ricordo personale: arrivò di corsa il capo officina, responsabile della 626, a portarci il casco, rimarcando il fatto che io non ero autorizzato, sprovvisto di cartellino identificativo, e che mai e poi mai sarei dovuto stare là. La risposta fu: "non dire idiozie, e portati via 'sti caschi, che qui può solo crollare il tetto, non certo caderci un auto sulla testa". Risate e finì lì. Certo che se crollava il tetto...

Mai avuta intenzione di difendere (o far passare da verginello) nessuno, ricordo solo di aver letto da qualche parte che avevano già dato un due di picche a Fiat poco prima che arrivasse Marchionne ed ora (minacciano di) darne un' altro.Ti ringrazio per la precisazione, non cambia il fatto che si tratti di lotte di potere e le alleanze in campo oggi mi sembrano più o meno quelle descritte.

E finchè mi dici che gli aiuti a Fiat fan meno schifo di quelli CAI perchè ha un' indotto significativo e perchè in cambio si accolla tutta una serie di oneri impropri sono d' accordo.Credo restino un pessimo affare per chi non ne è toccato direttamente.Inoltre Fiat è stata sul mercato con successo per decenni senza questi giochetti, non è detto che sul lungo periodo abbia fatto un buon affare sposandosi allo stato.

Infine, sui numeri di CGIL ringrazio te e DF per i chiarimenti, preciso solo che con FIAT & c. intendevo il blocco della grande impresa italiana da "salotto buono" e dintorni.Non son pratico di sindacati, ma dalle mie parti praticamente esistono solo nelle aziende più grandi e non sono per nulla popolari tra gli operai delle piccole.

Ad esempio mi sono perso gli aiuti del 2003, forse Prodi governava in silienzio

AL link sopra io vedo solo una serie di proposte di risoluzioni parlamentari, apparentemente tutte respinte o ritirate. Puoi far comprendere meglio quali risorse pubbliche sono state erogate alla FIAT nel 2003?

Puoi far comprendere meglio quali risorse pubbliche sono state erogate alla FIAT nel 2003?

 

Questi ne erano una parte. Il resto si trova facilmente.