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Federalismo vs. Indipendenza

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Aggiungo un commento di Ricolfi riguardo il tema della perequazione

"Ma l’incognita maggiore, a mio
parere, è quella di cui nessuno parla: che cosa si intenderà per
capacità fiscale di un territorio? Quando si dice che la perequazione
dovrebbe compensare i territori a più bassa capacità fiscale, di solito
non si precisa se per capacità fiscale di un territorio si intende quel
che il territorio paga effettivamente oggi, o invece quel che potrebbe
pagare se il suo livello di evasione fiscale fosse analogo a quello dei
territori più virtuosi. Con la prima definizione di perequazione
potremmo avere un’amara sorpresa: le regioni virtuose del centro-nord,
come la Lombardia, l’Emilia Romagna e il Veneto, sarebbero chiamate a
dare un doppio contributo di solidarietà: una prima volta – giustamente
– per compensare il deficit di sviluppo economico dei territori meno
ricchi, una seconda volta – ingiustamente – per compensare il deficit
di senso civico dei territori ad alta evasione fiscale, quasi sempre
coincidenti con i primi."

http://www.ilsussidiario.net/articolo.aspx?articolo=5576

Aggiungo un commento di Ricolfi riguardo il tema della perequazione

Ricolfi ha capito bene la situazione. Dove hai trovato quanto riporti? Potresti mettere un link web? Avevo sottolineato anche io questo punto qui su NFA:

Idealmente, il costo standard dovrebbe essere il costo della Regione
più efficiente, e la capacità fiscale dovrebbe essere il gettito
teorico assumendo nessuna modifica locale ai tributi decisi
centralmente, e tasso di evasione fiscale uniforme o zero. In pratica
principi del genere non vengono enunciati, lasciando ampi margini di
incertezza su come verranno definiti tali concetti.

La Lega premera' ovviamente perche' con capacita' fiscale si intenda le tasse senza evasione o con livello uniforme di evasione Regione per Regione: anche se non capissero nulla di economia si renderanno pur conto che questo e' concretamente l'interesse dei loro elettori come contribuenti. Il problema e' che i rappresentanti delle Regioni con elevata evasione fiscale, mano a mano con la Sinistra perequazionista e la Destra meridionale, premeranno perche' lo Stato continui a finanziare l'evasione fiscale meridionale come fa dalla costituzione del Regno d'Italia. Centralismo o federalismo a loro poco importa, purche' l'evasione fiscale meridionale sia patriotticamente finanziata.

Copncordo pienamente. Soprattutto sarebbe interessante che mentre que e la strillano sull'egoismo del Nord ed il razzismo del Veneto, le regioni più "povere" utilizzassero meglio i fondi per lo sviluppo Europeo.

Altrimenti si rischia di sviluppare solo ulteriori rancori.

Sempre di stampo patriottico e tricolore! Ma sempre più rancorosi...

PS:si potrebbro fare delle promozioni sul reddito reale medio pro capite per regione tenendo conto di un'evasione uniforme (diciamo la media delle prime tre della classe?)

 

Ho bisogno di una spiegazione, di natura più qualitativa che quantitativa. Molti interventi danno per scontato che l'evasione fiscale sia molto più elevata al sud che al nord.

Ma la piccola e media impresa e i lavoratori autonomi, che oggettivamente hanno più possibilità, se non più propensione, all'evasione sono molto più diffuse al nord, mentre al sud si osserva un peso molto elevato del settore pubblico.

In altre parole, come fa il bidello, l'impiegato del catasto, il postino a evadere? 

Ci sono -almeno- tre tipi di spiegazione (complementari fra loro):

1) non tutti i tributi hanno attinenza con la professione; si pensi all'ICI, alla TARSU, al Canone TV, agli oneri di urbanizzazione, alle imposte di registro sui contratti di locazione. In ognuno di questi ambiti i tassi medi di evasione registrati al Sud sono enormemente maggiori rispetto a quelli che si registrano in Lombardia e Veneto;

2) alcuni tributi hanno natura mista, nel senso che sono propri di due soggetti coinvolti in un rapporto lavorativo: mi riferisco a tutte le ritenute fiscali/contributive e annesse che riguardano contemporaneamente datori e prestatori di lavoro; in parole povere, il cosiddetto "lavoro in nero"; anche in questo ambito il Sud presenta tassi di evasione ben maggiori;

3) per quanto attiene, infine, le tasse degli autonomi (professionisti, artigiani, imprenditori, ecc.), i tassi medi di evasione dimostrano che la percentuale di tributi occultati è maggiore per chi svolge quei lavori al Sud rispetto ai corrispettivi lombardi e veneti.

Innanzitutto quello che conta veramente non e' l'evasione fiscale pura e semplice (che c'e' ovunque) ma l'evasione fiscale ragionevolmente recuperabile. Quest'ultima si puo' calcolare stimando di quanto l'evasione fiscale supera l'evasione fiscale fisiologica, cioe' quella che si osserva in democrazie avanzate funzionantii certo molto meglio dell'Italia ma almeno in prima approssimazione confrontabili come economia, sistema politico, dimensioni, industrializzazione, quindi parlo di Francia, Spagna, Germania e UK.

Giustamente va tenuto conto che il settore statale, o meglio la parte prevalente del settore statale che corrisponde a stipendificio con ritenuta alla fonte, ha evasione fiscale naturale uguale a zero, per cui e' giustificato focalizzare il discorso sull'evasione fiscale delle attivita' private e su quanto questa evasione supera poniamo quella di Francia e Germania, che hanno una pressione fiscale reale sul PIL comparabile all'Italia (40%), mentre Spagna e UK l'hanno inferiore.

Come ho documentato qui , usando vari studi statali pubblici, l'evasione fiscale ragionevolmente recuperabile e' zero nelle Regioni del Nord Italia, corrispondente ad un'evasione fiscale fisiologica del 13-25% sulle attivita' private, poi vale circa il 5-15% del PIL delle attivita' private nel Centro (corrispondente al 30-40%), e il 35-55% delle attivita' private nel Sud (dove le attivita' private evadono il 60-80% del reddito). In particolare, l'evasione fiscale stimata della Lombardia sulle attivita' private (13%) e' nettamente inferiore alla media di Francia e Germania (~15% su un PIL che comprende pero' un 40% di spesa statale, quindi stimerei evasione al 25% sulle attivita' private). Il resto delle Regioni del Nord ha evasione in linea con l'evasione europea.

Nonostante l'economia meridionale sia composta per il 70% probabilmente di spesa pubblica, il 30% privato del Sud sottrae al Fisco italiano praticamente tutta l'evasione fiscale ragionevolmente recuperabile (di questo beneficiano anche i dipendenti statali del Sud i cui stipendi valgono probabilmente il 50% in piu' che al Nord a parita' di potere d'acquisto, anche grazie al fatto che beni e servizi meridionali evadono il 60-80% della pressione fiscale).

Ritornando per un momento all'evasione fiscale stimata totale, cioe' senza sottrazione della media europea, la Campania con ~6 milioni di abitanti ha un'evasione fiscale stimata superiore a quella della Lombardia (~9 milioni di abitanti), pur avento un reddito pro-capite pari al 50-60% di quello lombardo, e pur avendo un'economia che come correttamente osservi ha una grande componente statale, nettamente superiore alla componente statale del PIL lombardo che sara' sul 30%.  Dico questo per chiarire che non solo l'evasione fiscale meridionale e' ragionevolmente recuperabile, ma e' anche elevata in valore assoluto. L'evasione stimata al Sud+Isole e' infatti superiore in valore assoluto a quella di tutto il Nord, nonostante il reddito pro capite inferiore e nonostante la prevalente componente statale. E a differenza dell'evasione settentrionale, l'evasione meridionale e' ragionevolmente recuperabile.

La domanda sorge spontanea: perchè allora gli accetarmenti fiscali e la lotta all'evasione non si concetrano al Sud?

Pare invece, anche dai comunicati della GDF che le operazione si concentrino soprattutto nel Nord, Lombardia e Veneto in primis.

In effetti lo studio sull'evasione citato dianzi da Alberto Luisiani a pag 11 riporta che: 

"Colpisce il fatto che tra le regioni più virtuose si collochino regioni che presentano un elevata numerosità di imprese e una carenza di organico dell’Agenzia (come ad esempio la Lombardia). Tale evidenza ci porta a due conclusioni: da un lato il fenomeno evasivo ha cause molteplici che non possono essere ricondotte unicamente all’efficacia dell’attività di contrasto e dall’altro che la quantità di controlli effettuati non può essere considerato come un indicatore valido per valutare l’efficacia dell’azione di contrasto. A conferma di ciò si osservi che le ultime posizioni sono occupate da: Campania, Puglia, Sicilia e Calabria; tutte regioni nelle quali la probabilità di essere accertati è significativamente superiore alla media nazionale."

Nel seguito dello studio non viene spiegato il motivo di questa curiosa anomalia. Non sarebbe pero' manifestamente assurdo sospettare che il l'elevatissiono livello di evasione stimato per le regioni meridionali possa essere il frutto di un errore metodologico. Come altrimenti spiegare che l'elevato numero di controlli non determini una riduzione della propensione ad evadere? In genere quando la teoria non corrisponde alla verifica empirica si cambia la teoria....

 

Non sarebbe pero' manifestamente assurdo sospettare che il
l'elevatissiono livello di evasione stimato per le regioni meridionali
possa essere il frutto di un errore metodologico.

L'evasione fiscale meridionale e' un fenomeno ormai secolare, gia' se ne parlava nelle discussioni parlamentari del Regno d'Italia.  Non e' pensabile che sia colpa di un qualche errore di calcolo... spero che tu stia scherzando! Uno studio statale dettagliato che si riferisce al 1993 e 1994, citato nel mio intervento, trova livelli di evasione a nord e a sud completamente consistenti con quelli stimati ~10 anni dopo nel 2002. Anche ricorrendo agli indicatori piu' inclusivi e pertanto meno falsificabili o soggetti ad errori, come ad esempio la differenza tra redditi dichiarati e consumi a livello aggregato, e' evidente che a Sud c'e' evasione fiscale diffusa a livelli nettamente superiori rispetto al Nord. A Nord il totale dei redditi dichiarati e' superiore ai consumi (il resto va in risparmio) a Sud i consumi superano il totale dei redditi dichiarati.

Come altrimenti
spiegare che l'elevato numero di controlli non determini una riduzione
della propensione ad evadere? In genere quando la teoria non
corrisponde alla verifica empirica si cambia la teoria....

Spero sia una domanda retorica, solo un marziano catapultato in Italia puo' non capire che in Italia ci sono standard piuttosto diversi nell'applicazione della legge, sia per le caratteristiche peculiari della societa' meridionale, sia per precise disposizioni impartite da Roma.

 

Credo che le percentuali siano tratte dalla tabella 6 pubblicata a pagina 12 dello studio sull'IRAP dell'agenzia delle entrate che si trova qui: http://www1.agenziaentrate.it/ufficiostudi/pdf/2006/Sintesi-evasione-Irap-06.pdf

Quella tabella, divisa in tre parti reca una stima media riferita agli anni 1998-2002 ma anche una stima del tasso di crescita dell'intensità, che per fortuna é negativo per tutte le regioni (vale a dire che l'evasione diminuisce), ma questa diminuzione é più accentuata per le regioni del sud. E' un peccato che lo studio non riporti una tabella riferito al solo anno finale di rilevazione (cioé il 2002 - ma sarebbe utile avere anche dati più recenti) perché questa non potrebbe che rilevare una situazione meno squilibrata di quella media.

 

Eppure a me quasta teoria che l'evasione fiscale sia un fenomeno esclusivamente, o anche prevalentemente meridionale, non convince..

Perchè mai Tremoni, che è di Sondrio ed ha da sempre buoni rapporti con la Lega Nord, dovrebbe cosí crudelmente infierire su aree dove l'evasione è poco diffusa?

http://www.repubblica.it/economia/2010/02/26/news/fisco_2000_italiani_evadono-2434196/

Scovate grosse somme di denaro all'estero. Trasferiti circa 2 miliardi di euro tra il 2007 e il 2008.
"La maggior parte dei sottoposti ad accertamento sono in Lombardia, Lazio, Veneto, Emilia e Piemonte"

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Fisco, inchiesta sui paradisi fiscali
La Finanza indaga su 2000 italiani evasori

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ROMA - Grosse somme di denaro scovate nei cosiddetti "paradisi fiscali" e sottratte alle tasche degli italiani. L'Agenzia delle entrate si è rimessa al lavoro su trasferimenti di capitali per due miliardi di euro avvenuti tra il 2007 e il 2008. L'operazione è condotta dall'Agenzia delle Entrate e della Guardia di Finanza. Secondo le prime notizie, per il 2007 e il 2008, gli investitori-evasori italiani "ricercati" sarebbero circa 2000 e avrebbero trasferito oltre 2 miliardi di euro.

Le persone sotto inchiesta sono fortemente sospettate - riferiscono le Fiamme Gialle e l'Agenzia delle Entrate - di aver evaso e trasferito "un ingente bottino": "pesanti le conseguenze per coloro che non saranno in grado di dimostrare la regolarità delle operazioni scoperte". Le indagini in corso nei confronti dei soggetti che risultano più pericolosi per il fisco sono condotte congiuntamente dai Reparti Speciali della Guardia di Finanza e dalla nuova Task Force contro l'evasione fiscale internazionale dell'Agenzia delle Entrate. La maggior parte dei soggetti sottoposti ad accertamenti sono residenti in Lombardia, Lazio, Veneto, Emilia Romagna e Piemonte. Si salverebbe solo la Valle d'Aosta, sulla quale sono comunque in corso delle indagini.

(

26 febbraio 2010

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Giro l'Italia per lavoro è, sulla base della mia esperienza, sono anch'io convinto che l'evasione sia maggiormente diffusa al Sud rispetto che al Nord. Quindi provo a risponderti.

Potrebbe essere un discorso di controllo del territorio. Se al sud lo stato non riesce ad evitare realtà come questa pensi veramente possano andare a chiedere "bolle","scontrini", ecc?

Inoltre un conto è chiedere di pagare le tasse ad un'azienda che evade, un conto chiederlo ad una cosca. Esiste un problema di legalità e presenza dello stato molto grande di cui l'evasione fiscale e solo un aspetto.

Controllano di più al Nord perchè è dove riescono a controllare meglio, perchè c'è maggior legalità, non perchè ci sia più evasione. Insomma come la storiella dell'ubriaco che cerca le chiavi di casa non dove le ha smarrite, ma sotto il lampione perchè lì c'è la luce!

"Inoltre un conto è chiedere di pagare le tasse ad un'azienda che evade, un conto chiederlo ad una cosca. Esiste un problema di legalità e presenza dello stato molto grande di cui l'evasione fiscale e solo un aspetto."

Scusa ma ad una cosca non mi aspetto che gli chiedano di pagare le tasse: mi aspetto che li mettano dentro e basta. Non sono neanche sicuro chei proventi da attività criminose costituiscano "reddito" ai fini fiscali.

I malavitosi gestiscono anche attività legali: ristoranti, alberghi, sale bingo, imprese di costruzioni e di servizi. Mi riferivo a quello. Non ho visto i loro libri contabili magari sono impeccabili (dubito) ma sicuramente è più semplice costringere a pagare le tasse il macellaio di Chiesa di Valmalenco che una macelleria gestita dalla mafia che non avrà neanche un registratore di casa e quando vai a chiedere informazioni nessuno sa niente. Certe realtà (evasione fiscale al 100%) al Nord sono molto rare.

Quando dici: "ad una cosca non mi aspetto che gli chiedano di pagare le tasse: mi aspetto che li mettano dentro" è quello che intendo io (uno degli aspetti) quando dico che esiste un problema più ampio di legalità e controllo del territorio. So che parecchie imprese al sud gradirebbero operare in un contesto che le tuteli maggiormente però, come lo stato non riesce a garantire legalità, non riesce nemmeno a combattere l'evasione.  

Non sono un esperto del ramo, ma a quanto riporta Pino Arlacchi in un libro non recentissimo (La mafia imprenditrice) le imprese mafiose le tasse le pagano eccome. I boss infatti esibendo un'impresa provittevole e con una contabilità ineccepibile possono giustificare un livello di vita che altrimenti darebbe troppo nell'occhio (un disoccupato in Jaguar).

Oltre a questo, ormai da decenni i mafiosi hanno esteso il loro raggio d'azione al di fuori delle zone di origine: oggi agiscono dalla Spagna al Nordamerika, dalla Germania a Medio Oriente.

Va bene allora è tutto a posto. Io, con la consueta generosità, faro il lavoro più duro è andrò a chiedere il pagamento delle tasse in Valtellina, tu vai a chiederle qui. Mi raccomando controlla che abbiano versato i contributi INPS per i dipendenti. Quando mangi fuori, ricordati di farti fare la fattura, che la metti in nota spese!

Dimenticavo, occhio a non finire così!

Scusa se scherzo ma, di cosa stiamo parlando ? Lo stato italiano non riesce ad impedire la schiavitù (in Europa: nel XXI secolo) e, secondo te, riesce ad impedire l'evasione fiscale? Anzi secondo te, ed Arlacchi, chi gestisce queste cose paga tutte le tasse di sua sponte?

Eppure a me quasta teoria che l'evasione fiscale sia un fenomeno esclusivamente, o anche prevalentemente meridionale, non convince..

Perchè mai Tremoni, che è di Sondrio ed ha da sempre buoni rapporti con la Lega Nord, dovrebbe cosí crudelmente infierire su aree dove l'evasione è poco diffusa?

http://www.repubblica.it/economia/2010/02/26/news/fisco_2000_italiani_evadono-2434196/

Scovate grosse somme di denaro all'estero. Trasferiti circa 2 miliardi di euro tra il 2007 e il 2008.
"La maggior parte dei sottoposti ad accertamento sono in Lombardia, Lazio, Veneto, Emilia e Piemonte"

La notizia che citi non dice praticamente nulla sul complesso di azioni che lo Stato fa per contrastare l'evasione fiscale, racconta solo con toni sensazionalisti una singola indagine che poi corrisponde al livello zero dei controlli che uno Stato minimamente decente fa senza alcuna notizia da parte della stampa.

Questi 2000 presunti evasori di cui si parla corrispondono a 2000 codici fiscali che hanno spostato ricchezza all'estero per oltre 15kEuro in maniera legale attraverso un intermediario nel 2007 e 2008, e pero' poi non hanno dichiarato le somme detenute o movimentete all'estero nel quadro dedicato del 730 o di Unico. In un Paese minimamente serio il controllo di queste posizioni sarebbe di routine, e quasi nessuno farebbe l'errore di auto-denunciarsi in maniera cosi' evidente, perche' ci sarebbe evidenza empirica che il Fisco lo scova subito, automaticamente.

In Italia succede di tutto, ma non credo proprio che con questo genere di analisi si scopriranno gli evasori piu' grandi e smaliziati.  Si scoveranno invece quattro sudditi italiani polli (varieta' diffusa specie al Nord) che tendenzialmente fanno tutto secondo le regole (usano l'intermediario per spostare soldi all'estero) ma poi si dimenticano che le regole in Italia non finiscono mai e non dichiarano 20kEuro detenuti all'estero magari perche' ci lavorano per parte dell'anno, oppure poi contano sul fatto che l'efficienza dello Stato e' infinitesima, ma non prevedono di poter fare loro il capro espiatorio per conto di tutti gli altri evasori che la fanno franca.

Due miliardi di euro diviso duemila presunti evasori fa un milione di euro a cranio. Non tantissimo, ma siamo lontani dei ventimila euro.

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