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Federalismo vs. Indipendenza

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questa della differenza (inesistente?) tra lingua e dialetto mi sembra
un tema molto interessante, pur non avendo conoscenze tecniche nel
settore. A tal proposito vorrei domandarti:

Trattandosi di in tema interessante cerco di rispondere in parte alle tue domande, pur non essendo stato interpellato.  Sul fatto che non esista differenza qualitativa dal punto di vista linguistico tra lingua e cio' che nell'uso comune della lingua italiana viene denominato "dialetto" ci sono pochi dubbi. Sebbene non si tratti di una materia scientifica, per cui esisteranno sempre opinioni di minoranza anche tra gli esperti, la grande maggioranza dei linguisti concorda sostanzialmente sul fatto che un dialetto non e' altro che una lingua senza uno Stato dietro che artificialmente la codifica, la norma e la promuove. C'e' sufficiente convergenza su questo punto che perfino chi fa un liceo decente in Italia, con un libro di testo decente, puo' addirittura impararlo a Scuola. Peccato che i licei decenti in Italia non siano frequenti come si converrebbe.

Cito la da "La comunicazione Linguistica" di Giuseppe Pittano, Edizioni Scolastiche Bruno Mondadori, 1983:

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Non esiste infatti una lingua italiana comune a tutti gli italiani, ma
un italiano piemontese, un italiano ligure, un italiano pugliese ecc.
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La lingua nazionale di uno stato non e' altro che una parlata locale
che ha prevalso sulle altre parlate regionali [...]
Il dialetto e' invece una parlata regionale o una parlata locale di
minoranza all'interno di una nazione in cui domina la lingua
ufficiale. Il dialetto non e' pero', come molti credono, una
sottolingua, una deviazione o una corruzione della lingua ufficiale,
ma e' una lingua autonoma, talvolta imparentata con quella ufficiale
da un'origine comune. Lingua nazionale e dialetto sono dunque lingue
diverse che hanno avuto fortuna diversa[...]
I dialetti sono dunque strumenti di comunicazione validi e degni di
stima nazionale.
"Il dialetto deve vivere - dice il linguista Gaetano Berruto - non
perche' e' necessario bensi' perche' e' lo strumento che consente a
determinate culture e tradizioni di sopravvivere. E non deve vivere
anche perche' corrisponde alle esigenze culturali dei gruppi locali".
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Come l'italiano, anche i vari dialetti hanno una loro grammatica con
le sue regole. Per renderci conto della varieta' di pronuncia, di
lessico e di struttura [...]

Come scrive Tullio De Mauro, l'uso italiano del termine "dialetto" e' leggermente fuorviante, perche' nel mondo anglosassone si usa il termine equivalente "dialect" per indicare varianti locali di una lingua, come appunto l'italiano con accento piemontese o pugliese di cui si parla nel testo citato. Cosa ben diversa, come ricorda sempre il testo citato, sono veneto, meneghino o piemontese, lingue locali che non sono varianti dell'italiano ma piuttosto lingue cugine derivate indipendentemente (anche se con mutua interazione) dal latino. Tra piemontese e italiano c'e' dal punto di vista linguistico una relazione equivalente che tra italiano e francese o spagnolo. Anzi, il piemontese e tutte le lingue padane sono per alcuni aspetti piu' simili a francese, spagnolo e portoghese (lingue romanze occidentali) che non all'italiano (lingua romanza orientale). Questa e' la tassonomia accettata, una referenza potrebbe essere G. Rohlfs, "Grammatica Storica della lingua italiana e dei suoi dialetti", trovata con Google.