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Federalismo vs. Indipendenza

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Vista così, nulla è semplice.

A ben pensarci quand'ero più giovane credevo che in Veneto la DC fosse eterna, quasi più eterna dell'URSS. Poi sono scomparse entrambe, non dico nello spazio di un mattino, ma quasi. Oggi il solo guardare a quegli eventi con gli occhiali della storia deve farci comprendere che i passaggi storici avvengono e avvengono in modo spesso più semplice di come li si pensava prima che fossero realtà.

I nodi gordiani ci sono tutti, è nostra responsabilità guidare il processo in modo soft.

Ieri sera siamo stati con Lodovico a un convegno-seminario con una 50ina di piccoli e medi imprenditori del veronese su questo tema: l'ineludibilità dell'indipendenza si fa strada nelle loro teste in modo molto più pratico e veloce che non nelle teorie accademiche. Le loro domanda sono: come, quando. Al perché si sono già risposti da soli. Il chi viene di conseguenza.

Quando questa pandemia contagiosa avrà "contaminato" un numero di teste sufficienti, l'indipendenza sarà cosa fatta e in modo che solo allora scopriremo essere semplice.

So che queste parole non sono di carattere "quantitativo" e di per sé stesse prive del necessario spessore economico. Ma non si spiegherebbe altrimenti perché dal 1946 ad oggi siamo passati da 74 a 195 stati nel mondo (e questa è una considerazione "quantitativa")...

Personalmente - scusate l'OT - oggi fatico pure a concepire il parametro pil come un metro sufficiente di dimensionamento economico delle nazioni (se ha più un senso farlo) e trovo più accattivante un concetto di dominio economico come illustrato da Naisbitt in Mind Set.

Ritengo che per compiere una secessione statuale non violenta sia necessario  l' accordo delle due  parti coinvolte : non riesco proprio a immaginare come ci possa essere tale accordo tra governo centrale e parte separatista se si pensa che neanche un federalismo autentico possa essere concesso dal governo centrale italiano. Non credo che basti un referendum tra i veneti per ottenere l' indipendenza se non c'è l' accordo con il resto del paese su tale evento. Una secessione non violenta sarebbe possibile solo nel caso in cui la maggioranza degli italiani decidesse che è meglio dividere l' Italia in più stati.

Con quale mandato altrimenti il governo centrale potrebbe concedere l' indipendenza al Veneto, al SudTirolo o alla Lombardia?

Temo che una suddivisione dell' Italia in stati separati possa proporsi solo con la lotta armata  e non credo che possa riuscire a causa della disparità delle forze militari in campo.

Il sudtirolo non ha ottenuto a suo tempo la secessione neanche con gli attentati e l' insurrezione armata, perchè dovrebbe ottenerla il Veneto con un referendum regionale?

Mi viene in mente che  in Bolivia i distretti più ricchi vogliono separarsi/rendersi più autonomi dai distretti più poveri e hanno svolto referendum vincenti in tal senso ma mi sembra che la discussione sia ormai passata alle vie di fatto come si dice ..

 

Terrei in considerazione una terza via: la bancarotta tecnica (come per Alitalia) dello stato Italiano.

Rotto il contratto democratico, ci sarebbe sicuramente una riorganizzazione amministrativa di proporzioni notevoli.

Che capiti durante le celebrazioni per il 150mo??

Terrei in considerazione una terza via: la bancarotta tecnica (come per Alitalia) dello stato Italiano. 

L'Argentina se non erro ha dichiarato bancarotta nel 2001 (sempre se ricordo bene e' andata in default nel 2002) e non mi risulta che ci siano state spinte indipendentiste da allora.

 Rotto il contratto democratico, ci sarebbe sicuramente una riorganizzazione amministrativa di proporzioni notevoli.

Il contratto democratico (o meglio contratto sociale, che sia democratico e' una specificita') indica come si eleggono i propri rappresentanti e quali diritti e doveri hanno. Non ha a che fare con la bancarotta: se sono una repubblica parlamentare e vado in bancarotta, resto una repubblica parlamentare ma con casse vuote e piena di debiti, non e' che divento una repubblica federale, ne' diventandolo mi si ripianano i debiti. Se non sbaglio Michele fece su nfA alcune considerazioni al riguardo.

Certo se poi al momento della bancarotta si propone una secessione per tirarsi fuori dal debito comune, sicuramente ci saranno molti che aderiranno ma anche molti altri che non saranno d'accordo.

 

I debiti si possono dividere già ora, secondo quanto, ad esempio, proposto da Alberto Lusiani.

Non avevo inserito volutamente questa ipotesi ( la bancarotta dello stato italiano)  perchè mi sembrava inappropriata e inerente più alla fantapolitica che ad una discussione sul federalismo/secessione.

Immaginiamo che le finanze pubbliche italiane si trovino in enorme difficoltà (la mia ignoranza non mi consente di immaginare di più tecnicamente) e ci sia bisogno urgente di reperire ingenti denari per tenerle in piedi; lo stato reagirebbe come ha già fatto in altre occasioni simili, prelevando dalle famiglie italiane le risorse per turare le falle finchè necessario; tutti diventeremo più poveri e non ci sarà nessun scioglimento del patto democratico anzi lo stato centrale ne uscirà rafforzato come unico strumento per imporre tale sforzo comune.

Solo con una reazione violenta e massiccia  all' imposizione di tali prelievi, potrebbe esserci  lo scioglimento dello stato e del patto democratico e l' arrivo di qualcosa di 'nuovo' che non è detto che sia l' indipendenza del veneto.