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Federalismo vs. Indipendenza

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Se questo articolo doveva stimolare la riflessione, come nello spirito di nFA allora certe uscite, come il presentarsi "Un terrone spiega..." non mi pare siano una scelta opportuna. Io credo che in questo si insinui la propaganda che per anni la Lega Nord ha fatto per discreditare un ragionamento serio inducendo forme offensive al limite del razzismo, per uno scopo che lascio a voi analizzare.

Non è mia intenzione fare propaganda, peraltro in un luogo dove sarebbe del tutto inutile, non tanto perchè io voglia sottovalutare i lettori di nFA ma piuttosto per una mera questione numerica.

Esclusa quindi la propaganda, occorre capire prima di tutto l'idea che soggiace al concetto indipendentista proposto dal pnv. Ho letto infatti ripetutamente esprimere l'idea che si voglia sostituire un centralismo con un'altro centralismo. Evidentemente ancora qui si è condizionati dalla propaganda leghista che di fatto tende ad esercitare un centralismo varesotto, e certamente non aiuta quando si parla genericamente di Venetia includendo porzioni di territorio che non sono della regione italiana Veneto (ma lo erano nella origine di quel territorio smembrato negli anni cinquanta, non a caso per disinnescare il sommovimento che nel 1944 voleva formare uno Stato veneto indipendente o almeno fortemente autonomo). Ebbene il pnv non supporta l'idea di un sistema centralista, anche per rispettare una caratteristica storica delle Venezie (o Venetia, come si voglia chiamare) dove le municipalità erano federate con il patto di dedizione. L'uso del nome Venetia è per disegnare un limite d'azione, non certo per arrogarsi ipotetiche annessioni tutte da verificare.

Alla fine sarà la popolazione a decidere.

In questo senso Boldin ha ragione quando dice che occorre accertarsi che i sentimenti indipendentisti siano effettivamente presenti nella popolazione. Certo è che i tentativi di secessione dal Veneto di alcuni comuni, se non dell'intero Altopiano di Asiago, per passare alle regioni a statuto speciale non può non essere sottovalutato e liquidato (come fa Galan) con la semplice volontà di avere i previlegi delle regioni a statuto speciale, anche perchè sarebbe un previlegio voler trattenere i frutti del proprio lavoro?

Il fatto è che effettivamente esiste una certa fetta della popolazione che questi sentimenti li sta manifestando. Ovviamente l'ideale sarebbe fare un sondaggio, perchè al momento questa è una sola sensazione priva di sostegno statistico.

Però, non capisco una cosa. In più di un intervento ho notato che ci si preoccupa di mettere l'accento sul problema Italia. Ma il paradigma che viene prospettato con questo articolo supera il problema Italia, seppure partendo da un progetto tutto italiano (anche nei sapori).

 

Vorrei porre alla vostra attenzione alcune considerazioni:

  1. In Veneto, come in altre regioni, l'unità d'italia non è mai stata pienamente metabolizzata
  2. I movimenti

    indipendentisti sono insiti alla cultura stessa delle popolazioni che abitano lo stato

  3. lo Stato si è fatto garante del miglioramento della situazione economica e sociale di tutte le componenti pre-unitarie che compongono il puzzle nostrano

Detto questo se, ad esempio, la situazione dei conti pubblici non permette il mantenimento della promessa al punto 3) i punti 1) e 2) tenderanno ad

accentuarsi. E' quello che sta avvenendo.

Se la barca italia stesse inesorabilmente affondando, chi sarebbe disposto ad affondare con lei? Contiamoci su questo.

Scusa, ma quello che ho scritto lo hai letto ? Se mi sono presentato "un terrone spiega..." , ma poi ho detto la mia era solo per mettere un pò di ironia in un dibattito che, vedo, suscita passioni, anche veemente, da parte mia ho già spiegato il perchè, se vuoi articolo ancor di più:
Anche in Campania esiste un movimento autonomista e separatista, si chiama Movimento Neoborbonico.

Combatto questo movimento per gli stessi motivi di cui sopra: No a una finta indipendenza, che sostituisce un centralismo ad un altro, l'Ente territoriale che sento più mio è il comune, e vorrei che avesse molti più poteri e autonomia impositiva, o meglio ancora, il Comune impone e poi devolve una parte agli altri livelli, siano essi Regione, Stato Italiano, Venetia, Unione Europea o ONU non mi importa, chiamatele come volete, per me sono Enti territoriali di II e III livello, che erogano servizi in funzione del loro livello.

I comuni del Veneto decidono che Regione e Stato devono coincidere, per cui si vogliono dotare di Dogana, Esercito, Parlamento, Rappresentanze diplomatiche in giro per il pianeta , avere una TV pubblica veneta, una scuola veneta,e così via blaterando ? Ferme restando tutta una serie di opposizioni per me vale il detto: a nemico che fugge ponti d'oro.

Comunque, giusto per ridefinire le cose, quando chiamo i miei clienti del Nord la prima cosa che dico è:"Sono quel terrone di Marco Esposito" e ridiamo. Insieme.

Comunque, giusto per ridefinire le cose, quando chiamo i miei clienti
del Nord la prima cosa che dico è:"Sono quel terrone di Marco Esposito"
e ridiamo. Insieme.

Ti devo avere male interpretato. Dunque d'accordo, ridiamoci su.