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Federalismo vs. Indipendenza

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Mi rifiuto di commentare una idiozia simile, però, tirato per i capelli, lo devo fare, perchè non sopporto la superficialità.

1. Anzichè vagheggiare annessioni (avete chiesto alle province lombarde di essere annesse?), estensioni territoriali senza alcuna base, se non un improbabile base storica, come se Vicenza e Belluno si fossero unite ed avessero pagate le tasse (e che tasse!!) alla Serenissima lieti e sereni, anzi quasi felici, dimenticando quanto sia stato vorace il Leone di S. Marco, tanto che Napoleone fu accolto come un liberatore, avete chiesto cosa ne pensano gli altri veneti di non ingrassare più Napoli, ma Venezia ?

2. Il movimento neoborbonico lotta contro l'annessione sabauda, asserisce che Garibaldi fu uno sporco conquistatore, che il tesoro del Regno di Napoli fu sperperato per pagare la III guerra di indipendenza (quella che servì a "conquistare il veneto"), che il Veneto è stata una palla al piede dell'Italia fino agli anni '70, tanto che a Milano i veneti erano chiamati "i terroni del nord". Quanto ci siete costati ? ce li ridate quei soldi ?

3. Ovvero, prima di parlare avete pensato a cosa state chiedendo ? Credete che Rovigo sarà contenta di pagare il ponte di Calatrava ? E gli abitanti di Mestre saranno contenti di pagare per la manutenzione di Venezia ? Insomma, se avete pensato che l'indipendenza sia la strada per pagare meno tasse la strada deve essere percorsa fino in fondo, niente confini "comodi", ma piena autodeterminazione, ovvero in ogni comune la maggioranza decida con chi voglia stare, troppo comodo fare il conto sul "veneto", quando Venezia ha un peso relativo molto alto, e quindi ha tutto l'interesse a farsi mantenere dalle province che lavorano, succhiando il latte come ha fatto per secoli. E no, se indipendenza deve essere io voglio tornare ai Comuni !

4. Comunque, la strada della democrazia è sempre quella: fatevi un bel partitino, portate avanti la vostra battaglia, convincete chi ci vuol stare e contatevi, soprattutto contatevi. In bocca al lupo.

Anzichè vagheggiare annessioni (avete chiesto alle province lombarde di
essere annesse?), estensioni territoriali senza alcuna base, se non un
improbabile base storica, come se Vicenza e Belluno si fossero unite ed
avessero pagate le tasse (e che tasse!!) alla Serenissima lieti e
sereni, anzi quasi felici, dimenticando quanto sia stato vorace il
Leone di S. Marco, tanto che Napoleone fu accolto come un liberatore,
avete chiesto cosa ne pensano gli altri veneti di non ingrassare più
Napoli, ma Venezia ?

Disapprovo questa animosita' che conduce ad affermazioni discutibili. I ceti popolari della Serenissima sono stati probabilmente quelli che si sono opposti maggiormente a Napoleone in tutta Europa eccetto la Russia e forse la Spagna. La Serenissima rispetto agli Stati coevi era un esempio di buongoverno, e molte delle acquisizioni territoriali sono avvenute per dedizione consensuale. La tassazione era ragionevole e per quanto so inferiore a quella degli Stati coevi. Consiglio di leggere Ippolito Nievo, le confessioni di un italiano, per avere un'idea di come era e come veniva percepita l'amministrazione Serenissima nel Veneto, perfino negli anni della decadenza prossimi alla fine.

3. Ovvero, prima di parlare avete pensato a cosa state chiedendo ?
Credete che Rovigo sarà contenta di pagare il ponte di Calatrava ? E
gli abitanti di Mestre saranno contenti di pagare per la manutenzione
di Venezia ? Insomma, se avete pensato che l'indipendenza sia la strada
per pagare meno tasse la strada deve essere percorsa fino in fondo,
niente confini "comodi", ma piena autodeterminazione, ovvero in ogni
comune la maggioranza decida con chi voglia stare, troppo comodo fare
il conto sul "veneto", quando Venezia ha un peso relativo molto alto, e
quindi ha tutto l'interesse a farsi mantenere dalle province che
lavorano, succhiando il latte come ha fatto per secoli. E no, se
indipendenza deve essere io voglio tornare ai Comuni !

Facendo il bilancio tra quello che esce dal Veneto e va verso il resto d'Italia e quello che dal resto d'Italia viene al Veneto, al cittadino di Mestre, Rovigo e Cortina conviene fortemente aderire ad un eventuale Veneto indipendente piuttosto che restare col resto d'Italia.  Oggi come oggi il contribuente veneto medio di tutte le province finanzia gli sperperi e il malgoverno centrale italiano e l'assistenzialismo verso il Sud e le grandi imprese padane assistite con cui i partiti con sempre minor successo cercano di comperare il consenso alle elezioni.

 

che il Veneto è stata una palla al piede dell'Italia fino agli anni
'70, tanto che a Milano i veneti erano chiamati "i terroni del nord".
Quanto ci siete costati ? ce li ridate quei soldi ?

Mi dispiace ma questa affermazione è totalmente priva di fondamento. La ragione per cui i Veneti venivano chiamati "terroni del nord" dai Piemontesi (e lo so bene perchè mio zio se lo sentiva dire solo per l'accento) è perchè ad emigrare erano persone povere, che avevano tradizioni contadine che per i Piemontesi erano paragonabili a quelle dei meridionali. 

Il Veneto non è mai stato una palla al piede, non è mai esistita una "Cassa per il Veneto" mentre esisteva la Cassa per il Mezzogiorno.

E invece documentato il furto di valori dal Veneto. Oggi si immagina il Veneto ad una qualsiasi regione italiana, ma occorrerebbe ricordare che 211 anni fa era ancora una delle nazioni più potenti e sicuramente la più ricca d'Europa. Se Napoleone rubò quantità ingenti di oro e bronzo, gli Austriaci al contrario cercarono di ripristinare le industrie, per esempio le laniere e della seta portando macchinari. Com'è che tre anni dopo l'arrivo degli italiani inizia un'emigrazione epocale di 4 milioni di individui? Dal 1870 al 1970, è solo una generazione e mezza.

E' curioso anche vedere i percorsi fatti dai Veneti per emigrare in America: la maggior parte passava per l'Austria e la Svizzera per imbarcarsi a La Rochelle, in Bretania (Francia). Mi sono sempre chiesto perchè evitassero il Piemonte.

E invece documentato il furto di valori dal Veneto. Oggi si immagina il
Veneto ad una qualsiasi regione italiana, ma occorrerebbe ricordare che
211 anni fa era ancora una delle nazioni più potenti e sicuramente la
più ricca d'Europa. Se Napoleone rubò quantità ingenti di oro e bronzo,
gli Austriaci al contrario cercarono di ripristinare le industrie, per
esempio le laniere e della seta portando macchinari. Com'è che tre anni
dopo l'arrivo degli italiani inizia un'emigrazione epocale di 4 milioni
di individui? Dal 1870 al 1970, è solo una generazione e mezza.

In verita' pure le casse dell'ex Regno delle Due Sicilie furono saccheggiate dal nuovo Regno d'Italia: dei 668 milioni di lire-oro che formarono il patrimonio di quest'ultimo, 443 venivano dal Tesoro di Napoli, trasferiti a Torino dopo l'unificazione senza troppi complimenti. Purtroppo, le guerre sono costose e chi perde ne paga i costi: non doveva quella in Iraq, secondo Wolfowitz , essere pagata dal petrolio irakeno?

Dimmi solo una cosa: ti arrabbieresti tanto e te la prenderesti tanto a cuore se, mettiamo il caso, il Veneto fosse quello degli anni 50, povero e bisognoso di assistenza?

Dimmi la verità, la cosa seccherebbe nell'intimo così tante persone se a volere per se l'indipendenza non fosse il Veneto (o la Lombardia, è lo stesso) bensì, ad esempio, la Basilicata o la Provincia di Reggio Calabria?

Io, che sono lombardo, mi opporrei ugualmente se ad avanzare richiesta di indipendenza fosse tanto il Veneto quanto la Basilicata o la Calabria. Siamo tutti italiani e basta. Ripeto, gli unici che potrebbero avanzare seria richiesta sarebbero gli altoatesini perché in realtà sono tedeschi.

Come acutamente sostiene Lusiani, se facciamo un'analisi dei costi e benefici, non ci sarebbe molta discussione. Converrebbe certamente al Lombardo-Veneto, ma converrebbe anche al Sud: l'eliminazione dello spreco centralista metterebbe in circolo nuove risorse ed in moto dinamiche di sviluppo autonome e probabilmente sostenute da una fiscalità di vantaggio sotto l'egida della UE.

Però in queste faccende conta altro. Contano le viscere, lo si voglia o no. Scommetto che Tommy ha buoni motivi per sentirsi italiano anche se vive in lombardia e quando lo fa non pensa ai dinè.

Scusate, ma trovo l'argomento molto interessante perchè tocca i nervi sensibili della coscienza civile di questo paese, argomenti mai veramenti assorbiti e fatti comuni, neance dopo 2 guerre mondiali.

Per cui credo che tali argomenti non stonino affatto con i post di alto livello a cui siamo abituati. 

nFa è interessante perchè affronta non ideolicamente tematiche (soprattutto italiane) che siamo abituati a leggere ammorbate e infeltrite da giornalisti dalla schiena curva.

Se fosse solo per il valore accademico degli articoli economici basterebbe leggersi le bibliografie complete degli stessi Redattori ;)