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Federalismo vs. Indipendenza

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Considerando che tutto l'intervento è veneto-retorico, non ci si può aspettare risposte non italo-retoriche.

Da non veneto mi convince poco l'affermazione di una unità della nazione veneta tale da giustificarne l'indipendenza.

La stessa Venezia è, sotto molti aspetti un corpo a se stante rispetto al Veneto tutto.

Credo si possa dire che non esiste IL Veneto, ma tante realtà terriotoriali con le proprie peculiarità e, perchè no, i propri dialetti, il che fa sì che, per esempio, Cortina d'Ampezzo possa voler essere più vicina al Trentino-Alto Adige che a Belluno, o Rovigo penda verso l'altra sponda del Po

Anche i confini suggeriti - da Trieste sino alla marca lombarda e su sino a Trento - non mi sembra che coincidano neanche con la storia della Serenissima, dato che, per esempio, Trieste e Trento nulla hanno mai avuto a che fare con Venezia e i suoi dogi, che, tra l'altro, redigeva in italiano i suoi documenti ufficiali.

Insomma, sora i tre scaini xe campagna

Vero, com è vero che per 1000 anni il governo della Serenissima aveva saputo sapientemente tenere assieme realtà culturalmente diverse (fino all'Istria e lungo le coste Jugoslave non solo nel nord italia).

Ma dicendo questo non fai che confermare quello che si va sostendo. Infatti, a maggior ragione, l'italia è il luogo delle differenze linguistiche, gastronomiche, architettoniche. Differenze storiche e di consuetudini che si riflettono limpidamente nel senso civico, nel senso della famiglia, nel senso di appartenza.

Chiedo a lei: se il sud fosse ricco e autosufficiente, avrabbe così a cuore l'unità? O pensa che magari molto più velocemente ed efficacemente sarebbero state alcune popolazioni del sud a chiedere ed ottenere "particolari forme di indipendenza"? E mi lasci anche esagerare: non lo hanno forse già applicato con le locali organizzazioni di stampo mafioso?

 

Da non veneto mi convince poco l'affermazione di una unità della nazione veneta tale da giustificarne l'indipendenza.

Personalmente credo che l'indipendenza di uno Stato si debba basare sul consenso dei suoi cittadini e non su presunte o reali unita' secondo qualche parametro. Queste ultime sono semmai elementi catalizzatori del consenso, che pero' puo' essere fondato anche su molti altri elementi. Se l'unita' per esempio linguistica dovesse essere un criterio, allora il Ticino dovrebbe chiedere che essere annesso all'Italia, invece si trova benissimo in Svizzera, Stato multi-linguistico e multi-religioso, con notevoli disomogeita' interne (non reddito pro-capite ma lingua, cultura e religione).

La stessa Venezia è, sotto molti aspetti un corpo a se stante rispetto al Veneto tutto.

Credo si possa dire che non esiste IL Veneto, ma tante realtà
terriotoriali con le proprie peculiarità e, perchè no, i propri
dialetti, il che fa sì che, per esempio, Cortina d'Ampezzo possa voler
essere più vicina al Trentino-Alto Adige che a Belluno, o Rovigo penda
verso l'altra sponda del Po

Certamente il Veneto o l'area corrispondente alla Serenissima del 1516-1797 sono diversificati al loro interno, tuttavia sono nettamente meno diversificati rispetto allo Stato italiano. Le province venete o serenissime sono piu' omogenee per parametri economici (reddito pro-capite, occupazione,  export pro-capite, evasione fiscale stimata pro-capite), per parametri culturali (percentuale di volontari, di donatori di sangue, partecipazione ai referendum), per i risultati dei giovani nei confronti internazionali su comprensione linguistica, matematica e scientifica, e per molte altre misure variamente obiettive e quantitative. R.Putnam ha misurato anche che gli amministratori locali veneti nei 25 anni del suo studio sono piu' omogenei di quelli italiani per "institutional performance" espressione che o non esiste o e' inutile tradurre in italiano...

Se si puo' parlare di Italia, si puo' a maggior ragione parlare di Veneto o "Venetia".A occhio e croce direi che il Veneto o la Venetia sono diversificati come molti Stati europei (Austria, Svizzera, Olanda, Danimarca, Svezia, Norvegia, Irlanda, Polonia, Cechia) mentre lo Stato italiano mostra al suo interno un livello patologico di disomogeneita', nettamente superiore a quello spagnolo, francese, inglese, tedesco, perfino USA.

Infatti, concordo pienamente con te. A cosa servo lo stato se non è espressione di una volontà dei cittadini? A cosa serve se non serve (scusate...) a farli stare meglio attraverso l'organizzazione amministrativa?

Il resto sono motivazioni che vanno bene per convincere i proprio sudditi a farsi ammazzare al primo squillar di trombe.

E' poi evidente quanto sia radicata  in ogni regione italiana un senso di appartenenza che viene prima di quello nazionele. Anche le prese di posizione che sembrano italiane e patriottiche in realtà spesso sottentdono interessi particolare (assistenza, perequazione, investimenti soprattutto al Sud).

Ma è certo più nobile pensare che lo si fa per l'amore della Patria e del tricolore.