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Un risparmio facile facile: vendere la RAI

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gli escrementi che avanzano han oggi riproposto la prona pornografia della cosidetta societa' "civile" che immette i controllori del consiglio di amministrazione di auliche figure quali il "marzullo", il"marrazzo", e molti che son noti ai teleschermi.

nessuno spiega perche' questa buffonata che si presenta come un bubbone purulento non vada chiusa, mentre vada chiuso l'istituto di studi germanici e l'istituo nazionale di alta matematica

"Chiudere", "(s)vendere", ed altre proposte di simile tenore liquidatorio ripropongono la solita filastrocca del "cupio dissolvi", che torna bene a qualche interesse particolare, oltre al solito refrain antipolitico.

Invece c'è ancora gente in giro che, non ingiuriando persone e organizzazioni, desiderano banalmente che le iniziative, le attività e le intraprese che l'Autorità Pubblica decide di istituire e mettere in opera siano condotte con la dovutà professionalità e con il migliore spirito di servizio all'interesse dell'iniziativa o dell'attività in questione.

E quindi si faccia della RAI una BBC.

RR 

Perche'?

andrea moro 6/7/2012 - 08:24

E quindi si faccia della RAI una BBC

Perche'? Non si capisce perche' lo stato debba intervenire in questo mercato, tranne che per assicurarsi la pubblicizzazione degli atti parlamentari (quella si' che, paradossalmente, in Italia viene affidata ad un'azienda privata)

La pubblicazione degli atti parlamentari non è l'unica funzione di interesse pubblico che risulta difficile da sostenere per la radiotelevisione commerciale (finanziata unicamente dalla pubblicità).  In linea di principio l'esistenza di radio e TV pubblica è giustificata dai loro criteri di "universalità" ed autonomia da interessi particolari, nonché dalla diffusione di programmi che, pur essendo di interesse generale, non sono adeguatamente finanziati dalla pubblicità: ad esempio informazione politica, documentari, programmi educativi, culturali o artistici.

Poi si può discutere se questo ruolo debba essere svolto direttamente dallo Stato o da organizzazioni su base volontaria finanziate solo in parte dallo Stato (è il caso di NPR e PBS negli Stati Uniti).  Ma i presupposti per un intervento statale esistono, come argomenta anche la letteratura economica ad esempio in:

Per la pubblicazione degli atti si può ricorrere ad internet o alla radio con grossi risparmi economici.

Riguardo le funzioni di "informazione politica, documentari, programmi educativi, culturali o artistici" penso che sia persino ridicolo parlarne.

Per farla breve: la RAI non svolge le funzioni per le quali ci sarebbero i "presupposti di un intrvento statale" se non in minima e trascurabile parte.

Quelle funzioni possono essere svolte con molti meno soldi e meno reti, al momento sono solo una foglia di fico per consentire ai partiti di avere dei mezzi di comunicazione a disposizione.

Detto questo non so quale sarebbe la soluzione migliore alla "questione RAI" ma cominciamo a levare la foglia di fico, almeno qui su nfA.

PS

poi da quando hanno sospeso Catersport oltre che chiuderli li passerei per le armi :-)

In linea di principio l'esistenza di radio e TV pubblica è giustificata dai loro criteri di "universalità" ed autonomia da interessi particolari

E' vero il contrario, e se hai vissuto almeno una parte della vita adulta in italia dovrebbe esserti ovvio che il carattere pubblico e' praticamente garanzia di dipendenza (dal politico) e particolarita' dell'informazione (si pensi alla spartizione dei telegiornali di Rai 1 2 e 3 della prima repubblica). Che poi esistano una o due eccezioni in giro per il mondo (che non sono di sicuro PBS e NPR, forse lo sara' la BBC, che non conosco abbastanza) la regola rimane: proprieta' pubblica implica dipendenza dal potere politico. 

La citazione accademica puo' anche essere interessante, ma non giustifica la divulgazione di idee come quella espressa qui sopra che, dopo aver vissuto qualche decennio in Italia, dovrebbero essere considerate perlomeno opinabili (ed in ogni caso, quei paper non si possono certamente interpretare come sembri fare tu, a giustificazione della proprieta' pubblica di grosse fette del mercato televisivo e dell'informazione). Quanto all'assenza dell'economicita' di certi mercati (anche questa da dimostrare), non c'e' scritto da nessuna parte che l'intervento governativo elimina con certezza esternalita' negative o fallimenti del mercato. Certamente non i paper che hai citato. 

per l'aiuto dato alla autorita' pubblica (risulta che la rai sia un'azienda e non un'autorita', ma chi debba svolgere il ruolo di difensore dell'indifendibile non ha bisogno di fatti, basta dar aria ai denti.)

In segno di profonda gratitudine scrissi al CdA per garantirle due biglietti omaggio a ballando sotto le stelle che ben esemplifica quello spirito di servizio a cui tutti siamo cosi' affezionati.

per l'aiuto dato alla autorita' pubblica (risulta che la rai sia un'azienda e non un'autorita', ma chi debba svolgere il ruolo di difensore dell'indifendibile non ha bisogno di fatti, basta dar aria ai denti.)

L'Autorità Pubblica in questione è il Parlamento (e il Governo come Esecutivo), che - rappresentando il volere del Popollame - ha deciso di fondare (e oggi di mantenere) una Azienza di Servizi Radiotelevisivi che sia amministrata da Cittadini indicati dai suddetti rappresentanti del Popolo Bue. La qual cosa infastidisce molto coloro che desiderano una informazione asservita al solo Interesse Proprietario di parte.

RR

La questione è che il parlamento ha deciso questo in spregio alle indicazioni di un referendum che nel 1995 ha cancellato lo status di società pubblica della RAI, ma si sa le esplicite indicazioni del popollame sono causa di forti reazioni allergiche nei burocrati, che hanno grande nostalgia dello stato produttore di panettoni e di quel gioiello della tecnologia che fu l'ARNA.....
SE il sig Renzino ritiene che le decisioni di passati governi siano sacre indipendentemente dal fatto che le loro conseguenze come informazione MOLTO più asservita a interessi personalistici di qualsiasi media privato ( che non pagherebbe certo un fallito come Ferrara 600 euro al minuto per una trasmissione inutile come il siparietto serale ) e che la marmaglia di Scilipoti , Fassina , Casini, Crosetto e Santanchè sia in grado di trasformare la Rai in una BBC non ha la benchè minima idea di cosa sia una ristrutturazione industriale, la RAI è struttralmente marcia, ingovernabile ( ha detto l'Annunziata che le è stato IMPOSSIBILE conoscerne l'organigramma dettagliato) e solo radendola al suolo può esssere trasformata in qualcosa di decente.

Le

palma 7/7/2012 - 12:27

suggerirei sig. Renzino, di

1. usare il suo nome

2. acquistare ventose per l'arrampicamento sugli specchi

3. di contattare saxa rubra perche' non sanno a che indirizzo mandare la raccomandata con i suoi posti riservati a ballando sotto le stelle.