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Appunti per un fisco più favorevole alla crescita

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I dati EU-Silc che hai riportato mi inducono a ritenere sempre più necessaria una riforma fiscale che vada nella direzione di spostare l'onere della tassazione dall'individuo al nucleo familiare. 

Con gli opportuni accorgimenti per favorire il lavoro di entrambi i coniugi. La prima è una scala di aliquote diverse tra famiglie e singolo, dove si intende che le famiglie monogenitore (solitamente donna con figli) sarebbero considerate famiglia. Un nucleo familiare godrebbe di una no-tax area più alta ed aliquote praticamente dimezzate, almeno fino a redditi medio alti, dove le due scale di aliquote si ricongiungerebbero. 
La seconda è una deduzione di elevato importo quando entrambi i coniugi lavorano, il che è l'esatto opposto della detrazione per coniuge a carico. Invece di dare soldi se uno non lavora, li si premia se entrambi lavorano e si usa una scala di aliquote ridotta. 

A questo potremmo aggiungere detrazioni per lavoro dipendente per le spese di trasporto (forfettarie o effettive, ma in questo secondocaso giustificate) vitto fuori casa (salvo mensa aziendale) e aggiornamento professionale. 

Da considerare che questo sistema di tassazione si dimostra interessante dal punto di vista dell'organizzazione tributaria. Nel 2016 i contribuenti erano 40.8 milioni. Le famiglie sono molto meno e questo implica una forte riduzione e razionalizzazione del lavoro di ufficio. 

Le famiglie 2018 sono 25.7 milioni, di cui 8.4 sono single o persone sole. 
Certo che una simile riforma sarebbe epocale e complessa. C'è da decidere come considerare fiscalmente le convivenze e ci sono tanti dettagli da sistemare ma se la cosa interessa si può approfondire. 

L'altra grossa riforma a mio avviso è quella che porta aree meno sviluppate a poter avere una tassazione ridotta. Cosa ovvia in caso di federalismo fiscale. Tuttavia in Italia il federalismo non c'è e quindi a meno che a qualcuno non venga qualche idea su come avere una simulazione di federalismo fiscale senza avere il federalismo, non se ne parla per i prossimi lustri. 

La soluzione del reddito familiare non mi sembra perseguibile, indipendentemente dalle ragioni economiche, per via dell'incostituzionalità del cumulo dei redditi (sentenza Corte Costituzionale n.179/1976)

Una soluzione per incentivare il lavoro di entrambi i genitori può essere rivedere il meccanismo della detrazione per i figli a carico prevedendo che due genitori ottengano entrambi il pieno importo al posto della ripartizione al 50% oggi prevista di default.
Sarebbe importante secondo me mantenere questa detrazione e non inglobarla in un'unica detrazione per lavoro dipendente/autonomo per incentivare l'occupazione delle madri con più figli. Il livello di occupazione (donne età 20-49 anni) si riduce infatti all'aumentare del numero di figli*:
- 0 figli 62,4%
- 1 figlio 57,8%
- 2 figli 55,2%
- 3+ figli 44%

Sulla semplificazione amministrativa secondo me il problema non si pone. Nel modello presentato nell'articolo vengono razionalizzate detrazioni e deduzioni e un ampio numero di contribuenti avrebbe solo la detrazione per lavoro dipendente/autonomo (e quella per i figli a carico?). Questa maggioranza dei contribuenti risolverebbe i propri problemi con la CU o al limite col 730 precompilato.

*fonte Openpolis: https://www.openpolis.it/numeri/in-italia-le-donne-con-figli-sono-meno-o...

??

Francesco Forti 20/6/2019 - 15:51

Quella incostituzionalità riguardava un testo di legge (diversi articoli) ben preciso e non il concetto in genere.  Un giudizio di costituzionalità infatti non puo' che riguardare una particolare legge, con il suo articolato e non può estendersi a tutte le leggi tributarie che affrontassero tale aspetto. Nel merito, gli articoli oggetto della citata sentenza erano solo ed esclusivamente questi: artt. 131 e 139 del d.P.R. 29 gennaio 1958, n. 645; dell'art. 2 della legge 9 ottobre 1971, n. 825; degli artt. 15, 16, 17, 19, 20 e 30 del d.P.R. 26 ottobre 1972, n. 636; degli artt. 2, primo comma, e 4 del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 597; e degli artt. 1, 46, 56 e 57 del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 600

Il che non vuol dire che, a fronte di una nuova legge, qualcuno non possa avanzare il dubbio di incostituzionalità. È un suo dirittto ma la corte esamina caso per caso. 

Per quanto riguarda i figli a carico non ci sono problemi in un contesto di tassazione del nucleo e nemmeno nel caso di agevolazioni per figli agli studi. Li avete in Italia? 

Ma quella sentenza stabilì solo che non era costituzionale la legge che prevedeva la tassazione progressiva applicata alla somma dei redditi dei coniugi imposta in capo al marito. La Corte disse che in quel modo i coniugi avrebbero pagato più tasse di una coppia non coniugata o separata: era evidente la irrazionalità di quella legge, e la sua incostituzionalità per la penalizzazione che imponeva ad alcuni cittadini (i coniugati) rispetto ad altri.

L'art.31 della Costituzione consente di agevolare 'con misure economiche e altre provvidenze la ormazione della famiglia e l'adempimento dei compiti relativi, con particolare riguardo alle famiglie numerose.'

Il reddito familiare per ottenere agevolazioni è già utilizzato con l'isee. È cosa diversa dal caso analizzato da quella sentenza.

Esatto

Francesco Forti 20/6/2019 - 23:14

avevo letto anni fa la sentenza e visto che la memoria col tempo vacilla, l'ho riletta. 
Il reddito della moglie veniva imputato (cumulato) a quello del marito, con un aggravio di imposta, dovuto al fatto che cumulando i redditi, scattava un'aliquota superiore. Nel sistema che ho velocemente disegnato sopra, il risultato sarebbe invece una tassazione piu' bassa. 
Va bene che l'Italia è il regno kafkiano dell'assurdo, soprattutto in campo tributario, ma dubito seriamente che si possa definire incostituzionale una tassazione di miglior favore.

Eventualmente potrebbero insorgere i single, se la riforma li penalizzasse.