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Appunti per un fisco più favorevole alla crescita

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Suggerimenti

amadeus 17/6/2019 - 11:51

Ciao, Sandro. D'accordo nella sostanza, provo a formulare un paio di suggerimenti per il 'fine tuning'

1) Suggerimento nominale. Giustamente tu sostieni di accorpare la maggior parte delle detrazioni (inclusi i famosi 80 euro) nella 'detrazione per lavoro dipendente'. Qui però qualcuno si lamenterà dicendo che discrimina gli altri redditi. A ben vedere però, le motivazioni per applicare la detrazione al solo lavoro dipendente ci sono tutte. Bisognerebbe semplicemente adattarne il nome: Detrazione (forfettaria) per la produzione del reddito da lavoro dipendente. Un tempo c'era. Poi si è persa sull'altare di qualche riforma fiscale, sacrificata a qualche forma di progressività mal congegnata. I lavoratori autonomi e il reddito d'impresa già prevedono la deducibilità dei costi mentre i redditi da pensione non hanno costi da dedurre. Messa così è inattaccabile. Quali sono i costi che il lavoratore dipendente deve sostenere (visto che gli altri fattori di produzione sono forniti dall'impresa) ? Tipicamente si tratta dei costi di trasporto (non solo fisici ma anche di tempo impiegato sottratto ad altre attività). Volendo si potrebbe modulare la detrazione in funzione della distanza abitazione lavoro, ad esempio in 3 fasce: 0-10,10-30, oltre 30 km. La modulazione fornirebbe un piccolo incentivo ad accettare lavori in sedi 'disagiate', che sarebbe più pesante per i redditi bassi.

2) Detrazione per coniuge a carico. L'eliminazione immediata sarebbe piuttosto svantaggiosa per alcuni. Forse si potrebbe fissare un limite temporale in cui si può percepire (es. max per 5 anni), aumentando un po' il limite di reddito soglia e prevedendo, come scrivi, la possibilità di usufruire la parte non utilizzata, come detrazione dal reddito (o imposte) del coniuge che intraprende una attività lavorativa. In alternativa, meglio ancora, si abolisce la detrazione  per il coniuge e si riproporziona per i figli minori a carico. La ragione è semplice: il coniuge è a carico 'per scelta', i figli 'per necessità'.