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Le scuole di eccellenza e l'avvenire dell'università italiana

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Già sono vecchio, non vorrei pure essere saccente.

Stando così le cose, non mi sono, evidentemente, abbassato a Sanremo, e chiedo comprensione, ma sollecitato da questo riferimento musicale, anch'io ho voluto documentarmi.

Ora, ogni generazione ha diritto ad avere i suoi idoli e riferimenti, e lungi da me negarlo alle altre quando la mia ha deciso per i suoi. Tuttavia non ho potuto fare a meno di ricordarmi di tanti e tanti anni fa, quando evidentemente ero io a sentire su di me quanto fosse duro e pesante studiare, ma allora c'era a disposizione un altro cantante che si prestava a rappresentarci quel nostro ingrato sforzo. Si chiamava e si chiama Edoardo Bennato, e la prima canzone tra le tante che mi è tornata in mente è: In fila per tre, canzone direi piuttosto diretta ed esplicita già dal titolo, per tacere poi dell'intero album: Burattino senza fili, dove Mangiafuoco ti dichiara pazzo se non hai i fili e, in Quando sarai grande, si richiama il tempo quando sarai stato finalmente domato.

Se posso aggiungere però, sperando appunto di non finir saccente, allora non era in dubbio lo studio in sé, ma che fosse ben diretto, che ci preparasse veramente al mondo che ci aspettava, che non fosse l'indottrinamento che s'usava impartire in parecchi stati sotto dittatura, e allora ce n'eran tanti. Adesso mi sembra, ma forse proprio perché son vecchio, che l'adolescenza esterni solo un ribbellismo radicale, un'insofferenza a qualsiasi formazione. E mi viene da dire che anche nell'ottocento in Italia, certamente, di argento vivo ce n'era fin troppo e libero di sbizzarrirsi, tuttavia, per quanto se ne sa, non si era particolarmente felici.

è probabilmente vana, essendo questa uno stato emotivo transitorio.

Ma quando Jefferson, nella dichiarazione di indipendenza americana, sostituì questa espressione al 3°diritto di Locke (la proprietà privata), lo fece anch'egli perché intendeva qualcosa di più vasto. Cioè la ricerca di un senso.

Ogni individuo nasce, si chiede perché e dove sta andando, e passa la vita cercare di darsi un senso (vedi la teoria psicanalitica di Frankl).

Ebbene, indipendentemente dall'esito di questa ricerca, ogni individuo ha il diritto naturale di effettuarla, e chi gli fa perdere tempo inutilmente, con raggiri ed imposizioni, compie un sopruso.

Ogni individuo nasce, si chiede perché e dove sta andando, e passa la vita cercare di darsi un senso

ogni individuo ha il diritto naturale di effettuarla, e chi gli fa perdere tempo inutilmente, con raggiri ed imposizioni, compie un sopruso.

Questo concetto merita un applauso.

Dovrebbe anche essere messo alla base di ogni teoria economica, perchè alla base dell'economia ci sono i bisogni, i desideri delle persone, mai uguali, e "sovrani" su ogni altro concetto di utilità economica.

Purtroppo molto spesso gli ingegneri sociali se ne dimenticano, ed applicano sistematicamente il sopruso.

Siamo praticamente in due ad andare daccordo qui.
Ma tornando all'assunto, direi che si tratta di un principio di diritto, con conseguenze economiche.
Che però, per essere apprezzate dal mondo economico, i redattori del portale sosterrebbero che è necessario dimostrarle matematicamente.
Chissà se 1+1=2 sarebbe sufficiente?