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Le scuole di eccellenza e l'avvenire dell'università italiana

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infatti ho sempre sostenuto che il sistema sta lentamente migliorando, grazie alle riforme degli ultimi anni. E lo dico anche in questo post

Ciò detto, la classifica QS è poco affidabile perchè si basa sulla 'reputazione', cioè su una indagine fra studiosi senza nessun controllo sul campione e sulle risposte. E' facile manipolarla convincendo i professori e gli amici a segnalare una istituzione

Su QS

Maurizio 11/2/2019 - 19:09

Non voglio generare un thread laterale, ma non mi sembra che la QS si basi così tanto sulla reputazione ( a parte che manipolare i giudizi sulla reputazione a livello globale non credo sia così facile, in un sistema ormai enorme). Però è vero che esiste una componente di quel tipo, da quel che so. D'altra parte una classifica generica dove non puoi isolare Architecture, per esempio, mi sembra discutibile (se è proprio così).

 

Qui si vedono alcuni dei parametri usati da QS e mi sembrano diversi:

 

https://www.igauge.in/ratings/methodology

 

Cmq io penso che certi miglioramenti siano anche dovuti all'interesse che i rettori (almeno alcuni) hanno ora su questi temi. Diciamo (schematizzando  molto) che fino a un tempo X in Italia di queste classifiche non importava quasi niente a nessuno, poi le cose sono cambiate, anche a livello di immagine, e qualcuno ci si è messo.

 

Maurizio

 

Il link citato non rimanda agli indicatori del QS World University Rankings (WUR), ma a quelli di un ranking minore, pilota, per le università dell'India. Gli indicatori (e i pesi) del QS WUR si possono trovare a questo link: http://www.iu.qs.com/university-rankings/world-university-rankings/ E' vero che il ranking di QS attribuisce un peso importante alle reputation survey (40% academics e 10% employers) ma non è vero secondo me che è così facile influenzarle, specie tra gli acedemics, dove a volte capita che chi si ritiene "amico" poi in realtà non si riveli tale... E in ogni caso di questo tipo di indagini ne tengono conto anche i ranking di Times Higher Education (THE) e altri, con indagini condotte in proprio o da soggetti terzi (Elsevier, Clarivate Analytics, etc.). Anche sul fatto che il ranking ARWU sia il più attendibile, anche se è vero che si basa su dati oggettivi, avrei i miei dubbi: per un'università vale di più una reputazione alta tra accademici e datori di lavoro oggi o un Nobel di un proprio alumno ricevuto negli anni '30?! Cmq sì, le università italiane da qualche tempo si sono accorti dell'importanza di questi ranking e si stanno attrezzando, sia singolarmente che come sistema, dal momento che è stato anche istituito un gruppo di lavoro all'interno della CRUI che si occupa di analizzare i vari ranking di dare delle indicazioni al riguardo.