Titolo

Le scuole di eccellenza e l'avvenire dell'università italiana

4 commenti (espandi tutti)

Di classifiche ce ne sono tante, vero. La ARWU mi sembra poco fine (diciamo così) e per esempio non vedo i settori Design e Architecture, e vedo anche una collocazione in alto della KAUST (Arabia Saudita) sulla quale come è noto ci sarebbe da dire.

Cmq nel settore ENG (Engineering) il Politecnico di Milano si colloca dal 51 al 75 posto, in ascesa negli ultimi anni. Non credo sia l'unico caso di miglioramento, penso anche a POLITO che non ho controllato.

Se guardiamo invece il QS World University Rankings che è molto più dettagliato troviamo POLIMI in questa situazione (a livello di ranking mondiale):

Engineering: 17
Architecture and Built Environment: 9
Arts and Design: 5

che non mi sembra niente male (e ovviamente per POLIMI queste sono le uniche aree tematiche veramente rilevanti). E con un trend in decisa salita negli ultimi anni.

Come a dire che esiste già un meccanismo che porta (sta portando) alla creazione di relative eccellenze.

Che poi il contesto ovviamente ha il suo peso. Per esempio che Milano, come città, sia (ancora) considerata una delle capitali mondiali del design aiuta molto. So per certo che POLIMI è meta di studenti di Design che vengono anche dagli USA.

Cmq una riflessione sarebbe: come hanno fatto le Istituzioni italiane che hanno migliorato? Si stanno veramente creando poli di eccellenza, senza dirlo troppo?

Non saprei.

Maurizio

infatti ho sempre sostenuto che il sistema sta lentamente migliorando, grazie alle riforme degli ultimi anni. E lo dico anche in questo post

Ciò detto, la classifica QS è poco affidabile perchè si basa sulla 'reputazione', cioè su una indagine fra studiosi senza nessun controllo sul campione e sulle risposte. E' facile manipolarla convincendo i professori e gli amici a segnalare una istituzione

Su QS

Maurizio 11/2/2019 - 19:09

Non voglio generare un thread laterale, ma non mi sembra che la QS si basi così tanto sulla reputazione ( a parte che manipolare i giudizi sulla reputazione a livello globale non credo sia così facile, in un sistema ormai enorme). Però è vero che esiste una componente di quel tipo, da quel che so. D'altra parte una classifica generica dove non puoi isolare Architecture, per esempio, mi sembra discutibile (se è proprio così).

 

Qui si vedono alcuni dei parametri usati da QS e mi sembrano diversi:

 

https://www.igauge.in/ratings/methodology

 

Cmq io penso che certi miglioramenti siano anche dovuti all'interesse che i rettori (almeno alcuni) hanno ora su questi temi. Diciamo (schematizzando  molto) che fino a un tempo X in Italia di queste classifiche non importava quasi niente a nessuno, poi le cose sono cambiate, anche a livello di immagine, e qualcuno ci si è messo.

 

Maurizio

 

Il link citato non rimanda agli indicatori del QS World University Rankings (WUR), ma a quelli di un ranking minore, pilota, per le università dell'India. Gli indicatori (e i pesi) del QS WUR si possono trovare a questo link: http://www.iu.qs.com/university-rankings/world-university-rankings/ E' vero che il ranking di QS attribuisce un peso importante alle reputation survey (40% academics e 10% employers) ma non è vero secondo me che è così facile influenzarle, specie tra gli acedemics, dove a volte capita che chi si ritiene "amico" poi in realtà non si riveli tale... E in ogni caso di questo tipo di indagini ne tengono conto anche i ranking di Times Higher Education (THE) e altri, con indagini condotte in proprio o da soggetti terzi (Elsevier, Clarivate Analytics, etc.). Anche sul fatto che il ranking ARWU sia il più attendibile, anche se è vero che si basa su dati oggettivi, avrei i miei dubbi: per un'università vale di più una reputazione alta tra accademici e datori di lavoro oggi o un Nobel di un proprio alumno ricevuto negli anni '30?! Cmq sì, le università italiane da qualche tempo si sono accorti dell'importanza di questi ranking e si stanno attrezzando, sia singolarmente che come sistema, dal momento che è stato anche istituito un gruppo di lavoro all'interno della CRUI che si occupa di analizzare i vari ranking di dare delle indicazioni al riguardo.