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Prima gli italiani - Del mio razzismo.

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"Dove tracciamo la linea fra l'umano ed il non umano?"

Io eviterei di entrare in discussioni troppo filosofiche sull'esistenza, l'essenza, il significato, etc. Faccio un esempio molto pratico, prendo in esame un paese: la Svizzera. In tale area geografica vivono 3 popoli, con differenze ben definibili per lingua e cultura. Ora vorrei dare una definizione abbastanza ovvia ma molto semplice relativa specificatamente a quel paese: un tedesco è un tedesco e non è un italiano e nemmeno un francese. La Svizzera come tutti sanno è una confederazione. La sua costituzione, suddivide territorialmente in cantoni il proprio territorio. Ad ogni cantone corrisponde una sola ed unica identità, non esiste un cantone svizzero che si possa definire contemporaneamente sia italiano che tedesco. La costituzione della Svizzera non ammette ad esempio che i tedeschi in massa di un cantone, si spostino tutti assieme e vadano a vivere in un altro, cambiando la lingua delle insegne pubbliche, o delle vie. Una cosa del genere infatti potrebbe succedere solo dopo una guerra, come ad esempio quando gli italiani furono deportati nel 1947 a centinaia di migliaia dal territorio che era ormai della Jugoslavia. Quello che volevo dire è che la storia è piena di esempi concreti, mentre con la filosofia si può discutere all'infinito di concetti troppo sofisticati, che poi non hanno una vera importanza pratica, quando i meccanismi legati a razza, cultura, lingua, religione, vanno analizzati.

A parte il fatto che le culture linguistiche sono 4 e non 3 (dimentichi il romancio) esistono cantoni plurlinguistici dove ufficialmente le lingue cantonali sono più d'una quindi è sbagliato dire "ad ogni cantone corrisponde una sola ed unica identità". 

Dei 26 Cantoni svizzeri, quattro sono ufficialmente plurilingui: Berna (tedesco e francese), Friburgo (francese e tedesco), Vallese (francese e tedesco) e Grigioni (tedesco, romancio e italiano). Anche le città di Bienne e Friburgo sono bilingui (tedesco e francese). Nel concreto, il Ct. Grigioni è sia tedesco, sia italiano, sia romancio. 

Inoltre questo fatto che tutti gli abitanti di un cantone non possano trasferirsi (per dettato costituzionale) non esiste. Nel caso favorire l'articolo, pls.

Ma non esiste nemmeno in Italia che tutta la popolazione di Forlì si trasferisca armi e bagagli a Firenze. Proprio l'esempio non ha senso in alcun paese, costituzione o meno. 
Le singole persone hanno facoltà di trasferirsi dove vogliono, basta trovare casa (o comprandola o in affitto). Effettivamente il Ticino, per la sua posizione a Sud, è meta ambita di tanti svizzeri tedeschi benestanti in pensione. 


Grazie per precisazione su cantoni bilingui, sono stato molto approssimato.

"Inoltre questo fatto che tutti gli abitanti di un cantone non possano trasferirsi (per dettato costituzionale) non esiste. Nel caso favorire l'articolo, pls."

Ovviamente non ho detto questo, infatti sono andato e venuto dalla Svizzera parecchie volte pure io. Quello che intendevo è che in Svizzera non è possibile cambiare facilmente la propria "identità" (cittadinanza cantonale).

Cito da Wikipedia:

https://en.wikipedia.org/wiki/Place_of_origin

"In Switzerland, the place of origin (GermanHeimatort or Bürgerort, literally "home place" or "citizen place"; FrenchLieu d'origineItalianLuogo d'origine) denotes where the Swiss citizen has his municipal citizenship. It is not to be confused with the place of birth or the place of residence,"

In pratica, un italiano quando trasferisce la sua residenza da Napoli a Milano, effettivamente è a tutti gli effetti legalmente un milanese. In Svizzera non funziona così, poiché sulla loro carta d'identità è scritto il "Luogo d'origine", e tu puoi spostarti ove vuoi, ma quello resta lo stesso. Inoltre non è assolutamente facile cambiarlo (per prima cosa deve essere conosciuta la lingua). Questo ad esempio vuol dire non avere diritto di voto in quel cantone ovviamente.

Quindi la Svizzera è un esempio pratico e collaudato di un paese con diverse identità territoriali, etniche, religiose, linguistiche e culturali. E secondo me è una base pratica su cui partire e su cui fondare un discorso serio su queste tematiche, senza voler entrare per forza in discussioni filosofiche, su quale sia ad esempio il confine tra umano e non umano, sulla definizione di razza o etnia, et simila.

 

In italiano (o meglio ... ticinese) "attinenza". 
Per prima cosa non  è un cantone ma un comune ed in secondo luogo l'attinenza indica solo e sempicemente il comune che custodisce tutti i documenti ufficiali (nascita, matrimonio, figli, ...). Vista la mobilità della popolazione, uno solo è il comune di attinenza, che custodisce gli originali, gli altri eventualmente hanno copie conformi, per il rilascio di documenti al volo. 

Qui una trattazione che dovrebbe bastare, ai nostri fini. 
Scusa il ritardo nella risposta. 

Su wikipedia.en lo chiama "luogo d'origine", ma sicuramente il termine più giusto come riportato sul sito ufficiale svizzero è "attinenza". Questo è un campo importante che compare sul passaporto svizzero al posto della residenza o del luogo di nascita riportato su passaporti di altri paesi. Nel link ufficiale è così riportato in modo estremamente chiaro il legame al concetto di cittadinanza svizzera e la differenza con altri tipi di cittadinanza di altri paesi:

"La cittadinanza svizzera è legata al luogo di attinenza, indipendentemente dalla residenza. Un cittadino svizzero è prima di tutto cittadino di un comune, quindi di un cantone e infine della Confederazione."

"Altri stati non conoscono il luogo di attinenza. I loro cittadini sono cittadini di una nazione, non di un comune o di un cantone. Nei documenti ufficiali di questi stati è indicato il luogo di nascita."

Sempre dalla stessa fonte viene riferito che il tema della cittadinanza svizzera è stato affrontato recentemente anche dalla politica, con risposte che segnano molto l'importanza ed il carattere elvetico nello stare alla radice della questione con parole chiare e senza concetti filosofici ambigui e discutibili:
"Nel 2001 il parlamento ha discusso la possibilità di sostituire nei documenti d’identità il luogo d’attinenza con quello di nascita. Alla fine, si è deciso di mantenere lo status quo, perché, come afferma il deputato dell’Unione democratica di centro Walter Glur, il luogo di nascita è troppo aleatorio, «si può nascere ovunque», mentre il sangue lega al luogo di origine della famiglia."