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I sette peccati capitali della scuola italiana. Con accenno a possibili rimedi

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Punto 1

"Si se a svantaggio di nozioni e preparazioni di uso ben piu' fondamentale. Inoltre, non tutti sono portati per affrontare certi livelli di astrazione. Molto meglio sapere l'inglese o la matematica o la fisica o l'economia in maniera piu' seria e, in seguito, affrontare certe astrazioni se occorre.

Quasi tutti studiano l'aritmetica con profitto e non sentono il bisogno di sapere che i numeri interi sono un anello algebrico, ne perche' ed in cosa si differenzino come gruppo abeliano commutativo dai non commutativi. O sbaglio ? 

Quasi tutti usano la prova del nove e nessuno o quasi sarebbe in grado di dimostrarne algebricamente la validita' .  Embeh ?

Chissa' perche' c'e' sempre questa convinzione che per capire l'universo sia necessario passare dalle caverne e dai noumeni laddove la matematica o la fisica possono essere presentate cosi in maniera avulsa dal contesto e van bene lo stesso."

 

Ma di cosa stai parlando? a scuola si studiano gruppi abeliani?non mi pare. Se devi difendere il tuo punto usando un esempio che con la realtà non c'entra nulla, mi dispiace, ma significa che questa tua critica non ha senso di esistere.

 

" Affermazione generica sul refrain "non valutiamo ed in generale facciamo che le valutazioni non significhino nulla"

 

Non ho scritto questo, per cercare di darmi contro stravolgi il senso delle mie parole; anche in questo caso, critica inutile.

 

"Non sia mai che si arrivi sul lavoro con qualche esperienza pratica, giammai. "

 

A 15 anni non si è obbligati nemmeno a studiare, figurati se bisogna essere obbligati a lavorare. Chi vuole farlo lo faccia, mischiare le due cose non ha senso. Senza contare che il lavoro nella realtà è sempre molto meno formativo di quel che si fa finta di credere.

 

Punto 2

 

"Direi. Occorrono 71 pagine di complementi ? Ovviamente no, occorre una robusta preparazione di base delineata e sintetizzata in maniera efficace. Cosicche' non si arrivi poi avendo letto tutte le pagine e con ortografia e sintassi zoppicante e totalmente incapaci di leggere e comprendere."

 

In che modo? calati per un attimo nella realtà e rispondimi, senza dire "eh 71 pagine sui complementi sono inutili, l'importante e trovare un mezzo (ovviamente non dico quale) per evitare che si facciano errori grammaticali/logici". Perchè quelle 71 pagine (sicuramente ricche di esempi ed esercizi) sono studiate proprio per questo scopo, da gente che probabilmente ne sa più di te e me su certi argomenti.

 

Punto 3

 

"Continuiamo con le affermazioni generiche. Parliamo di scuole di base dove questa presunta "selezione" e' minima. Gia' il programma di base e' sterminato e non viene MAI finito. Un libro che viene sfruttato al 20/30% e'un costo enorme per una famiglia non abbiente ad esempio. Inoltre l'immediatezza della connessione tra quantita' e qualita' mi sfugge, io non la vedo sui libri dei miei figli ad esempio."

 

Non mettere in mezzo i costi, innanzitutto non sono un problema nella realtà, in secondo luogo anche se lo fossero si risolverebbe con altre metodologie (libri in comodato d’uso ad esempio).
Inoltre dimmi dove avrei scritto che maggiore quantità significa maggiore qualità. Ovviamente da nessuna parte, come al solito stravolgi il senso delle mie parole, altrimenti non sapresti cosa “attaccare” del mio discorso.

 

“Non trovo. 

https://it.wikipedia.org/wiki/Omotetia

Questa definizione e' sostanzialmente esatta, formale ma comprensibile. 

Se vogliamo l'omotetia e' una traformazione affine dell'algebra lineare e anche qui lascerei perdere il concetto di giusto livello di approfondimento. “


Complimenti mi linki una definizione ancora più “complicata”. 

 

“Difatti il risultato finale e' che fingendo di insegnare a risolvere cose difficili nessuno s risolvere quelle facili. Si parte dai risultati, si analizzano e di consenguenza si modificano le azioni. Il contrario produce le solite finzioni, lamenti ed il dilagante analfabetismo cui assistiamo con una vasta maggioranza di persone che tanto "di matematica non capisce nulla" ”

 

Visto che conosci la matematica, fammi alcuni esempi concreti, altrimenti continuiamo a parlare del nulla. Io posso assicurarti che chi aveva voglia in classe mia di fare i problemi più articolati e complicati del libro era chi andava meglio in matematica e certe cose la capiva, chi si limitava a risolvere le due equazioni per il  5 nel compito era chi alla matematica si disinteressava.

 

“Certo in seconda/terza media nel 2018 son tutti li ad aspettare il testo per eventuali approfondimenti. Secondo questa logica quindi si fa il testo (che comunque e' una misera selezione) per quello 0.01% che andra' ad approfondire. E questo gruppettino di menti che a 13/14 anni sono gia' cosi elevate....rimarra' sul testo invece di documentarsi in mille altri modi. Logica stringente.”

 

Su internet una persona non cerca le cose di cui non sa l’esistenza, il libro invece, anche per caso e per curiosità ti capita di sfogliarlo. Sono uno che è cresciuto con internet, a differenza tua, so di cosa parlo.

 

Punto 4

 

“Anche qui logica stringente. Io sono sempre uscito col massimo dei voti e la lode con uno sforzo ragionevole anzi a scuola facevo POCO. Dunque, erano gli altri ad essere imbecilli e disorganizzati. A 16 anni lo pensavo. A 46 invece penso che la scuola debba produrre risultati ragionevoli per la media e proporre sfide aggiuntive e premi aggiuntivi per chi e' piu'dotato.

In particolare il sistema deve essere progettato per un carico intorno alle 50 ore settimanali. Non si capisce perche' un impiegato debba fare 37 ore ed uno studente molte di piu'.

A meno che non si punti decisamente sull'eccellenza ma allora il discorso cambia completamente. Meritocrazia feroce, lavoro duro e grandi risultati modello Korea. Un topos lontanissimo dalla scuola italiana.  ”

 

Parli di 50 ore settimanali…guarda caso sottrai le 30 di lezione e ne rimangano 20, che sono poco meno di due ore al giorno, esattamente quelle che dicevo io (ok magari gli ultimi anni di liceo facevo qualcosa in più, ma anche perché in classe c’era fondamentalmente un po’ troppo cazzeggio e bisognava recuperare).
Ah inutile dire che a 16 anni avevi una percezione migliore, perché certe cose le vivevi, ora che ne hai 46 alcuni ricordi magari son sbiaditi e non ti sei dimenticato che il compagno di banco veniva rimandato non perché studiava 2 ore al giorno invece di 5, ma perché non passava sui libri neanche 20 minuti e per sua volontà.

 

p.s. fabrizio bercelli tu invece non sapevi come replicare immagino…vabbè è normale non preoccuparti ^^.

 

p.p.s. luca scusami se son “cattivo” nelle risposte, è uno stile più che altro, con le buone maniere su internet i discorsi a mio avviso non passano, con le cattive, forse, un filo sì.

perché le sue critiche sono a mio giudizio poco utili alla discussione. Se antares13 ha esperienza della scuola come insegnante o genitore o altro, lo prego di essere più specifico e gli risponderò.

Le mie critiche sono poco utile alla discussione, bocciano l'articolo senza dare diritto di replica.

Comunque "l'esperienza da genitore" è davvero un qualcosa che mi ha fatto sorridere, come se un genitore possa veramente rendersi conto di come funzioni la scuola.

 

p.s. curioso che ha risposto solo a due utenti che le davano fondamentalmente ragione, se per lei quella è una "buona discussione"...

'fondamentalmente ragione'

mi permetto solo in quanto citato, perché dovrei essere uno dei due

e perché, evidentemente, devo essere stato poco chiaro

oppure letto male

non intendevo dare 'fondamentalmente ragione'