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I sette peccati capitali della scuola italiana. Con accenno a possibili rimedi

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la fonte del grafico The Economist  è OCSE. I dati sono disponibili sui vari OECD Education at a glance. Come è noto, a quasi tutti, la scuola italiana si caratterizza rispetto agli altri sistemi per stipendi più bassi, pensioni più generose, orario di lavoro più breve, dimensioni delle classi in linea con la media ma rapporto studenti/insegnanti più basso. Ciò porta all'affermazione precedente che la paga oraria degli insegnanti italiani è competitiva. infatti, tanto competitiva da essere più elevata della paga oraria degli insegnanti in Francia.

Manca la Germania? Bene, nel link postato nel capoverso sopra trovi anche la Germania, e quindi? Lo stipendio dell'insegnante tedesco è più elevato? Anche il salario dell'operaio della Volkswagen è più alto di quello della Fiat.

Se lo stipendio è la variabile chiave, allora è possibile ribaltare le tue domande retoriche. Che profilo sarebbe attratto verso l'insegnamento? Chi pur di guadagnare di più è disposto a fare l'insegnante? Sarebbero questi gli insegnanti che vogliamo per i ns figli?

Comunque se hai dati, grafici e/o spiegazioni migliori, postali.

Si, l'ho visto che la fonte e' OCSE.

Cio' non toglie che "self-declared working hours" lascia un po' il tempo che trova per una serie di motivi che mi sembrano alquanto evidenti (soprattutto se non chiarifichi la metodologia).

Comunque non voglio neanche entrare in una discussione su quanto sia vero il mito degli insegnanti italiani che lavorano poco. Il punto e' un altro.

Che profilo sarebbe attratto verso l'insegnamento? Chi pur di guadagnare di più è disposto a fare l'insegnante? Sarebbero questi gli insegnanti che vogliamo per i ns figli?

Io voglio gente capace. E la gente capace, perdonami, da che mondo e' mondo la paghi, con la possibile eccezione di qualche volontario in odore di santita' (ma forse tu pensi che si possa costruire un'istruzione nazionale sulle buone intenzioni di qualcuno).

Se invece offri stipendi bassi e orari di lavoro ridotti, attrarrai per lo piu' gente che cerca uno stipendio minimo ma poco impegno sul lavoro.

Supponendo che i dati che riporti siano corretti, significa che i nostri insegnanto non svolgono alcuna attivita' al di fuori dell'insegnamento frontale. Non un ora di preparazione delle lezioni, di correzione degli elaborati, di aggiornamento o di studio. Per non dimenticarci degli adempimenti burocratici.

Ora, i miei amici e conoscenti, che nella scuola ci lavorano, mi raccontano di un impegno orario che supera largamente quello dell'insegnamento frontale. Ma se prendiamo per vero i tuoi dati e ammettiamo che si tratti di poche mosche bianche, non possiamo che concludere che siamo di fronte ad uno scenario desolante.

Un paese fanalino di coda per percentuale del proprio PIL investito in istruzione (i dati sono facili da reperire, basta googlare). Con una scuola che rischia di svolgere un ruolo di ammortizzatore sociale prima che di luogo di formazione. Con insegnanti a cui viene richiesto un impegno limitato a fronte di uno stipendio limitato. 

Un paese in declino, che non a caso soffre di una bassa produttivita'.

non ho capito se non ti fidi del self-reported degli italiani o dei tedeschi. Se le survey lasciano il tempo che trovano, allora che facciamo? ci basiamo sull'esperienza personale o degli "amici  e conoscenti, che nella scuola ci lavorano"?  Comunque l'OCSE pubblica anche gli Statutory teaching hours, che mostrano anch'essi come gli insegnanti italiani fanno meno ore di lezione di altri, come ad esempio i tedeschi (100 ore in meno all'anno) e degli svizzeri (400 ore in meno all'anno), ma anche dei francesi, degli inglesi, degli statunitensi etc.

Ovviamente le ore di preparazione sono proporzionali alle ore di insegnamento, e la survey aveva l'obiettivo di calcolare quanto tempo era dedicato all'insegnamento e quanto ad altre attività (ad esempio, preparazione, welfare e amministrativo). Non sono solo gli insegnanti italiani a preparare le lezioni e a correggere i compiti. Giusto?

Trattamento economico. Come detto, la paga oraria è competitiva, di più ancora se si tiene conto del trattamento pensionistico. Pago poco/lavoro poco vs Pago molto/lavoro molto, non so quale sia meglio/peggio nell'attrarre le persone giuste con le motivazioni giuste. Nel primo caso forse più donne e sportivi, nel secondo più uomini e con pochi impegni extralavorativi. In ogni caso, l'Italia ha indiscutibilmente una spesa pubblica elevata, anche per l'incidenza della spesa previdenziale. Quello che non arrivava con la busta paga, arrivava con la pensione.