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I sette peccati capitali della scuola italiana. Con accenno a possibili rimedi

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ma nella mia opinione lo squilibrio domanda/offerta di forza lavoro intellettuale coinvolge anche gli ingegneri, anche se in misura minore rispetto ad altre categorie.
Citando un pezzo del mio articolo linkato sopra

Anche le facoltà di Ingegneria, in Italia, sfornano ingegneri con una preparazione da dirigente di grande impresa multinazionale, poco o punto collegata con la progettazione, la manutenzione, l'impiego e il collaudo di macchine. E' indicativo come si traduca "Engineer" con "ingegnere" che suona simile a orecchio, senza rilevare la differenza di etimologia. "Engineer" significa motorista, e si dovrebbe tradurre col più generale "macchinista", col significato di esperto di macchine; ma nella lingua italiana la parola macchinista è riservata a quello che guida il tram, e gli ingegneri sono "uomini di ingegno".

Gli ingegneri sono la categoria di laureati che si occupa meglio rispetto alle altre.
Ma in termini assoluti - in questo momento in Italia - una laurea in ingegneria vale nel mercato del lavoro quanto una qualifica da conduttore di gru. Forse anche meno.